Che cosa prova un animale quando muore

sente l’avvicinarsi della fine? Ha particolari percezioni?

Generalmente in natura, quando un animale sente che la morte sta sopravvenendo, si allontana dal gruppo e cerca un luogo solitario in cui rifugiarsi. Questo chiaramente non può avvenire per gli animali domestici che vivono in casa o in appartamento.

Chi lavora e vive a stretto contatto con gli animali ha notato che ad agitare l’animale è la reazione di paura e angoscia dell’umanoche assiste il suo piccolo amico alla fine della vita. I veterinari hanno visto infatti che gli animali convivono molto più stoicamente con il dolore rispetto agli umani perché hanno una soglia di sopportazione più elevata per non rischiare di estinguersi.

Detto questo, anche se gli animali non pensano come gli umani, certamente “sentono” perché hanno anch’essi una componente emozionale. Così, al momento della morte gli animali sentono che è ora di lasciarsi andare e muoiono in pace, come vuole la natura.  

Allora l’animale non prova dolore? Sbagliato. Secondo il ciclo naturale non prova eccessivo dolore fisico né emozionale. Siamo noi umani ad arrecarglielo nel momento in cui non accettiamo che la vita faccia il suo corso ma ci accaniamo con cure che procrastinano un evento a cui solo i padroni non sono preparati. 

Se l’animale sente qualcosa, ciò che sente è il nostro dolore per non riuscire ad accettare la sua morte. È il dolore a trattenerlo e a farlo stare male. Nel momento in cui si accetta la morte, l’animale si lascia andare in tranquillità.

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Perché il Mio Cane Ha le Feci Molli?

Se hai un cane, sai benissimo che le sue feci possono rappresentare un campanello d’allarme importante che indica la salute del tuo cane. Dal momento che i nostri amici a quattro zampe non possono dirci quando avvertono crampi, mal di pancia o qualche altro disturbo digestivo, sta a noi prestare attenzione a questi segnali che indicano un problema (1). Uno dei modi migliori per farlo è monitorare non solo ciò che ingerisce il tuo cane, ma anche ciò che espelle.

Come Stabilire la “Normalità” del tuo Cane

In generale le feci sono lo specchio della salute del tuo cane. Delle feci sane, umide e sode, che hanno un odore lieve, sono senza dubbio un ottimo biglietto da visita. I cani alimentati con crocchette ultra lavorate in genere producono quantità voluminose di feci per diversi motivi. Innanzitutto, la maggior parte dei produttori di crocchette aggiunge quantità elevate di fibre (polpa di barbabietola, semi di soia e bucce di riso, nonché “cellulosa”, altrimenti nota come fibra di legno o segatura). Il normale contenuto di fibre della dieta ancestrale canina è compreso tra il 4% e il 6%, ma il contenuto di fibre di molti cibi secchi è maggiore del 15% e la maggior parte degli alimenti “dietetici” o “leggeri” contengono più del 28% di fibre. I cani che mangiano crocchette producono anche feci puzzolenti perché i loro corpi non sono stati creati per assorbire determinati nutrienti (ad esempio, cereali e altri amidi, incluso il contenuto innaturalmente alto di patate e piselli che si trova in molte formule senza cereali).

I cani nutriti con una dieta a crudo, d’altra parte, tendono a produrre meno feci anche di dimensioni più piccole, più sode e significativamente meno puzzolenti. I cani che seguono una dieta di cibi crudi ricchi di minerali, produrranno feci che assumono un colore molto più chiaro entro 24 ore e si disintegrano molto rapidamente. I cani che seguono diete crude sbilanciate o miscele di “carne/ossa/organi” che potrebbero essere troppo ricche di calcio o ossa, producono feci bianche e possono soffrire di stitichezza (2). Indipendentemente dalla dieta del tuo cane, è importante sapere che aspetto hanno e che odore hanno normalmente le sue feci, in modo da essere immediatamente consapevole di eventuali cambiamenti di frequenza, consistenza, dimensione, colore o odore. Uno dei segni più evidenti di un potenziale problema di salute nei cani è la diarrea, e questa può avere caratteristiche diverse a seconda della sua causa.

La Diarrea può Assumere molte Forme

Nelle seguenti situazioni, a meno che il problema non si risolva da solo entro un giorno circa, il consiglio è quello di fissare un appuntamento con il veterinario.

