Come Trovare Alimenti per Animali Domestici Veramente Naturali e Biologici

Questo articolo è stato pubblicato il ottobre 19, 2020 da Matea su FITOPET

Cibi biologici per cani

Sempre più spesso i proprietari di cani sono alla ricerca di cibo che sia naturale, olistico e biologico. Questa rappresenta un’ottima scelta, ma attenzione a non cercarlo tra gli scaffali dei supermercati, perché qui troverete solo cibo commerciale per animali ultraprocessato.

Stesso discorso anche nei negozi specializzati per animali, dove saranno presenti scatolette di vario genere e colore, che alla fine non presentano praticamente nulla di naturale. Nonostante il packaging accattivante e tutto l’abile lavoro marketing effettuato dalle aziende produttrici, il cibo presente in commercio non è sicuramente di qualità.

Gli alimenti trasformati, infatti, non consentono di dare il giusto apporto alla dieta del nostro amico a quattro zampe. Le aziende di alimenti per animali domestici spendono somme di denaro sbalorditive in campagne pubblicitarie, per attirare l’attenzione dei consumatori e differenziarsi dalla concorrenza.

Alimenti per Animali “Naturali”

Alcuni anni fa, una società di ricerca ha condotto un sondaggio su oltre 3.500 proprietari di animali domestici negli Stati Uniti e in Francia, ed ha scoperto che il secondo aspetto più richiesto quando si andava ad acquistare del cibo per cani era che fosse naturale (il primo che fosse non OGM). (1) Sfortunatamente, molti proprietari di animali domestici non si rendono conto che la parola “naturale” sulle etichette del cibo per cani, molto probabilmente non significa ciò che pensano.

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L’Associazione dei funzionari americani per il controllo dei mangimi (AAFCO) è l’autorità nutrizionale per gli alimenti per animali domestici negli Stati Uniti. Sebbene AAFCO non abbia autorità di regolamentazione, stabilisce i parametri per le definizioni, le indicazioni e gli ingredienti degli alimenti per animali domestici.

Tra le cose più particolari e poco conosciute che riguardando l’AAFCO c’è quella relativa al fatto che possiedono le definizioni legali degli ingredienti del cibo per animali domestici. Per esempio, la loro definizione di “pollo” è molto diversa da quello che si può intendere pensando appunto al pollo. Per farvi comprendere quello che stiamo dicendo, di seguito inseriamo l’attuale definizione di “naturale” fornita dall’AAFCO in termini di cibo per animali domestici:

“Un mangime o ingrediente derivato esclusivamente da fonti vegetali, animali o estratte, allo stato non trasformato o sottoposto a lavorazione fisica, trattamento termico, trasformazione, purificazione, estrazione, idrolisi, enzimolisi o fermentazione, ma non essendo stato prodotto da o soggetti a un processo chimicamente sintetico e non contenenti additivi o coadiuvanti tecnologici, che siano chimicamente sintetici tranne in quantità che potrebbero verificarsi nelle buone pratiche di fabbricazione. 

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I cani soffrono la crisi di mezza età

Arriva intorno ai tre anni. Lo hanno scoperto gli esperti dell’Università di Eötvös Loránd di Budapest

AGI – Quando raggiungono la “mezza età”, intorno ai tre anni, i cani tendono ad annoiarsi più facilmente e sono meno entusiasti delle nuove esperienze, sperimentando una vera e propria crisi di mezza età, paragonabile a quella degli esseri umani.

Lo hanno scoperto gli esperti dell’Università di Eötvös Loránd di Budapest, che hanno condotto uno studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, analizzando la personalità di 217 Border collie, di età compresa tra sei mesi e 15 anni, sottoponendo gli animali a una serie di test.

