Incidenti tra auto e animali: come fermare questa strage silenziosa?

Oltre a sterminare mammiferi, rettili e anfibi, l’impatto può uccidere addirittura il conducente dell’auto. Claudia Taccani (OIPA): “Fondamentale l’applicazione di misure preventive come corridoi ecologici e dissuasori acustici e ottici”.

Continuano gli incidenti tra automobilisti e animali selvatici lungo le strade italiane. Solo nelle ultime settimane, in Val di Sole, in Trentino Alto-Adige, un cucciolo di orso è morto dopo essere stato investito da una macchina, mentre a Mondovì, vicino a Cuneo, in Piemonte, un veicolo a quattro ruote ha ammazzato un lupo senza prestargli soccorso. Oltre a sterminare mammiferirettili e anfibi, gli scontri possono ferire o addirittura uccidere il conducente dell’auto. Secondo “Coldiretti“, ogni 41 ore si verifica almeno un impatto tra mezzi di trasporto e fauna selvatica. Ma come fermare questa vera e propria strage?

Chiediamo l’applicazione di misure preventive come i corridoi ecologici, l’installazione di reti, soprattutto nelle zone ad alta intensità di fauna selvatica, e la predisposizione di ulteriori cartelli. E poi l’inserimento di dissuasori acustici o addirittura ottici, cioè quei dissuasori che, se posizionati in un certo modo e sottoposti a manutenzione periodica, possono fare in modo che l’animale non si avvicini neanche alla strada“, ha spiegato a Teleambiente Claudia Taccani, Avvocato e Responsabile dello “Sportello Legale” dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA).

Intanto, l’associazione animalista ha scoperto una targa in onore di Freedom, una gattina morta dopo essere stata investita a Gela, in Sicilia. Il ricordo di questa Micia onorerà tutti gli animali vittime della strada.

Questa targa non serve solo per ricordare Freedom, ma anche per attenzionare le persone al problema degli animali selvatici o domestici vittime degli incidenti stradali. La targa ha oltretutto l’obiettivo di ribadire che è un obbligo di legge soccorrere un animale ferito in un sinistro“, ha concluso la dottoressa Taccani.

FONTE

One Health: perché uomini e animali possono avere le stesse malattie

Uno studio dell’IRCCS Candiolo con la clinica veterinaria dell’Università di Torino ha individuato tre tumori rari che possono colpire i cani e i loro padroni. Sapino (Direttore scientifico IRCCS Candiolo): «L’ambiente influisce nell’alterazione delle cellule, nonostante animali e uomini abbiamo DNA differente»

di Federica Bosco

One Health: perché uomini e animali possono avere le stesse malattie

Gli animali da compagnia condividono con i padroni non solo momenti di gioia, ma anche diverse malattie. È quanto evidenzia la medicina comparata in un più ampio concetto di One Health, secondo il quale la salute delle persone è direttamente connessa con quella degli animali e con l’ambiente in cui vivono. In particolare, negli ultimi dieci anni la ricerca ha evidenziato una similitudine tra patologie cardiovascolari, gastrointestinali e addirittura tumori più o meno rari che colpiscono animali domestici e i loro padroni. L’IRCCS Candiolo e il Dipartimento di Veterinaria dell’Università di Torino stanno portando avanti in quella direzione una revisione di  studio epidemiologico che dimostra una correlazione tra alcuni tipi di tumori presenti nel cane e nell’uomo.

Melanoma delle mucose, osteosarcoma e linfoma B a grandi cellule

«Nonostante la difficoltà di comparazione per una differenza esponenziale di esposizione ai cancerogeni tra gli animali, che hanno vita più breve, e l’uomo; è emerso che esistono tre tipologie di tumori di cui si ammalano entrambi. Si tratta del melanoma delle mucose, l’osteosarcoma e il linfoma B a grandi cellule – spiega Anna Sapino,direttore scientifico dell’IRCCS Candiolo di Torino –. Il primo dato significativo emerso negli studi, nonostante la difficoltà di raccogliere i dati di esposizione ai cancerogeni, è che l’ambiente influisce nell’alterazione delle cellule, nonostante animali e uomini abbiamo Dna differente».