  • Feci morbide senza sangue o muco visibili, potrebbero indicare un cambiamento nella dieta o un’alimentazione indiscriminata. Tuttavia, possono anche segnalare la presenza di un parassita intestinale come la giardia.
  • Feci grigie dall’aspetto grasso, possono essere un segno di troppo grasso nella dieta del tuo cane, che può scatenare la pancreatite, un’infiammazione del pancreas che può variare da uno stadio molto lieve, fino ad un pericolo per la vita stessa del tuo amico a quattro zampe.
  • Feci nere indicano tipicamente la presenza di sangue vecchio presente da qualche parte nel sistema digestivo del cane. Può essere un segno di danno al tratto gastrointestinale dovuto a un’alimentazione indiscriminata, oppure può anche essere un segnale di una malattia molto grave come il cancro.
  • La diarrea acquosa può essere un segno di stress, un’infezione virale o un parassitaria e può portare molto rapidamente alla disidratazione, soprattutto nei cuccioli.
  • Feci molli contenenti o ricoperte di muco in eccesso, possono indicare la presenza di parvovirus o parassiti.
  • Feci morbide o acquose con vermi, uova o altri ospiti indesiderati visibili, sono una chiara indicazione di un’infestazione parassitaria.
  • Feci sode, morbide o che contengono sangue o coaguli di sangue, sono quasi sempre un segno di un grave problema di salute, che richiedono un’attenzione immediata (3). Il sangue fresco indica un’emorragia in corso, tipicamente dell’intestino crasso, dell’ano o dalle ghiandole anali. Potrebbe esserci una perforazione della parete intestinale dovuta a qualcosa che il cane ha ingerito, enterite/colite, un tumore gastrointestinale, un polipo o delle lesioni erosive.

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Ci sono Molte Potenziali Cause di Diarrea

Poiché la diarrea è un sintomo di molteplici problemi di salute, ha a sua volta anche molteplici cause. Questi includono:

  1. Cambio dieta
  2. Tossine
  3. Malattie infiammatorie intestinale
  4. Intolleranze alimentari
  5. Allergie
  6. Sensibilità
  7. SIBO (crescita batterica nell’intestino tenue)
  8. Parassiti intestinali
  9. Gastroenterite emorragica
  10. Enterite o colite da istoplasma
  11. Tumori gastrointestinali
  12. Blocco intestinale
  13. IBS (sindrome dell’intestino irritabile)
  14. Colite ulcerosa
  15. Infezione virale
  16. Insufficienza pancreatica esocrina
  17. Colite ulcerosa
  18. Polipi batterici.

I Sintomi non così Evidenti della Diarrea

Quando la maggior parte di noi pensa a un cane con la diarrea, immagina il povero cucciolo in piedi ansioso sulla porta che ha bisogno di uscire in fretta, in modo che una volta fuori possa precipitarsi nel primo punto adatto e rilascia feci molli e acquose. Oppure, nella peggiore delle ipotesi, se non siamo a casa quando arriva l’urgenza, al rientro ci imbattiamo in un vero e proprio pasticcio sul pavimento. Ma ciò di cui molti proprietari di cani non si rendono conto è che a volte la diarrea provoca tensione, facendola sembrare più costipazione che diarrea. Questo perché la diarrea sconvolge il normale ritmo delle contrazioni muscolari nel tratto intestinale del tuo cane, dandogli la sensazione di aver costantemente bisogno di fare la cacca (4). Quindi, anche se è curvo e teso, il suo colon potrebbe essere vuoto dopo ripetute scariche. Nei casi di diarrea cronica, molti cani non provocano incidenti casalinghi e non hanno urgenza di fare la cacca, semplicemente presentano sempre feci molli e acquose. Altri sintomi che possono accompagnare la diarrea includono febbre, letargia, malessere, perdita di appetito e disidratazione. Cuccioli, cani di piccola taglia e cani anziani sono a rischio di disidratazione, anche dopo un solo ciclo di diarrea esplosiva. La diarrea dell’intestino tenue può anche confondere i proprietari, poiché la prima parte delle feci è soda, seguita da una seconda metà morbida o molto molle, che può indicare una varietà di problemi tra cui crescita eccessiva di batteri nell’intestino tenue, cattiva digestione, malassorbimento, intolleranze alimentari, insufficienza pancreatica esocrina, disbiosi (intestino permeabile) o IBS.

Quando è Necessario Chiamare il Veterinario

La maggior parte dei cani sani sperimenta un episodio occasionale di feci molli o diarrea che si risolve entro 12-24 ore. Il problema di fondo nella maggior parte di questi casi è il cibo indiscriminato o lo stress. Tuttavia, qualsiasi cane potenzialmente può ammalarsi gravemente a causa di attacchi cronici di diarrea. Se il tuo cane apparentemente sta bene dopo un attacco di diarrea, significa che il suo comportamento è normale e ha un livello di energia normale (5). Per questo motivo puoi semplicemente tenerlo d’occhio per assicurarti che le sue feci tornino alla normalità entro un giorno circa. Ma se noti che il tuo amico a quattro zampe è pigro, ha la febbre, oppure è caldo al tatto, o ancora presenta un cambiamento nel suo comportamento, è necessario contattare subito il veterinario. Se vedi sangue nelle feci o se mostra debolezza o altri segni di debilitazione insieme alla diarrea, dovresti fissare un appuntamento con il veterinario quanto prima. Se il tuo cane sembra stare bene, ma soffre di attacchi ricorrenti di diarrea, è il momento di fare un controllo. È importante portare all’appuntamento con il veterinario un campione delle feci del tuo cane, anche se acquose.