Quando un cane raggiunge circa tre anni, l’eccitazione legata alle nuove situazioni diminuisce – spiega Friederike Range dell’Università di Eötvös Loránd di Budapest – la personalità dei nostri amici a quattro zampe cambia in modo complesso nel corso della loro vita: la ricerca di novità e la curiosità diminuiscono dopo i tre anni, mentre l’attenzione e la capacità di risolvere problemi aumentano durante la prima infanzia, per poi stabilizzarsi intorno ai sei anni”.

L’esperto aggiunge che esistono altri tratti che restano inalterati nonostante l’avanzare dell’età. “I cani naturalmente attivi restano energici nel corso degli anni – sostiene il ricercatore – e i cagnolini pigri resteranno letargici. La socievolezza dell’animale, allo stesso modo, rimane inalterata”. Il team ha analizzato 217 Border collie, 37 dei quali sono stati valutati per gli stessi test a distanza di quattro anni.

“Ripetere gli esami sugli stessi esemplari è fondamentale per la ricerca in prospettiva – osserva Range – anche se studi di questo tipo sono molto rari nella letteratura sui nostri amici a quattro zampe”. “Questo lavoro – conclude lo scienziato – ci ha permesso non solo di affrontare la questione della stabilità della personalità, ma anche di studiare le differenze individuali nello sviluppo della personalità. Siamo entusiasti di questi risultati e ansiosi di proseguire le ricerche”.

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Come Combattere l’Infiammazione Cronica nei Cani

Questo articolo è stato pubblicato il ottobre 6, 2020 da Matea

Cane esaminato da un veterinario

L’infiammazione è una parte importante della risposta immunitaria sana del tuo cane. Il sistema immunitario del tuo cane l’attiva come prima risposta quando si presentano danni a tessuti, infezioni o esposizione a una tossina.

L’infiammazione, quindi, rappresenta un aiuto per il corpo perché:

Uccidi le infezioni

Ripara le ferite

Pulisci ogni residuo di tessuto danneggiato o tossine

Ma quando l’infiammazione diventa cronica, sorge automaticamente un vero e proprio problema per il tuo cane. Prima di entrare nello specifico, voglio spiegare bene come funziona un’infiammazione sana (1).

Infiammazione Sana del Tuo Cane

La prima fase di una sana risposta infiammatoria è una breve vasocostrizione. Ciò limita il flusso sanguigno nell’area interessata, e riduce al minimo la perdita di sangue. Questa cosa è rapidamente seguito dalla vasodilatazione, che consente il flusso di sangue extra nei tessuti colpiti. Le pareti dei vasi sanguigni diventano permeabili (che perdono). Ciò consente al fluido e alle cellule del flusso sanguigno di spostarsi nell’area.

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Morte di un animale domestico, come aiutare i bambini a superarla

Per i tuoi bimbi: LA LEGGENDA DEL PONTE ARCOBALENO la leggenda degli indiani d’america sul luogo dove vanno gli animali che ci lasciano….

La perdita di un cane, un gatto, un coniglietto, un criceto o qualunque altro animale con cui si sia instaurato un legame di affetto, è un lutto e i bambini hanno bisogno di uno spazio per esprimere il loro dolore

Di Lucia Montesi – 7 Settembre 2020

Me lo ricordo ancora come fosse adesso. Avevo nove anni e stavo facendo i compiti in soggiorno. Nonno stava trafficando in cucina quando, tra una faccenda e l’altra, si affacciò sulla porta e se ne uscì candidamente con l’abominevole frase che poi rimase negli annali della nostra storia familiare: «Ah, Lucia…Leo è duro!» – dove “duro” stava per morto, stecchito – , e tornò ad armeggiare con le pentole! Immagino si sentisse in difficoltà nel darmi la notizia della morte del mio adorato gatto Leo che mancava da qualche giorno e, da uomo molto concreto e di poche parole, non fu in grado di elaborare un modo meno maldestro per farlo. Gli riconosco però il merito di avermi detto la verità, senza inventare bugie come molti fanno pensando di risparmiare un dolore ai bambini. Ho anche avuto la fortuna di avere un papà sensibile verso gli animali come me, che ad ogni perdita di ogni nostro animale, condivideva con me lo sconforto e mi aiutava a costruire tombe in giardino, a trovare graziose statuine di gattini addormentati e ad incidere nomi nella terracotta.