Non animali da esperimento, ma pazienti

Definita la correlazione tra uomo e animali domestici nello sviluppare patologie tumorali, il prossimo step dell’IRCCS Candiolo e il Dipartimento di Veterinaria dell’Università di Torino sarà definire al meglio il percorso diagnostico e terapeutico. «Questo significa trovare i tumori in uno stadio iniziale, intervenire chirurgicamente quando necessario e poi vedere se fare cure specifiche. I cani vengono inseriti in trial clinici per individuare i farmaci in grado di far regredire il tumore e si studiano poi gli eventuali effetti collaterali, in modo da evitarli all’uomo. I cani non sono però animali da esperimento – puntualizza il direttore scientifico dell’IRCCS di Candiolo -, ma a tutti gli effetti dei pazienti».

Fonte

Pet non convenzionali? Sono “animali da compagnia”

Con l’entrata in vigore del decreto 11 ottobre 2022, l’Italia fa proprio l’elenco europeo delle specie considerabili come “animali da compagnia”. Il decreto fissa i paletti della detenzione lecita: la provenienza di esotici e selvatici “da compagnia” non potrà essere l’ambiente naturale. ANMVI e SIVAE: nessun intervento restrittivo sulle specie esotiche e selvatiche “da compagnia” individuate dall’Unione Europea.

Dal 27 ottobre 2022, per l’Italia sono animali “da compagnia” tutti quelli elencati dal nuovo regolamento europeo di sanità animale. Questo vuol dire che accanto a cani, gatti e furetti, vanno considerati “animali da compagnia” a tutti gli effetti anche i pet cosiddetti non convenzionali (o non tradizionali) ormai molto presenti nelle abitazioni e nelle famiglie: conigli, roditori, uccelli, acquatici ornamentali, invertebrati, rettili e anfibi.

Lo sancisce il Decreto Salute-Mite che adegua l’ordinamento italiano all’elenco europeo dei pets e nel contempo fissa dei paletti a tutela della biodiversità: gli esemplari di specie esotiche e selvatiche “da compagnia” non potranno essere prelevati dal loro ambiente naturale per farne dei pet. C’è una sola eccezione a questo divieto generale e riguarda le sei specie ittiche elencate con una “lista positiva” dal Decreto Salute-Mite e note con il nome comune di Western tubenose goby, Nudibranchio pigiama, Doctorfish, Blue tang surgeonfish, Yellowbar angelfish e Yellowtail tang.

In sostanza- spiegano in una nota stampa Anmvi (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) e Sivae (Società Italiana Veterinari per Animali Esotici) – la lista positiva del nuovo decreto non interviene in senso restrittivo sulle tipologie di specie esotiche e selvatiche “da compagnia” individuate dalla UE, come era stato paventato. Infatti, il decreto Salute-Mite interviene sulla loro provenienza, stabilendo che nessuna specie esotica e selvatica “da compagnia” può provenire dall’ambiente naturale, con la sola eccezione delle sei specie indicate, le uniche che potranno essere prelevate dal loro ambiente naturale al fine della detenzione, commercializzazione e importazione.

Per i trasgressori sono previste sanzioni penali e amministrative, dall’arresto fino a 150 mila euro di ammenda. Il decreto Salute-Mite- evidenzia la nota stampa-  lascia impregiudicati i divieti già esistenti riguardanti animali la cui detenzione continua a non essere consentita, come ad esempio le specie protette o pericolose.

Il decreto 11 ottobre 2022, entrato in vigore giovedì scorso- è il primo decreto di una serie di provvedimenti nazionali che danno attuazione alla nuova legislazione europea di sanità animale volta alla prevenzione e al contrasto delle malattie animali. Il regolamento europeo disciplina anche la gestione degli “animali da compagnia” prescrivendo – nonostante un rischio sanitario “irrilevante”- precauzioni di detenzione, tracciabilità, formazione e controllo da parte di chiunque li detenga.

Esotici e selvatici: in Gazzetta la lista positiva

Le galline sono state riconosciute come coterapeuti negli Interventi assistiti con animali

Le galline della Cooperativa Tempo per l’infanzia di Milano sono state riconosciute come coterapeuti per gli Interventi assistiti con animali. È la prima volta che animali da fattoria ottengono tale riconoscimento in via ufficiale.

