Allarme mangimi: si rischia l’abbattimento degli animali

Assalzoo: scorte per 20 giorni. Per le carni suine la Commissione Ue valuta di ricorrere ai 450 milioni di euro della riserva di crisi della Pac
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Le scorte di materie prime agricole per la produzione mangimistica basteranno per 20 giorni, massimo un mese: se non si attiveranno canali di approvvigionamento alternativi, sarà inevitabile il blocco della produzione mangimistica e bisognerà ricorrere all’ abbattimento degli animali nelle stalle. L’allarme arriva da Assalzoo, l’associazione nazionale dei produttori di alimenti zootecnici. Il conflitto in Ucraina sta avendo pesantissime ripercussioni sul mercato delle materie prime agricole, in particolare del mais. Non solo infatti è venuto meno l’export proveniente dall’Ucraina, tra i principali fornitori di granoturco dell’Italia: ora anche alcuni Paesi dell’Europa dell’Est, Ungheria in testa, hanno deciso di bloccare le vendite all’estero per garantire il mercato nazionale.

Al momento l’unica alternativa praticabile appare quella di rivolgersi al mercato americano, Stati Uniti e Argentina in testa, ma per far arrivare le navi da lì occorre mettere in conto dalle 5 alle 8 settimane. La produzione nazionale, invece, è andata diminuendo di anno in anno, e dall’autosufficienza di una quindicina di anni fa siamo arrivati a una copertura scarsa del 50% del fabbisogno. Secondo Assalzoo, servirebbe un piano immediato di incentivi per favorire la coltivazione in Italia di ulteriori superfici a mais, le cui semine prenderanno avvio tra pochi giorni.Per l’alimentazione animale occorrono circa 9 milioni di tonnellate di mais, a fronte di una produzione italiana di 6 milioni scarsi.


Il problema dell’approvvigionamento di materie prime per l’alimentazione degli animali non è però un’emergenza soltanto italiana. La Commissione europea sta infatti valutando di attivare l’aiuto all’ammasso privato per le carni suine e di utilizzare la riserva di crisi della Politica agricola comune, che ammonta a 450 milioni di euro, per far fronte all’impatto delle interruzioni delle forniture dall’Ucraina sul settore agroalimentare europeo.

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