La perdita di un animale domestico, che sia un cane, un gatto, un coniglietto, un pesciolino, un criceto o qualunque altro animale con cui si sia instaurato un legame di affetto, può essere motivo di grande dispiacere e di sofferenza per i bambini, ed è spesso la loro prima esperienza di incontro con la realtà della morte degli esseri viventi. Si tratta di un lutto, così come avviene per la perdita di una persona, e come tale ha bisogno di un tempo di elaborazione e di un atteggiamento accogliente, comprensivo e amorevole da parte degli adulti, che riconosca il dolore e non lo sminuisca, anche in buona fede.

Come per altre difficili esperienze della vita, si crede che sia meglio non dire la verità ai bambini, non dirgli che il loro piccolo amico sta male e sta morendo, oppure nascondere la morte avvenuta dicendo che il cagnolino o il gatto è scappato, è partito per un viaggio o è stato preso da un’altra famiglia. Quando il nostro animale sta molto male e sappiamo che morirà, è importante che anche i bambini lo sappiano, perchè, come noi adulti, hanno bisogno di tempo per prepararsi e per poter salutare il loro amico. Noi adulti ci sentiamo in colpa e arrabbiati se ci viene nascosto che qualcuno che amiamo sta per morire, possiamo rimproverarci di non aver fatto qualcosa di importante o rimpiangere di non aver vissuto più intensamente gli ultimi periodi insieme cercando di dargli tutto il nostro amore. Lo stesso accade ai bambini. Possiamo spiegare che il nostro amico sta molto male e che pensiamo non vivrà a lungo. Se è necessaria l’eutanasia, possiamo spiegare che è stato fatto tutto il possibile e che purtroppo le cure non funzionano, ma possiamo fare in modo che non abbia più dolore e che muoia in modo sereno accompagnato dal nostro amore.

Quando la morte è improvvisa, è più forte la tentazione di mentire, ma dire che il cane è scappato non diminuirà il dolore della sua mancanza, e, anzi, aggiungerà una straziante, illusoria attesa del suo ritorno, la rabbia verso l’animale che ha preferito andare via piuttosto che stare con loro, il senso di colpa per aver fatto qualcosa di sbagliato che possa aver provocato l’allontanamento, e, infine, la rabbia per essere stati ingannati, una volta che scoprano la bugia. Anche se è difficile, dire la verità con le parole adatte all’età dei bambini li aiuterà ad accettare la realtà e ad elaborare la perdita. Mentire non protegge i bambini dalla morte, che comunque c’è, ma li priva della possibilità di esprimere il dolore, condividerlo e infine superarlo.

Decidere insieme di fare un piccolo funerale può essere di aiuto, perchè i rituali servono a circoscrivere il dolore, ad arginarlo dentro gesti prestabiliti che ci danno conforto e sicurezza. Alcuni bambini vogliono scrivere una poesia dedicata al loro piccolo amico, o creare un album con le sue foto. Anche il gioco può essere un mezzo con cui elaborano la perdita, mettendo in scena con pupazzi e peluche la morte dell’animale. Anche se possono sembrare giochi tristi, è bene lasciare che i bambini usino questo prezioso strumento a loro molto familiare per avere una sensazione di controllo sull’angoscia.

I bambini che soffrono per la perdita del loro animale devono sentirsi legittimati ad esprimere quello che sentono, a piangere ed essere tristi e arrabbiati, sapendo che è normale, senza che qualcuno dica loro che era “solo” un animale, o che devono essere forti. Se anche noi ci sentiamo tristi e ci viene da piangere, non dobbiamo nasconderlo e ostentare freddezza, pensando di aiutare così i bambini ad affrontare la perdita. Al contrario, se anche noi mostriamo con naturalezza i nostri sentimenti, i bambini hanno un modello per affrontare un momento difficile, si sentono capiti e meno soli e si rassicurano che non sono gli unici a sentirsi così.