FONTE. FITOPET

Non solo cani e gatti nelle case degli attori

Gli animali domestici “bizzarri” delle celebrità

li animali domestici delle celebrità sono parte integrante della loro vita, come tutti i proprietari di pets ben sanno. Tutti hanno in casa un amico a quattro zampe capace di rincuorarli nelle giornate no trasmettendo loro allegria. Cani, gatti, criceti e chi più ne ha più ne metta sono parte della vita di tutti e di seguito vi proponiamo dieci star che possiedono un animale da compagnia…piuttosto bizzarro!

Animali domestici delle celebrità: da George Clooney a Nicolas Cage

1. Il maialino Max di George Clooney

Non un cane, nemmeno un gatto. L’animale da compagnia di George Clooney era un maialino, morto nel 2006. L’attore fu sconvolto dalla sua scomparsa.

2. Le due tigri del Bengala di Mike Tyson

Mike Tyson ha un chihuahua? Assolutamente no. Il famoso pugile ha due tigri del Bengala nella sua mega villa.

Zayn Malik, ex membro della boy band One Direction, invece a casa sua ospita Arnie, un’iguana che è stato a lungo la mascotte della band britannica.

3. La capra di Demi Lovato

Al suo rientro da un viaggio in Africa Demi Lovato ha deciso di adottare una capra come suo animale da compagnia.

4. La tartaruga gigante di Leonardo DiCaprio

Leonardo DiCaprio non si è accontentato di un cagnolino, un gattino o un criceto. La star di Hollywood ha adottato una tartaruga gigante.

5. Gli asini di Andrea Lo Cicero

Andrea Lo Cicero, giocatori simbolo della Nazionale italiana di rugby degli anni Duemila, abita in campagna e i suoi animali da compagnia sono un gruppo di asini.

6. I cobra reali di Nicolas Cage

Due cobra reali per Nicolas Cage il cui amore per i rettili è secondo solo a quello della recitazione.

Perché gli animali amano crogiolarsi al sole?

Nei rettili questo comportamento è conosciuto ma anche altre specie, come i corridori della strada e i lemuri, si fanno “bagni di sole” per immagazzinare energia e proteggersi dalle malattie.

Un drago barbuto si crogiola al sole su un tronco nella regione di Adelaide Hills, nel sud dell’Australia. I draghi barbuti sono notoriamente amanti del sole, e quando il calore diventa eccessivo, aprono la bocca per abbassare un po’ la propria temperatura.

FOTOGRAFIA DI BROOKE WHATNALL

NAT GEO IMAGE COLLECTION

Ogni estate le spiagge di tutto il mondo si affollano di appassionati della tintarella che si sdraiano al sole.

Ma gli esseri umani non sono l’unica specie che ama esporsi ai raggi solari: in tutto il regno animale, creature grandi e piccole traggono vari tipi di giovamento crogiolandosi sotto il calore della stella più vicina al nostro pianeta.

Tra queste troviamo i famosi amanti del sole, come lucertole e altri rettili, e innumerevoli altre specie che condividono questa stessa abitudine, dalle rane, alle farfalle monarca agli ippopotami. Anche gli uccelli si dedicano ai “bagni di sole”: gli esemplari di almeno 50 famiglie di uccelli si appollaiano – o scendono a terra – regolarmente per estendere le ali ed esporsi al sole come i più tipici tipi da spiaggia in cerca di una buona abbronzatura.

Gli scienziati continuano a studiare questo comportamento e a scoprire sempre nuove ragioni per cui gli animali si dedicano a sessioni di relax sotto il sole – una pratica che richiede tempo ed espone alcune specie al rischio di predazione. Ecco cosa sappiamo di questo curioso comportamento.

Mantenere la temperatura corporea

Molte creature si crogiolano al sole per tenere sotto controllo la propria temperatura corporea, un processo noto come termoregolazione.

Questo è il motivo che spinge a questo comportamento molti ectotermi, ovvero animali a sangue freddo, come i rettili e gli anfibi, molti insetti e almeno due specie di pesci: la carpa e il pesce luna, un enorme pesce di colore argentato che secondo i ricercatori trascorre quasi metà del suo tempo vicino alla superficie dell’acqua.

Un lemure dalla coda ad anelli prende il sole presso la Riserva Naturale di Berenty

Un lemure dalla coda ad anelli prende il sole presso la Riserva Naturale di Berenty, in Madagascar. Nonostante questi mammiferi siano in grado di generare autonomamente il proprio calore corporeo, cercano l’irraggiamento solare per risparmiare le energie del metabolismo.

