Gli spazzini delle città

Maneggiano strumenti, comprendono concetti astratti e stabiliscono nessi causali. La Svezia ha già impiegato i corvi per ripulire le città dai rifiuti dell’uomo. Ma sull’argomento c’è chi si divide

Homo sapiens ha talmente pervaso tutti gli ambienti della Terra, che finisce sempre più spesso per incrociare il proprio cammino con quello degli animali selvatici. Paese che vai, conflitto che trovi. Lupi e allevatori in Europa, ghepardi e pastori in Africa, tigri e popolazioni asiatiche sul piede di guerra da che mondo è mondo. Ma in Svezia è accaduto quello che la storia dell?evoluzione ci ha insegnato a riconoscere come il patto millenario stretto tra uomini e animali, quando nel mutuo soccorso i due riconoscono anche la reciproca convenienza. Al servizio dell?uomo stavolta però non sono stati reclutati cavalli, buoi o cani. Ma corvi. Tanto intelligenti da essere in grado di maneggiare strumenti, comprendere concetti astratti, stabilire nessi causali. E raccogliere mozziconi di sigaretta. D?altronde, nel 2009 la popolazione urbana del Pianeta ha superato quella rurale per la prima volta nella storia. Dismesso l?aratro, adesso tocca ripulire i marciapiedi.

A Södertäljea, vicino Stoccolma, i corvi della Nuova Caledonia hanno preso parte a un progetto pilota sviluppato da una startup che ha reclutato i pennuti e li ha addestrati a raccogliere i mozziconi di sigaretta gettati a terra. Raccolte col becco, gli animali depositano le cicche in una macchina che poi le smaltirà. Per ogni mozzicone depositato, gli uccelli guadagnano cibo. Così da una parte si argina il problema della raccolta dei rifiuti, dall’altro lo si fa abbattendo i costi. “Sono uccelli selvatici che partecipano su base volontaria”, ha specificato Christian Günther-Hanssen, founder di Corvid Cleaning, la startup a capo dell?iniziativa. La questione ha fatto il giro del mondo e per lo più, non è andata giù agli ambientalisti contrari all?idea di addestrare una specie selvatica (il Corvus moneduloides) per riparare ai danni perpetrati all?ambiente da parte dell?uomo. Ma in realtà, a ben guardare, sembrerebbe più che si stiano gettando le basi per mandare avanti un processo da sempre avvenuto nella storia delle popolazioni: la domesticazione. E questa, ha sempre uno scopo ?di servizio? in cambio di cibo. Senza la domesticazione del lupo 14 mila anni fa, nè protezione nè aiuto sarebbero venuti all?uomo contro i pericoli. Senza quella del cavallo selvatico 10 mila anni dopo, l?agricoltura non avrebbe costituito il perno delle civiltà umane. Il latte, la lana, le uova. Tutti elementi che garantiscono la nostra sopravvivenza e che provengono da specie che prima di dipendere da noi, si trovavano allo stato selvatico. E se nel terzo millennio una delle più grandi esigenze dell?uomo è quella di vivere in ambienti metropolitani liberi dai rifiuti, perchè sarebbe sconveniente farsi aiutare dagli animali? Per di più, di una specie scelta proprio per la sua incredibile intelligenza. ?Certi uccelli come i corvi – spiega Giorgio Vallortigara, professore di Neuroscienze all?Università di Trento – hanno dimostrato di avere abilità cognitive paragonabili a quelle di certi mammiferi, come alcuni primati. Questo nonostante dimensioni del cervello solitamente molto diverse: più piccole quelle degli corvi, più grandi quelle dei primati. Questo ha poco significato, perché in tutto il corpo gli uccelli hanno minimizzato il peso in funzione del volo. Bisogna guardare dentro al cervello, e quel che si è visto in anni recenti è che la densità dei neuroni degli uccelli è più del doppio di quella dei mammiferi e che i loro neuroni sono anche un po? più piccoli. Questo significa che a parità di volume, il cervello degli uccelli contiene molti più neuroni?, conclude il neuroscienziato. Possono aiutarci, dunque. E lo farebbero esercitando un?abilità innata. Peccato solo che tra le grandi capacità dei corvi della Nuova Caledonia, non ci sia quella per evitare che l?uomo getti a terra le sigarette spente.

Fonte: today.ti

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