Anche le galline potranno essere utilizzate per gli Interventi assistiti con animali. La notizia arriva in concomitanza con l’aggiornamento delle linee guida nazionali per le attività di sostegno terapeutiche con animali diffuse dal Ministero della Salute.

Fino ad ora erano cinque gli animali individuati come co-terapeuti: cani, gatti, conigli, cavalli e asini. A questi si vanno ad aggiungere anche le galline, grazie anche al lavoro svolto sul campo dalla Cooperativa sociale Tempo per l’infanzia, una no-profit che offre servizi per bambini e adolescenti.

Con l’iniziativa “A tu per tu nel pollaio” svolta all’interno della Fattoria didattica Trotter gestita dalla Cooperativa nasce il progetto pilota per il processo di inserimento degli avicoli nell’elenco degli animali coinvolgibili in educazione e terapia assistite.

A spiegare a Kodami il progetto e le sue implicazioni è la responsabile degli Interventi con animali Elena Sposito: «Ci occupiamo di pet therapy da anni soprattutto con cani, gatti, conigli. Interventi che coinvolgono altri animali, come ad esempio quelli da fattoria, si possono fare ma non è possibile chiamarli Iaa. Questo perché bisogna mettere in atto precisi protocolli approvati e definiti dal Ministero e dal Centro di referenza nazionale. L’unicità del nostro progetto è proprio questa: abbiamo ottenuto per la prima volta il riconoscimento ufficiale del Ministero a impiegare le galline connotando le nostre attività come Iaa».

La fattoria dove avvengono gli incontri è del Comune di Milano, settore educazione, e gestita da Tempo per l’infanzia, come ha spiegato la vicesindaca e assessore all’Istruzione Anna Scavuzzo: «Una bella collaborazione fra Comune di Milano, educatori e cooperative ci restituisce un risultato di cui siamo tutti molto soddisfatti. La Fattoria didattica del Parco Trotter è da tempo un luogo dove bambine e bambine con i loro insegnanti possono vivere esperienze educative a contatto con animali, fatto inusuale in una città e per questo ancora più prezioso. Questa attività sperimentale ha visto il coinvolgimento di animali solitamente non considerati di affezione ed è oggi una pratica innovativa che potrà essere presa come riferimento per altre che verranno».

galline iaa

I benefici delle galline nella pet therapy

L’idea di impiegare le galline nasce invece dalle conoscenze di una operatrice della Cooperativa esperta sia in Iaa che in avicoli, e dall’esperienza maturata in questo campo da altri professionisti internazionali: «In Gran Bretagna le galline sono riconosciute da tempo come co terapeuti, su questa scia abbiamo iniziato a coinvolgere i nostri bambini – aggiunge Sopito – I risultati ci hanno soddisfatto molto e per questo abbiamo deciso di fare un passo in più e chiedere un riconoscimento ufficiale».

Le galline, al contrario di quello che comunemente si è portati a pensare, sono animali intelligenti che si prestano bene alle attività educative: «I benefici del lavoro con loro sono molto simili a quelli che si hanno con i cani perché le galline sanno fare molti giochi di attivazione mentali – fa presente l’esperta – C’è quindi una parte cognitiva esperenziale attraverso giochi essenziale per il coinvolgimento dei bambini. Inoltre, mentre il cane usa soprattutto l’olfatto, gallina vede i colori, quindi si possono fare attività che coinvolgono questo senso. In ultimo, le galline vivono in gruppo, e come tale partecipano alle attività di supporto terapeutico, mentre con i cani spesso si lavora con un solo coterapeuta. I bimbi quindi possono toccare con mano la cooperazione all’interno del mondo animale».

L’esperienza benefica sugli umani degli Interventi assistiti con animali era già stata osservata da Kodami nel corso del video reportage realizzato sull’isola carcere di Gorgona dove i detenuti non passano le loro giornate chiusi in una cella, ma all’aperto prendendosi cura degli animali.

Quanto è Importante una Dieta Corretta per i Cuccioli?

I proprietari di animali domestici guardano in maniera importante alle diete naturali per i loro cuccioli di cane.

Un sondaggio effettuato dalla società di ricerca Nielsen condotto su oltre 3.500 consumatori, di età compresa tra 18 e 65 anni, che possedevano almeno un cane o un gatto, ha scoperto che la loro preferenza per il cibo destinato al loro amico a quattro zampe era per prodotti naturali (1).