FOTOGRAFIA DI FRANS LANTINGNAT GEO IMAGE COLLECTION

A differenza dei mammiferi e degli uccelli endotermi, gli ectotermi non sono in grado di mantenere una temperatura corporea stabile con il calore creato dal proprio metabolismo, quindi la loro temperatura varia in base a quella dell’ambiente circostante.

Quando l’ambiente di un ectotermo si raffredda, anche la temperatura corporea dell’animale scende. Questo rallenta le reazioni chimiche dell’organismo che controllano le varie funzioni, dalle difese immunitarie alla prestazione muscolare — una condizione che può andare bene per un animale che sta dormendo o riposando, ma è inadatta per chi deve svolgere attività come cacciare le proprie prede o sfuggire ai predatori.

Per attivare il proprio corpo, gli ectotermi hanno bisogno di calore. Alcuni si arrampicano su rocce calde o nuotano verso acque più basse, ad esempio, mentre altri stanno sotto il sole per periodi di tempo che variano in base alle loro necessità, dimensioni e alla capacità del colore della loro pelle di assorbire la luce solare, spiega Tracy Langkilde, biologa evoluzionista presso la Pennsylvania State University che studia rettili e anfibi. “All’aumentare della temperatura esterna, questi processi generalmente si velocizzano”, afferma, “e questo è un aspetto fondamentale per la sopravvivenza di alcuni animali”.

Risparmiare energia

Lo stesso si potrebbe dire per gli endotermi amanti del sole. Pur essendo in grado di generare internamente il calore necessario, grazie al proprio veloce metabolismo, alcuni di questi animali assorbono il calore del sole per risparmiare le energie metaboliche.

Questo è il motivo che determina – secondo i ricercatori – l’abitudine di esporsi al sole da parte dei lemuri dalla coda ad anelli e dei corridori della strada, ad esempio, nonché dello stambecco delle Alpi, una specie di capra selvatica che si espone ai raggi solari per conservare la propria energia, nelle fredde mattine invernali sulle montagne, quando l’erba da brucare scarseggia.

Un’altra specie che sfrutta questa strategia è il topo marsupiale dalla coda grassa, un piccolo marsupiale che si trova nei deserti australiani. Si tratta di uno dei pochi mammiferi di cui si sa che cerca il calore del sole una volta uscito dal torpore, uno stato temporaneo in cui il metabolismo rallenta e la temperatura corporea scende, per conservare le energie nei periodi di scarsità di cibo. Alcuni ricercatori hanno mostrato in uno studio che gli esemplari di questa specie che entrano nello stato di torpore e poi si espongono al sole possono sopravvivere con circa un quarto della dose di cibo e acqua che generalmente è necessaria all’animale.

Distruggere i virus e integrare le vitamine

Se da un lato gli animali prendono il sole per poter svolgere le proprie funzioni quotidiane, la ricerca suggerisce che un altro motivo che giustifica questo comportamento è il trattamento di specifiche problematiche di salute.

Ci sono ad esempio sempre più evidenze del fatto che gli uccelli ricercano i raggi solari per liberarsi dei parassiti che si nascondono tra le loro penne e piume. Questa teoria attirò l’attenzione per la prima volta nel 1993, quando i ricercatori osservarono un gruppo di rondini verde-viola che trascorrevano sotto il sole più tempo di altri esemplari, che erano stati trattati per un’infestazione di acari e pidocchi. Studi più recenti hanno mostrato che i pidocchi presenti sulle penne degli uccelli possono morire se esposti alla luce solare diretta, il che supporta la teoria dell’utilità dell’esposizione al sole come modo per tenere sotto controllo i parassiti.

Similmente, gli ectotermi possono mettersi al sole per eliminare invasori quali virus e batteri. Pur essendo questa teoria difficile da dimostrare sul campo — “non appena ti avvicini a un animale, questo scappa”, afferma Langkilde — gli studi in laboratorio su raganelle americane, mosche domestiche e altre creature infettate da patogeni indicano che gli animali infetti cercano di “surriscaldarsi” volontariamente, inducendo uno stato di cosiddetta “febbre comportamentale.” Questo straordinario fenomeno di adattamento si è dimostrato effettivamente curativo per alcuni esemplari di studio, presumibilmente agendo nello stesso modo della febbre naturale, che attiva il sistema immunitario. 

Alcune otarie della California sonnecchiano al sole sulla Año Nuevo Island

Alcune otarie della California sonnecchiano al sole sulla Año Nuevo Island, nella Baia di Monterey. Le otarie hanno bisogno del sole per scaldarsi, mentre per rinfrescarsi immergono una pinna in acqua e poi la sollevano.