Spesso, quando qualcuno muore, che sia una persona o un animale, si crede sia meglio parlarne meno possibile, per non riaprire la ferita. In realtà, poterne parlare aiuta a mantenere il ricordo e fa sentire ai bambini che quell’argomento non è un tabù, che possono rievocare i momenti felici, esprimere la mancanza, fare domande se vogliono. Alcune domande possono metterci in difficoltà. «Dov’è adesso? Dove vanno gli animali quando muoiono?»: possiamo rispondere attingendo ai valori della nostra famiglia, alle nostre credenze religiose e alle nostre idee su cosa avvenga dopo la morte. Possiamo anche rispondere onestamente “Non lo so”, perchè la morte resta per tutti un mistero, ma possiamo dire che abbiamo l’opportunità di ritrovare sempre dentro il nostro cuore e nei nostri ricordi coloro che abbiamo perduto.

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Pregi dell’aromaterapia per gli animali di casa

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# Aromaterapia

Pregi dell’aromaterapia <br />per gli animali di casa

Melissa, lavanda ed eucalipto sono alcune delle sostanze da utilizzare per stimolare il relax e il benessere di cani e gatti

L’affetto che proviamo nei confronti di cani e gatti è davvero straordinario. Chi convive con un quattro zampe lo considera infatti a tutti gli effetti come un membro della famiglia, a cui dedicare grande attenzione e, perché no, coccole speciali.

Una delle soluzioni più interessanti per migliorare il benessere dei nostri animali consiste nel rivolgersi all’aromaterapia. È risaputo che i profumi sono un vero toccasana per il relax, come dimostrano testimonianze molto antiche. Questa disciplina, basata sull’utilizzo degli oli essenziali, era infatti già conosciuta ai tempi dei Sumeri e degli Assiri, millenni prima della nascita di Cristo. Le proprietà dell’aromaterapia, negli ultimi anni, sono sfruttate anche per gli animali, a maggior ragione in virtù del loro olfatto mediamente molto sviluppato.

Per quanto riguarda i gatti, è importante sottolineare innanzitutto come odori troppo forti, anche se piacevoli, possano risultare inizialmente un po’ fastidiosi. Per questo conviene utilizzare una lampada diffusore di aromi, così da abituare i mici in modo graduale e non troppo invasivo. Se c’è la necessità di rilassare il proprio felino il consiglio è di puntare sulla melissa o, in alternativa, sulla lavanda o sul rosmarino. In questi casi i benefici sono duplici: da una parte si agisce sull’umore del gatto e, dall’altra, si riempie l’abitazione di profumi gradevoli, in grado di suscitare emozioni positive anche agli umani. È fondamentale, in ogni caso, puntare solo su essenze naturali e dal sentore delicato, perfette per stimolare il cervello.

Il discorso è simile quando si parla di cani, per i quali risulta utile il diffusore, prestando però attenzione a tenerlo lontano dalla portata di «Fido» che, spinto dalla curiosità, potrebbe rovesciarlo. Anche in questo caso la melissa è una delle sostanze più indicate, soprattutto nel caso in cui l’animale sia nervoso e abbia difficoltà nel rilassarsi. Per gli esemplari con problemi respiratori – ma non solo – sono indicati il mirto e l’eucalipto, mentre il geranio è perfetto per donare energia ai quattro zampe stanchi e spossati. La lavanda vera è un’ottima soluzione contro i parassiti (in questo caso è consigliabile usarne qualche goccia per massaggiare la pelle). Al contrario di ciò che avviene generalmente con i gatti – che solitamente non amano questo tipo di applicazioni – ai cani possono essere effettuati anche impacchi cutanei, preferibilmente dopo essersi consultati con il veterinario.