I risultati dell’indagine hanno mostrato che la preferenza dei consumatori si allontanava dai marchi commerciali di alimenti per animali domestici. La maggior parte degli intervistati (circa il 65%) ritiene che ingredienti come gli enzimi digestivi naturali forniscano vantaggi unici per la salute (2). 

C’è da dire, però, che molti proprietari di animali domestici non si rendono conto che la parola “naturale” scritta sulle confezioni di cibo, molto spesso non vuole significare quello che si pensa.

Alimenti naturali per animali domestici.

La definizione di naturale di AAFCO

L’Association of American Feed Control Officials (AAFCO) è l’autorità di regolamentazione per gli alimenti per animali domestici negli Stati Uniti, e quando parla di alimenti per animali naturali, utilizza questa definizione ben precisa:

“Un mangime o ingrediente per mangimi derivato esclusivamente da fonti vegetali, animali o estratte, allo stato non trasformato o sottoposto a trattamento fisico, trattamento termico, trasformazione, purificazione, estrazione, idrolisi, enzimatica o fermentazione, ma non prodotto da o soggetti a un processo chimicamente sintetico e non contenenti additivi o coadiuvanti tecnologici chimicamente sintetici, tranne nelle quantità che potrebbero verificarsi nelle buone pratiche di fabbricazione (3).

Crocchette per caniAAFCO offre anche una ripartizione della definizione:

  1. Non vi è alcun requisito o affermazione che i mangimi o gli ingredienti naturali siano più sicuri di quelli prodotti con un processo chimicamente sintetico.
  2. Naturale è un termine liberale che include più ingredienti di quanti ne escluda: la maggior parte degli ingredienti del cibo per animali domestici deriva da “fonti vegetali, animali o estratte”.
  3. Un ingrediente per mangimi può essere soggetto a una serie di processi comunemente usati durante il processo di produzione, ed essere comunque considerato naturale.
  4. Un mangime o un ingrediente per mangimi può contenere tracce di composti chimicamente sintetici ed essere comunque considerato naturale.

Quindi, come si può notare, quando si tratta di cibo per animali che troviamo normalmente sugli scaffali dei negozi, la parola “naturale” non significa non trasformato, né significa tantomeno non sintetico. È

probabile che se stai acquistando cibo per cani o gatti trasformato che afferma di essere “naturale”, stai ricevendo un prodotto molto simile al normale vecchio cibo per animali domestici, ma a un costo (a volte) più elevato.

Non esistono alimenti per animali trasformati “naturali”.

I cosiddetti alimenti per animali domestici “naturali” sono una tendenza consolidata e una grande ricchezza per le aziende di alimenti per animali domestici in termini di quota di mercato.

Sfortunatamente sia per i proprietari di animali domestici, che per i loro amici a quattro zampe, il termine naturale è diventato una parola d’ordine utilizzata dal marketing, priva di significato sia nell’industria che produce prodotti destinato all’uomo che agli animali.

Questa parola, ormai, appare su tutte le confezioni e le etichette degli alimenti trasformati, ignorando il fatto che gli alimenti trasformati non possono essere alimenti naturali. Giusto per dare un senso a quello che stiamo dicendo, ecco la definizione che il dizionario offre della parola naturale: “Esistente o derivato dalla natura; non creato o causato dall’uomo (4).

Ovviamente, con rare eccezioni, il cibo che arriva in una lattina, in un sacchetto o in una scatola è stato prodotto dalla mano dell’uomo. Le aziende che producono cibo per cani per avere successo, ed essere scelte sugli scaffali affollati da tantissimi prodotti, giocano sulla differenziazione del marchio, ma alla fine se si guarda bene tutte affermano la stessa cosa (5). Bisogna, quindi, guardare bene cosa si acquista, senza farsi trarre in inganno dal marketing che ci propina etichette particolari e pubblicità spesso ingannevole.

Leggi anche: I Contaminanti Tossici Nascosti nel Cibo per Animali

Fonte: fitopets.con

Come vede il tuo cane

Da GreenStyle

Molti proprietari si chiedono come vedono i cani. Il fatto è che la vista del cane è diversa dalla vista umana. In generale, i cani vedono il mondo con meno sfumature, anche se alcuni colori riescono a distinguerli.