FOTOGRAFIA DI FRANS LANTINGNAT GEO IMAGE COLLECTION

Una specie — la Boisea rubrolineata — sembra che si crogioli al sole come misura preventiva, per evitare le infezioni. Quando prende il sole, questo insetto alato produce nel proprio organismo un composto chimico contenente spore fungine che lo proteggono dai germi.

Il camaleonte pantera invece sfrutta il sole come integratore della sua dieta: in particolare come fonte di vitamina D. La ricerca mostra che quando non assumono una quantità sufficiente di vitamina D attraverso il cibo, questi animali compensano la mancanza esponendo le proprie variopinte squame ai raggi UV del sole, innescando la produzione di vitamina. Gli scienziati non sanno come facciano i camaleonti ad avvertire la carenza — né se altri animali attuino la stessa strategia — ma ipotizzano che questa sia segnalata da un recettore di vitamina nel cervello dell’animale.

Domande scottanti sui bagni di sole

Nonostante i progressi fatti dalla scienza per comprendere quali siano i motivi che spingono gli animali a crogiolarsi al sole, c’è ancora molto da studiare.

Il comportamento della tartaruga d’acqua dolce ha destato particolare interesse, in quanto gli esemplari notturni assumono posizioni di “posa da bagno di sole” durante la notte e uno studio ha rilevato che alcuni di loro non manifestano aumento della temperatura corporea quando esposti al sole, il che esclude il possibile motivo della termoregolazione. Nel 2021, un altro articolo bocciava l’eliminazione delle sanguisughe come possibile motivo di questo comportamento, lasciando la questione senza risposta.

Altri ambiti che rimangono ancora non chiari sono il modo esatto in cui l’esposizione al sole aiuta gli uccelli a uccidere i parassiti e l’intera gamma di vantaggi che la luce solare fornisce alle specie con la pelliccia.

“Il comportamento del crogiolarsi al sole non è stato ancora ben studiato, soprattutto tra i grandi mammiferi”, scrive via e-mail Thomas Ruf, professore di fisiologia animale presso l’Università di Medicina Veterinaria di Vienna, in Austria. Ruf ritiene che questo sia dato dalle difficoltà che pongono le analisi sul campo, che lui e i suoi colleghi hanno affrontato per studiare lo stambecco delle Alpi.

Tuttavia i ricercatori sottolineano che comprendere a fondo questa pratica — nei mammiferi ma anche nelle altre specie che adottano questo comportamento — potrebbe portare a molti potenziali progressi, dal migliorare il trattamento degli animali in cattività all’aiutare nelle attività di conservazione in corso per gli animali selvatici. I futuri studi avranno quindi importanti implicazioni, al di là del rivelare i motivi di un curioso comportamento.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente in lingua inglese su nationalgeographic.com.

Come rimuovere una zecca dal tuo animale

Se oggi passeggi nel bosco con il tuo amico peloso, fai attenzione alle zecche! Questi piccoli parassiti si nascondono nell’erba alta e nelle zone boschive, pronte a saltare su un umano o un animale. Un cane che annusa felice nell’erba è una preda facile: la zecca si “aggrappa” al pelo e comincia a nutrirsi del suo sangue. Le zecche sono particolarmente attive da marzo a novembre, quando le temperature superano i 7-10°C. Pensa sempre a controllare sotto il pelo del tuo quattrozampe dopo una passaggiata nella natura! Le zecche possono trasmettere determinati batteri al tuo cane, come la borrelia, all’origine della malattia di Lyme. Pertanto, vanno rimosse il prima possibile, 12-24 ore dopo il morso. Ecco come procedere:

1. Indossa dei guanti

Le zecche amano saltare su animali e esseri umani, è quindi sempre meglio indossare dei guanti quando ne rimuovi una. Il momento migliore è quando il tuo cane è calmo e rilassato. Se dovesse essere nervoso o si dimena, avrai bisogno di una mano e di qualcuno che lo distragga mentre togli la zecca.

2. Utilizza un rimuovi-zecche per eliminare il parassita 

Assicurati di avere abbastanza luce (puoi usare una torcia) per effettuare l’operazione, perché è essenziale rimuovere interamente la zecca e non solo la testa. Utilizza di preferenza un rimuovi-zecche e posizionalo sotto il corpo della zecca, aderendo per bene alla pelle del tuo cane. Esistono vari tipi di rimuovi-zecche, quindi verifica le istruzioni per usare correttamente il tuo. Alcuni necessitano una rotazione, altri ti permettono semplicemente di tirare sulla zecca. In alternativa, puoi usare le pinzette.

3. Ruota o tira (a seconda delle istruzioni)

Se il tuo rimuovi-zecche assomiglia ad un piccolo gancio, dovrai ruotare più voltein senso orario per estrarre la zecca. Con altri modelli è sufficiente tirare verso l’alto. Se usi una pinzetta, tira verso l’alto in linea retta. Assicurati di tirare o ruotare esercitando una pressione uniforme e costante per far uscire tutto il corpo del parassita.

