Rompicapo visivo: trova gli animali, attento al tranello!

Allena la tua mente, i rompicapo ti aspettano! In quello della Domenica avrai a che fare con degli animali un po’ insoliti, ma del resto che aspettarsi da degli enigmi così intricati? La soluzione la troverai come sempre a fine articolo, ma il bello è proprio mettersi in gioco.

Accetta la sfida, il rompicapo degli animali ti aspetta, ma non è così scontato come sembra trovare la risposta corretta. Non è sempre immediata la soluzione. A volte, bisogna proprio avere un lampo di genio nel rispondere agli indovinelli, oppure aguzzar l’ingegno e trovare la chiave di lettura giusta. Se scorrerai il pezzo avrai la risposta, ma sappi che non l’avrai vinta, e dovremo ritentare la prossima volta. Che i giochi abbiano inizio!

rompicapo animali

Sfondo blu ed immagine con dettagli neri, è un rompicapo in apparenza semplice, ma le insidie fidati, non sono così evidenti. L’obiettivo è quello di individuare gli animali, ma tutti quelli presenti. Appunto, non ti basta vederne uno o due, ma trovare la soluzione e indicarmi la totalità degli esseri viventi presenti.

La sfida ti conviene accettarla, ma sappi che dovrai darmi la risposta corretta in un minuto! Il tempo limitato non facilita, ma sta proprio qui la sfida. Mettere in pratica le proprie abilità, senza il timore di sbagliare.

Sta passando il fatidico minuto, alla fine dell’articolo ti dico la soluzione.

Rompicapo visivo: soluzione, ecco quanti sono gli animali!

Come se no bastasse nel nostro sito, troverai una quantità incredibile di indovinelli di qualsiasi tipologia. I temi più particolari come quello horror, sono presenti, ma la soluzione sei tu che dovrai trovarla. Perché non provi il rompicapo matematico e indovini quanto misura la fetta di torta? E’ un enigma dal sapore dolce, ma la sfida è sempre agguerrita. Alla fine, per quello di oggi, sei riuscito a trovare la soluzione?

soluzione rompicapo animali

La competizione si fa sempre più accesa, ma una volta rivelata la soluzione si calmano le acque, e non si vede l’ora di passare all’enigma successivo. Nell’immagine abbiamo degli animali di varia tipologia, loro sono i protagonisti del rompicapo della Domenica. Sai quanti sono in tutto?

La risposta corretta è : otto!

Sono nascosti ovunque, infatti il delfino nella proboscide dell’elefante è un grosso tranello che mette in difficoltà! Allora, sei stato in grado da solo oppure hai avuto bisogno del mio aiuto? Se ti è piaciuta questa sfida, prova il rompicapo matematico e trova il numero mancante, la sfida è da impazzire.

Allora, se hai perso anche questa volta mi dispiace, ma dovresti allenarti maggiormente. Fatti un giro nel nostro sito, vedrai che diventerai sempre più bravo. Ci vediamo al prossimo indovinello.

FONTE

Senlat, attenti alla sindrome che viene dalle zecche

Si tratta di una malattia batterica, trasmessa dalla puntura di alcune zecche, che può dare sintomi particolarmente fastidiosi anche se solitamente non pericolosi

E’ chiamata SenlatDebonel, o Tibola ed è una sindrome causata da batteri trasmessi dalle zecche, come ha ricordato recentemente in una nota anche l’Izs Lazio e Toscana, dopo un recente caso avvenuto in Toscana.

Cosa è

E la Senlat (o Debonel, o Tibola) è causata nella maggior parte dei casi dal batterio Rickettsia slovaca (e in percentuale minore dal batterio Rickettsia raoultii) identificato nelle zecche nel 1968 e accertato per la prima volta come causa di una sindrome nell’uomo nel 1997 in Francia.

Da allora in Europa sono stati registrati diversicasi in vari paesi, tra cui Spagna, Portogallo, Germania, Svizzera, Ucraina, Austria, Russia e anche in Italia.

E proprio in Italia è stato registrato un caso recente, che è stato preso in carico e studiato dall’Izs Lazio e Toscana insieme all’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze.


I nomi

Riguardo ai nomi della malattia, Tibola, Debonel, Senlat sono sigle dei nomi inglesi con cui viene chiamata.

  • Tibola è il primo nome usato in ordine di tempo e sta per Tick-borne lymphadenopathy – Linfoadenopatia trasmessa da zecche.
  • Debonel sta per Dermacentor-borne necrosis erythema and lymphadenopathy – Linfoadenopatia eritema e necrosi trasmessi da Dermacentor, il genere di zecche che solitamente trasmette la malattia.
  • Senlat è il termine più recente ed è la sigla di Scalp eschar and neck lymph adenopathy after a tick bite – Escara del cuoio capelluto e linfoadenopatia del collo in seguito alla puntura di zecca.


Da chi è trasmessa

Come dicevamo questa malattia è causata da due batteriRickettsia slovaca nella maggior parte dei casi studiati e Rickettsia raoultii in un numero di casi minore, trasmessi da zecche del genere Dermacentor.

In particolare le specie di zecche principalmente coinvolte sono la specie Dermacentor reticulatus, parassita principalmente dei cani e diffusa nella fascia centrale dell’Europa, dall’Atlantico alla Russia e dalla specie Dermacentor marginatus, associata soprattutto alla pecore e diffusa in gran parte del bacino del Mediterraneo e nell’Europa centrale.

Come riporta l’Izs Lazio e Toscana, anche il contatto con i cavalli può comportare il rischio di prendere questa malattia. E ovviamente è necessaria una certa attenzione anche con i cani.

Sintomi

I sintomi possono apparire dopo un periodo di incubazione che in media vada cinque a dieci giorni.

Come dicono i nomi della malattia, i sintomi principali sono il rigonfiamentodoloroso dei linfonodidel collo e poi eritemi ed escare, cioè delle necrosi intorno alla zona della pinzatura. Questo a differenza di altre rickettsiosi trasmesse dalle zecche che possono portare ad eritemi diffusi in varie parti del corpo.

Oltre a questo si può avere febbredebolezza e cefalea. Le necrosi guariscono generalmente in circa due mesi, ma possono lasciare cicatrici e alopecia.


Chi colpisce

Come riporta l’Izs Lazio e Toscana la maggior parte dei casi sono stati riscontrati in donne e bambini, con punture sul cuoio capelluto, e sembra che i capelli lunghi siano un fattore di maggior rischio. Negli uomini invece i casi sono minori in numero, con punture localizzate soprattutto tra i peli del petto.


Periodi di maggior rischio

I periodi di maggior rischio per questa malattia, quelli in cui si conta il maggior numero di casi, sono nelle cosiddette mezze stagioni: damarzo a maggio da settembre a novembre.


Cosa fare

Innanzitutto non allarmarsi. Lo scopo di questo articolo è quello di informare, non certo quello di creare allarmismo.

Se si è o si è stati in contatto con animali come cavalli o pecore o in ambienti frequentati da questi animali o dove si sa essere presenti comunemente le zecche, è utile controllarsi il corpo, magari durante e dopo una doccia, per cercare eventuali zecche.

Nel caso se ne trovassero la cosa migliore da fare, prima di qualsiasi cosa, è contattare il proprio medico che vi darà tutte le indicazioni corrette da seguire e se opportuno vi prescriverà la terapia antibiotica specifica.

Fonte: Agronotizie

Autore: Matteo Giusti