Rispetto a noi, il mondo dei cani è meno colorato, ma è anche vero che vedono meglio di noi al buio e che hanno una capacità di vedere il movimento superiore alla nostra.

Come funziona la vista dei cani?

Cani, gatti e esseri umani presentano sulla retina dei fotorecettori. Si tratta di cellule nervose particolarmente sensibili alle onde luminose. Esistono due fotorecettori:

  • coni: sono responsabili della visione nitida, permettono di vedere i dettagli e sono attivi soprattutto durante la visione diurna o quando ci sono forti fonti luminose. Ci sono tre tipi di coni, ognuno dei quali ha un pigmento dedicato a lunghezze d’onda differenti che permettono loro di percepire i colori blu, verde e rosso
  • bastoncelli: sono quelli sensibili alla luce e permettono la vista di notte o quando c’è pochissima luce. A differenza dei coni, i bastoncelli non riescono a fornire una visione dettagliata e di qualità. E non riescono a distinguere i colori in quanto possono vedere solamente il bianco, nero e le sfumature di grigio

Questo a grandi linee. La retina dei cani ha solamente due tipi di coni, cosa che permette loro di distinguere il blu-viola e il giallo, ma non il rosso dal verde o il giallo dall’arancione. Gli occhi dei cani in pratica lavorano come quelli delle persone con daltonismo rosso-verde.

Dove gli oggetti sono colorati di rosso o verde, i cani vedono solo sfumature di grigio in quanto mancano i coni che dovrebbero essere attivati da quella lunghezza di colore. Per contro alcuni studi sostengono che i cani potrebbero vedere una quantità maggiore di luce ultravioletta rispetto alle persone. Qui trovi un approfondimento su come cani e gatti percepiscono l’ultravioletto.

Un’altra differenza fra la vista del cane e quella delle persone è che quella del cane non ha una parte della nitidezza di quella umana. I cani sono più miopirispetto a noi: se una persona vede un certo oggetto a 15 metri di distanza, il cane deve essere ad almeno 6 metri per vederlo nello stesso modo.

Anche il campo visivo del cane è maggiore del nostro. Gli occhi degli esseri umani sono dritti, abbiamo una visione periferica assai scarsa. Gli occhi dei cani, invece, tendono ad essere posizionati ad un angolo di 20 gradi, cosa che aumenta il loro campo visivo e quindi anche lavisione periferica.

Questo però compromette la visione binoculare, necessaria per la visione della profondità. Gli occhi dei cani, essendo posizionati leggermente più di lato, anche se non tanto di lato quanto quelli di animali prede come conigli e cavalli, vedono meno in profondità. Riescono a vedere bene la profondità solo dritto davanti a loro, ma qui spesso il campo visivo è ostruito dal naso.

Come vedono i cani con cataratta o atrofia progressiva della retina?

Attenzione: cani con patologie come la cataratta tenderanno a vedere meno bene, avranno difficoltà a distinguere oggetti e ostacoli. Cani che invece soffrono di atrofia progressiva della retina, invece, perderanno gradualmente la vista, vedendo immagini sempre più buie.

Inizialmente il cane sarà affetto da unacecità notturna in quanto perderà prima i fotorecettori che lavorano in scarse condizioni di luce. Progressivamente, perderà anche gli altri recettori e sarà affetto da una cecità diurna che piano piano diventerà completa.

Come vedono i cani di notte e al buio?

cane occhi

Per contro i cani vedono meglio di noi di notte, al buio. Anche se la vista notturna dei cani è ancora abbastanza sfocata, è comunque più sensibile della nostra. Questo perché se gli occhi umani hanno più coni, fotorecettori dedicati ai colori, i cani hanno più bastoncelli, fotorecettori attivi in scarse condizioni di luce.

Alcune razze di cani, hanno il tapetum lucidum, uno strato particolare che permette alla luce di rimbalzare verso la retina in modo da amplificare la luce che arriva ai bastoncelli. Anche se non tutte ce l’hanno, come alcune razze toy, Hai presente quando gli occhi dei cani si illuminano di un sovrannaturale colore verde-bluastro quando la luce li illumina di notte? È merito del tapetum lucidum.