Leggi anche: Come capire se il tuo cane ha le pulci

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4. Controlla che la zecca sia interamente uscita

Dopo aver estratto la zecca, controlla che non ci siano residui sulla pelle. Se la zecca si è strappata, o che la testa è rimasta sotto la pelle, niente panico. Chiama il tuo veterinario e segui i suoi consigli.

5. Elimina correttamente la zecca

Ti raccomandiamo di mettere la zecca in un piccolo recipiente e di versarci sopra un po’ di alcol. Buttala poi in un cestino esterno. In alternativa, puoi piegarla nel nastro adesivo e buttarla nel cestino. Tieni sempre i guantie non buttare la zecca se è ancora viva.

6. Pulisci la ferita e coccola il tuo cane

Pulisci la zona con dell’alcol denaturato, e lavati accuratamente le mani. Non dimenticare di coccolare il tuo amico peloso per congratularlo del suo coraggio!

Ora sai cosa fare. Non lasciare che le zecche rovinino le vostre belle passeggiate! Se hai ancora dubbi o se pensi di non aver rimosso correttamente la zecca, chiama il tuo veterinario.

Leggi anche: Quante volte al giorno devo nutrire il mio cane?

Come proteggere gli animali da fumo o incendi: cosa fare

Oltre la siccità, la crisi climatica con conseguenti temperature torride, l’estate è anche il periodo dell’anno più a rischio incendi. I roghi possono scaturire per le cause più disparate, tra cui le principali sono l’eccessiva siccità e la mano dell’uomo che intenzionalmente o meno provoca l’incendio. Ogni anno si contano porzioni importanti di bosco o pinete andate in fumo per sempre. Solo quest’anno la Capitale ha assistito a quattro incendi in contemporanea lungo il perimetro della città. Per non parlare delle isole che “bruciano” abitualmente ogni anno, come la Sicilia e la Sardegna.

Purtroppo la conseguenza è che oltre a perdere vegetazione anche parte della fauna rimane vittima dei roghi. Non tutti gli animali hanno la prontezza di scappare, e potrebbero rimanere intrappolati nell’incendio. Non è possibile contare le vittime ogni anno, ma certamente il numero non è esiguo. Di fronte ad incendi o altre calamità naturali gli animali, dipendentemente dalla loro indole, sono in grado o meno di affrontare nel migliore dei modi il pericolo. E questo vale anche per gli animali domestici, che dipendono in tutto e per tutto dall’essere umano.

Incendi e animali domestici, le raccomandazioni della LAV

Ogni anno in estate si fa un gran parlare (anche se sempre troppo poco), degli animali domestici che vengono abbandonati o maltrattati. Si parla meno del rischio che l’animale corre se si dovesse incontrare un incendio, che sia vicino o lontano. La Lega Anti Vivisezione elenca dei suggerimenti per proteggere l’animale nel caso in cui si debba rimanere intrappolati in un luogo a causa incendio. Ovviamente anche l’essere umano deve essere protetto. La LAV si concentra sull’animale, di cui spesso non si riesce a prevedere le reazioni:

  • avere per ogni animale cibo e acqua sufficiente per tre giorni chiusi in contenitori o sacchetti ermetici, oltre ovviamente la ciotola per la somministrazione dei pasti;
  • se un animale segue una terapia farmaceutica, è necessario avere a disposizione tutti i farmaci necessari (soprattutto se di difficile reperibilità) e segnare sul contenitore la posologia e il nome dell’animale;
  • avere un appunto con il nome e i contatti di riferimento  del veterinario o di una clinica veterinaria aperta h24;
  • avere a portata di mano un trasportino leggero per l’animale. Chi ha un cane deve avere anche pettorina, guinzaglio e collare;
  • l’animale deve avere sempre al collo la medaglietta identificativa con due numeri di telefono da contattare in caso di smarrimento e, sempre a disposizione, anche il libretto e tutta la documentazione sanitaria dell’animale (sia in formato cartaceo sia digitale);
  • l’animale non deve mai essere rinchiuso in casa o in giardino, legato o impossibilitato ad allontanarsi.

La LAV consiglia inoltre, se ci si trova in vacanza in un rifugio, di mettere in pratica azioni preventive per evitare che l’incendio divampi o che si estenda fino alla casa. Si deve evitare il più possibile di avere rifiuti o sostanze infiammabili. Per prevenire incendi dall’esterno si può bagnare il perimetro del rifugio. Per evitare la dispersione del fumo si può utilizzare acqua frazionata con un tubo di gomma.