Un’altra area della vista nella quale i cani ci surclassano nettamente, è il rilevamento del movimento. I cani sono molto più bravi di noi a vedere i movimenti. Parlando della soglia di sfarfallio, immagina una luce che sfarfalla sempre più velocemente.

Quando la luce arriva a sfarfallare 60 volte al secondo, l’occhio degli esseri umani non riesce più a percepire lo sfarfallio: quella luce per lui brilla costantemente. Ebbene, per i cani questa soglia sale a 75 volte al secondo. In questo modo i cani riescono a vedere le prede in movimento molto più velocemente e con precisione rispetto a quanto facciamo noi.

Come vedono i cani i colori?

Come spiegavamo prima, i cani hanno meno coni e più bastoncelli. Questo vuol dire che vedono meno colori di noi. Per esempio, distinguono il blu e il giallo, ma non il rosso e il verde. Questi ultimi due è possibile che vengano visti come sfumature di grigio, anche se non è un dettaglio noto.

Come ci vedono i nostri cani?

Riassumendo quanto detto prima, i nostri cani ci vedono con meno sfumature di colori e saturazione rispetto a quelle reali. Possono vederci bene a breve distanza, ma se siamo molto distanti da loro e stiamo fermi è probabile che non ci vedano, a meno che non facciamo dei gesti concordati.

Per contro, possono avvistare ogni nostro piccolo movimento di notte, anche quando per noi la luce è troppo scarsa.

Come vedono i cani la tv?

I cani, pur essendo dimostrato che riconoscono forme e rumori visti in televisione, non vedono lo schermo come noi. E questo perché la loro visione è paragonabile a quella di un uomo con daltonismo rosso-verde e pure miope.

Guardando lo schermo televisivo, il cane vedrà dei colori molto attenuati, non saturi e visto che vedono il movimento meglio di noi, con frequenze tv inferiori ai 75Hz, tendono a vedere le immagini sfarfallanti.

In pratica più il televisore lavora a frequenze alte, meglio il cane riesce a vedere le immagini.

Fonti

La Verità sul Lipoma nel Cane Anziano

Può capitare in alcuni casi di scoprire delle protuberanze o piccoli grumi sulla pelle dei nostri amici a 4 zampe. Questa cosa, quasi sempre, sconvolge la vita dei proprietari dei cani che ricorrono immediatamente al veterinario di fiducia per definire quanto questa cosa possa rappresentare un pericolo.

Il primo pensiero che sconvolge la mete è quello che si possa trattare di cancro. La maggior parte di questi piccoli noduli, fortunatamente si limita ad essere dei semplici tumori benigni chiamati “lipomi”.

I lipomi (1) sono degli accumuli di grasso, per lo più innocui che non ledono la salute dei cani. Purtroppo, alcuni lipomi (definiti “infiltranti”) possono svilupparsi in prossimità dei muscoli, causando problemi alla motilità dell’animale o provocando dolore a tal punto da dover essere rimossi.

Cane lipomaAccumuli di Grasso sulla Pelle: Lipomi del Cane

I lipomi si sviluppano con delle masse morbide che crescono sottopelle. Hanno, spesso, una certa mobilità, anche se fortunatamente non sono dolorosi al tatto e sembrano distaccati sia dal muscolo sottostante che dall’epidermide.

I lipomi sono innocui nella maggior parte dei casi, ma a volte infiltrano il muscolo e si connettono al tessuto muscolare, creando qualche piccolo problema per l’animale.

C’è una grande differenza tra un lipoma e un morso di insetto. Il secondo, infatti, è di colore rossastro e presenta, delle volte, anche il segno del pungiglione. Queste cose consentono di far riconoscere immediatamente una puntura di insetto rispetto ad un lipoma, ed in più se il ponfo scompare rapidamente allora non si tratta certamente di un lipoma.

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Tumori Benigni

I tumori della pelle di carattere benigno, denominati come detto lipomi, sono molto comuni nei cani anziani o in sovrappeso e possono svilupparsi sia sulla pelle, sia sotto si essa.

I cani possono sviluppare adenomi sebacei, ovvero delle ghiandole sebacee che si trasformano in cisti che spesso guariscono da sole (per lo più rompendosi). Ci sono alcune razze di cani (4) più inclini delle altre a sviluppare queste cisti e tra questi c’è senza dubbio il Cocker Spaniel.