FONTE:Ecoo.it

Ansia e Stress nel tuo Cane? Ecco come aiutarlo

Se hai un cucciolo che ha subito stress di qualsiasi tipo (inclusi fattori di stress nutrizionali e antibiotici) o potrebbe essere ricoverato in canile o in pensione magari perché sei in procinto di partire per le vacanze, potresti prendere in considerazione l’integrazione di probiotici. Questo perché sono tantissime le evidenze scientifiche dei benefici dell’integrazione di questi batteri amici della salute generale dei cani. Uno studio universitario del 2019 su 16 Beagle, ha concluso che l’aggiunta del batterio benefico “Bacillus subtilis” al cibo per cani ultraelaborato, migliora la digeribilità di grassi e carboidrati nell’intestino e si traduce in feci di “qualità superiore”, oltre a livelli più sani di ammoniaca nel tratto digestivo (1). I cani hanno bisogno di batteri benefici non solo per mantenere sani livelli nell’intestino, ma anche per scoraggiare i batteri potenzialmente patogeni che possono insinuarsi nel tratto gastrointestinale (GI). Il tubo digerente è il più grande organo immunitario del corpo e ospita un’enorme popolazione di batteri.

I Probiotici Possono Ridurre lo Stress nei Cani

Lo stress e l’ansia possono innescare una varietà di problemi fisici e comportamentali negli animali domestici.In uno studio del 2012, i ricercatori hanno valutato l’uso di integratori probiotici per ridurre i problemi digestivi legati allo stress in 134 cani sani, che sono stati trasferiti dalle loro case in un canile (2). I cani sono stati separati in quattro gruppi, tre dei quali hanno ricevuto diverse dosi del batterio benefico Bifidobacterium animalis. I cani del quarto gruppo o del gruppo di controllo non hanno ricevuto nessun integratore probiotico. Prima dell’inizio dello studio, tutti i 134 cani sono stati gradualmente trasferiti alla stessa dieta. I cani dei tre gruppi di prova hanno ricevuto un supplemento probiotico giornaliero per cinque settimane, prima di essere trasferiti in canile e nei successivi 20 giorni dopo il trasferimento. I ricercatori hanno monitorato i punteggi fecali dei cani in base all’aspetto delle feci, al numero di volte al giorno in cui hanno fatto i loro bisogni e alla popolazione batterica presente al suo interno.

Hanno anche monitorato i livelli di cortisolo sierico per determinare i livelli di stress dei cani. I risultati dello studio hanno mostrato livelli più elevati di batteri probiotici nei tre gruppi di cani che hanno ricevuto il supplemento. Le concentrazioni di batteri suggerivano che fossero dosi-sensibili, il che significa che erano il risultato di un’integrazione. I cani che hanno ricevuto le dosi più alte di probiotici avevano popolazioni più batteri buoni nelle loro feci rispetto, rispetto ai cani che avevano ricevuto dosi più basse. Inoltre, un minor numero di cani a cui è stato somministrato l’integratore ha avuto feci troppo liquide o troppo secche durante la prima settimana nel canile. I ricercatori hanno concluso che il supplemento probiotico ha supportato la produzione ottimale di feci e può aiutare a prevenire disturbi gastrointestinali e diarrea legati allo stress, nei cani che sono stati recentemente trasferiti e ricoverati in canile.

Probiotici per il Trattamento della Colite da Stress

Il trattamento standard per la colite da stress nei cani adulti che hanno vissuto in canile, comprende farmaci antiparassitari e antibiotici. In effetti, molti veterinari trattano cani con diarrea e altri problemi gastrointestinali con l’antibiotico metronidazolo. Questi farmaci mettono il tratto gastrointestinale sotto ulteriore stress fisiologico., ed eliminano le colonie batteriche benefiche, che possono impedire il pieno recupero e prolungare sintomi e sofferenza. Inoltre, l’uso eccessivo di antibiotici in medicina veterinaria, ha portato al diffuso problema di ceppi altamente resistenti di batteri mortali. I ricercatori del College of Veterinary Medicine della North Carolina State University hanno condotto uno studio per confrontare l’uso di probiotici e metronidazolo, per il trattamento della diarrea acuta causata dalla colite da stress nei cani che vivono in canile (3). I ricercatori hanno esaminato i cani, registrato il loro peso, ed hanno eseguito esami del sangue, delle urine e delle feci.

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I cani sono stati selezionati in modo casuale per ricevere un probiotico contenente Bifidobacterium animalis o metronidazolo per il trattamento della diarrea. C’erano 50 cani in totale: 25 hanno ricevuto il probiotico e 25 hanno ricevuto l’antibiotico. Alla fine dello studio, 11 cani trattati con metronidazolo non rispondevano e quindi gli è stato somministrato il probiotico. I punteggi fecali di tutti e tre i gruppi di cani (compresi quelli che inizialmente non hanno risposto al metronidazolo) sono migliorati di circa 2 volte. Anche i cani infettati da parassiti hanno mostrato lo stesso livello di miglioramento alla fine del trattamento. Sulla base dei dati del punteggio fecale, i ricercatori dello studio hanno concluso che il probiotico è un trattamento altrettanto efficace per il trattamento della diarrea acuta. I ricercatori hanno inoltre riconosciuto che i cani trattati con antibiotici con un miglioramento limitato, sembravano beneficiare in modo significativo del successivo trattamento probiotico.