Le cisti sebacee possono svilupparsi anche in prossimità degli occhi (adenoma della ghiandola di Meibomio) e in questo caso non richiedono la rimozione chirurgica, a meno che non vadano a compromettere la vista o provochino dolore.

Lipoma nel caneTumori Maligni

tumori mastociti sono la tipologia di tumore maligno più diffusa tra i cani. Il loro aspetto può variare ed è, quindi, necessario che il veterinario li studi con attenzione per individuarli al meglio.

I tumori mastociti possono svilupparsi in qualsiasi parte del corpo del cane e vanno rimossi immediatamente, poiché si diffondono e crescono velocemente.

Tra i tumori maligni (5) più diffusi troviamo, anche, i sarcomi, ovvero tumori che si sviluppano nei tessuti connettivi del cane. I tumori possono essere difficili da rimuovere e possono richiedere l’utilizzo della radioterapia come trattamento accessorio una volta che si è intervenuti chirurgicamente. Alcuni tumori maligni che si sviluppano sulle ossa causano zoppia o gonfiore ad un arto e sono molto difficili da individuare e rimuovere.

FONTE

Come Gestire Correttamente la Sverminazione nei Cani in Maniera Naturale

Quando si ha un cane sono tante le attenzioni da destinargli e tra queste bisogna avere massima premura anche per la salute del nostro amico a quattro zampe.

Non solo bisogna pensare a sfamarlo, tenerlo sempre pulito e farlo giocare, ma c’è anche un aspetto che spesso si trascura, ma che diventa di vitale importanza per la salute del nostro cucciolo.

In tal senso la sverminazione del cane diventa una pratica indispensabile per poter consentirgli di vivere bene senza nessun tipo di problema di salute.

I primi giorni di vita del vostro cucciolo sono indispensabili per consentire al suo corpo di sviluppare gli anticorpi necessari. Tutto questo avviene attraverso il latte della mamma, fondamentale per la crescita del cucciolo.

Ma quando termina il periodo dell’allattamento, gli anticorpi tendono a diminuire e quindi diventa indispensabile ricorrere alle vaccinazioni per evitare qualsiasi tipo di problema.

Il periodo esatto in cui effettuare le vaccinazioni oscilla tra le 6 e le 8 settimane di vita del vostro cane. Dunque, diventa importante seguire la giusta profilassi medica, così da consentire al vostro amico a quattro zampe di poter vivere in salute, ed evitare qualsiasi problema.

Ma oltre ai vari vaccini che devono essere somministrati al vostro cane, per evitare che contragga delle malattie, diventa importantissima anche la sverminazione.

Sverminazione e Perché è Così Importante

Molte persone ignorano il fatto che, un cucciolo appena nato ha all’interno del proprio stomaco gli ascardi, dei piccoli vermi di colore bianco, simili a degli spaghetti spezzati, con una forma lunga e cilindrica.

Questi sono presenti nell’intestino del cane, e devo essere eliminati tramite la sverminazione, effettuata con un vermifugo specifico. Nella maggior parte delle volte gli ascardi vengono trasmessi ai cuccioli proprio dalla madre. Le modalità di trasmissioni sono due:

  • Quando sono ancora dei feti
  • Dopo la nascita durante l’allattamento, attraverso il latte materno

Per questo motivo, diventa indispensabile sverminare i cani quanto prima, così da eliminare il problema immediatamente sul nascere. Per fare questo si effettua un’operazione molto semplice, anche se a volte accade purtroppo che questa viene condotta senza precauzioni.

Questi vermi intestinali possono creare grandi problemi al vostro cane, ma sono facilmente curabili se si interviene in tempo e nel modo giusto.

Grazie ad una prevenzione regolare questi parassiti intestinali diventano non pericolosi, sia per il nostro cane che per noi uomini. Alla luce di tutto questo, quindi, il consiglio è quello di non tralasciare mai la profilassi relativa alla sverminazione del cane.

E’ importante, però, sottolineare che la sverminazione non va fatta solo ai cuccioli, ma anche ai cani adulti, così da poter salvaguardare la salute, compresa quella delle persone che vivono in simbiosi con il cane.

Quando Effettuare la Sverminazione del Cane

Per quel che riguarda le tempistiche da tener presente quando bisogna sverminare (1) il cane, la cosa importante è ricordarsi che va effettuata al massimo a 20 giorni di distanza dalla nascita del cucciolo.

E’ importante tener presente, che la stessa profilassi va effettuata anche sulla madre del cucciolo, in maniera tale da non infettare il piccolo durante l’allattamento. Questa pratica va effettuata dopo 25 giorni dalla prima sverminazione, così da poter assicurare la risoluzione del problema dei parassiti definitivamente.

Un consiglio da tener presente

Dopo aver effettuato tutto ciò di cui abbiamo parlato in precedenza, è consigliabile intorno ai due mesi di vita del vostro cane, raccogliere dei campioni di feci e portarle ad analizzare al veterinario.

Facendo così si avrà la possibilità di poter capire se la sverminazione ha fatto effetto, eliminando qualsiasi tipo di parassita. Ovviamente il vostro veterinario vi consiglierà quando sarà necessario effettuare una nuova sverminazione, così da stare sempre sicuri di non incorrere nella ricomparsa di questi parassiti. Questa è l’unica modalità che si può attuare, per essere sicuri di aver risolto definitivamente il problema, senza avere poi brutte sorprese.

I Sintomi del Cane Colpito da Vermi

Tutti i cani sono facilmente aggrediti dai parassiti. E’ indubbio che l’infestazione da parassiti interni è quella più minacciosa, anche perché si verifica con facilità, non è facile da individuare se non andando a guardare le feci del nostro amico a quattro zampe, e soprattutto perché può far sorgere diverse complicazioni, e in alcuni casi anche la morte dell’animale.

Come detto non c’è una razza immune da questo problema che colpisce cani di taglia piccola e grande indistintamente. Per capire se il nostro amico a quattro zampe è stato infettato, è possibile andare a vedere alcuni sintomi specifici (2). I

n presenza di tali sintomi, bisogna immediatamente preoccuparsi e portare il cane dal veterinario. Ecco di seguito i sintomi presenti quando il nostro cane è stato infettato dai vermi:

  • ♦ prurito anale
  • ♦ pelo opaco
  • ♦ diarrea
  • ♦ vomito
  • ♦ inappetenza
  • ♦ dimagrimento
  • ♦ affaticamento
  • ♦ comparsa di piccoli vermi bianchi nelle feci appena emesse
  • ♦ insorgenza di fenomeni allergici

Differenti Specie di Vermi

E’ importante tener presente che sono diverse le specie di vermi che possono infettare il nostro cane. Tutti gli organi del corpo possono essere attaccati da questi parassiti, anche se solitamente si annidano nel tubo digerente.

Questi vermi si dividono in due grandi gruppi: da una parte ci sono i cestoidi (3), che prendono il nome anche di tenie, e dall’altra ci sono i vermi cilindrici o nematodi (4). C’è una distinzione da fare rispetto a queste due famiglie di vermi, con i primi, i cestoidi, che sono sicuramente più tollerabili rispetto ai secondi.

Nel secondo caso, infatti, le conseguenze per chi viene colpito da questi vermi sono molto gravi, arrivando fino alla morte stessa dell’animale, se ovviamente la situazione non viene risolta in tempo.

Alcuni Suggerimenti da Tenere in Considerazione se si Possiede un Cane

cane che allatta i cuccioli

Di seguito alcuni suggerimenti che ogni persona deve sapere nel momento in cui decide di acquistare un cane:

  • ♦ Sverminare i cani adulti, seguendo i suggerisce del veterinario;
  • ♦ Prima della gravidanza e dopo aver terminato l’allattamento sverminare sempre le femmine;
  • ♦ Quando aggiungete al pasto del cane della carne fresca, è consigliabile sempre tenerla in congelatore per almeno 48 ore per uccidere eventuali parassiti;
  • ♦ Lavare regolarmente sia la ciotola dell’acqua che quella del cibo;
  • ♦ Tenere sempre pulito l’ambiente dove vive il cane;
  • ♦ Evitate sempre che il cane mangi feci e resti di animali morti;
  • ♦ La migliore prevenzione è evitare le crocchette estruse perché troppo ricche di carboidrati e difficili da digerire, e creano le condizioni ideali per la proliferazione parassitaria: se possibile, passare al cibo disidratato (Pure Pet Food) o quello pressato a freddo (Bianco Line)

FONTE