I Probiotici Hanno Ridotto l’Ansia nel 90% dei Cani Uno studio del 2016 ha affrontato i cambiamenti emotivi e comportamentali nei cani che ricevevano un integratore contenente i batteri benefici Bifidobacterium longum (4). Lo studio ha coinvolto 24 Labrador Retriever ansiosi, che sono stati alimentati con la stessa dieta equilibrata per 15 settimane. Per le prime sei settimane, 12 cani hanno ricevuto il supplemento probiotico e gli altri 12 hanno ricevuto un placebo. Durante le settimane da 7 a 9, nessuno dei cani ha ricevuto il probiotico o un placebo; quindi gli stessi 12 cani hanno ricevuto probiotici per le ultime sei settimane dello studio. I ricercatori hanno valutato alcuni comportamenti legati all’ansia, come abbaiare, girare su se stessi e camminare. Hanno anche monitorato i livelli di cortisolo e la frequenza cardiaca dei cani per determinare i livelli di stress. I cani che hanno ricevuto il supplemento probiotico hanno mostrato una riduzione dei comportamenti ansiosi e di altri segni di stress, e anche i loro livelli di cortisolo e la frequenza cardiaca sono migliorati. In effetti, il 90% dei cani integrati sembrava complessivamente meno ansioso.

Inoltre, l’83% aveva misure di cortisolo salivare inferiori e una migliore variabilità della frequenza cardiaca, e il 75% aveva anche una frequenza cardiaca media inferiore. Ciò è dovuto in parte a un numero crescente di ricerche che suggeriscono che la salute del tratto gastrointestinale di un animale, influisce sul benessere fisico generale, il che ha perfettamente senso se si considera che fino all’80% del sistema immunitario del tuo animale domestico si trova all’interno del tratto gastrointestinale. È interessante notare che gli studi dimostrano che la salute gastrointestinale influisce anche sul benessere psicologico e sul comportamento di un animale domestico. C’è una relazione importante e una comunicazione bidirezionale tra il tratto gastrointestinale e il cervello: si chiama asse intestino-cervello. La ricerca suggerisce che la flora (microbiota) presente nel tratto digestivo può influenzare gli stati d’animo e viceversa.

autore Matea Skubic

Pensare con il cuore

Sistemando alcuni miei siti abbastanza datati mi è capitato di leggere il blog che tenevo quando mio papà, malato di alzheimer, aveva distrutto tutte le certezze della mia esistenza.

flora ghezzi
Flora

Il dolore era così forte per le sue condizioni di salute e l’impotenza nel soccorrerlo era così tanta, che non riuscivo più nemmeno a pensare alla mia di famiglia, a mio marito, ai miei figli e al mio cane (allora il cane di turno era Flora, un schnauzer gigante nera).

Il mio papà ha sempre avuto un ruolo speciale nella mia vita, il fatto che fosse stato deportato e non presente alla mia nascita, probabilmente ci aveva legato indissolubilmente, anche se gli accadimenti non erano certo da imputare a noi, era anche una questione di carattere, io e lui avevamo lo stesso temperamento nell’affrontare la vita.

Vederlo sempre più assente, sempre più debole, ma ancora in grado di riconoscermi mi distruggeva, aveva anche dovuto essere ricoverato in ospedale per un collasso e questo lo aveva relegato inesorabilmente su una sedia a rotelle. Eppure lui non demordeva, chiedeva di essere portato fuori, si faceva capire e sorrideva quando con lui e la badante uscivo anch’io con Flora.

Solo qualche mese prima papà riusciva a tirarle la pallina, e gioiva quando lei gliela riportava e abbaiava in attesa del prossimo tiro. Ad un certo punto della vita si ritorna bambini e mio papà era ritornato indietro nel tempo, lui aveva sempre amato i cani, a volte tornava dal lavoro con un cucciolino in tasca e faceva la felicità mia e di mia sorella, poi inesorabilmente mia mamma trovava il modo di regalare il cane a qualche altra famiglia.

Flora forse era ora un sogno avverato per lui, finalmente aveva un cane vicino, la accarezzava con tocco incerto tutte le volte che gli si sedeva accanto: un uomo infermo con un cane può essere la felicità se si pensa con il cuore. Papà e Flora ora sono in un enorme prato verde, papà corre con lei e forse entrambi pensano un poco anche a me.

Manuela Valletti