Padrone stressato e ansioso? Lo diventa anche il cane

Secondo uno studio dell’Università svedese di Linkoping, se tra cane e padrone esiste un legame molto forte il primo potrebbe non solo percepire, ma anche sperimentare lo stress del secondo

cani ansia 

AGI – Se tra cane e padrone esiste un legame molto forte, il primo potrebbe non solo percepire, ma anche sperimentare lo stress del secondo. A dimostrarlo uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports, condotto dagli scienziati dell’Università di Linkoping, in Svezia, che hanno analizzato i livelli di stress in diverse razze misurati in relazione a quelli dei padroni.PUBBLICITÀ

Il team ha scoperto che i legami più forti potevano far sì che i livelli di stress nei cani dipendessero da quelli sperimentati dai padroni. La stessa squadra di ricerca aveva dimostrato questa eventualità nei cani da pastore, i cui livelli di stress erano equiparabili a quelli dei padroni.

“Volevamo indagare questa possibilità anche in altre razze – spiega Lina Roth dell’Università di Linkoping – i nostri dati suggeriscono che la sincronizzazione dello stress a lungo termine è influenzata dalla relazione uomo-cane e dai tratti della personalità di entrambi”.

Il team ha raccolto peli e capelli di 42 proprietari di diversi cani, 18 specie da caccia e 24 razze antiche, compresi bassotti, husky, basenji ed elkhound. I ricercatori hanno misurato i livelli di cortisolo, un ormone rilasciato nel flusso sanguigno e assorbito dai follicoli piliferi in risposta allo stress.

“I risultati hanno dimostrato che anche la personalità del proprietario giocava un ruolo nella manifestazione dello stress nei cani da caccia – aggiunge l’autrice – ma non nelle altre razze. Riteniamo che la sincronizzazione dello stress sia una conseguenza dell’allevamento dei cani da pastore, addestrati da sempre a collaborare con le persone”. https://f6af04d26446c568315a7f185996942c.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-38/html/container.html

I segreti degli animali nell’oscurita’

Il pianeta notturno a colori (Earth at Night in Color) è una Serie TV di genere Documentario con Tom Hiddleston, trasmessa dal 2020 in USA. La produzione di Il pianeta notturno a colori è attualmente in corso. Sono state prodotte 2 stagioni per un totale di 0 episodi.

TRAMA

La trama di Il pianeta notturno a colori (2020). Grazie a telecamere di nuova generazione la serie rivela, per la prima volta in assoluto, la vita notturna degli animali, a colori. Girata in sei continenti, dal Circolo Polare Artico alle praterie africane segue i drammi degli animali notturni al chiaro di luna, rivelando nuovi aspetti e comportamenti mai visti prima.

STAGIONI ED EPISODI

Il pianeta notturno a colori è una serie TV attualmente in corso composta da 2 stagioni. Uscita in USA il 4 Dicembre 2020. Distribuita per la prima volta in Italia il 4 dicembre 2020 dalla piattaforma streaming Apple TV+..

Animali: in Sicilia 6 circhi senza cibo, Enpa invia fieno

(ANSA) – PALERMO, 28 APR – Gli animali di sei circhi siciliani non hanno più cibo. I titolari hanno lanciato l’allarme e, ieri pomeriggio, si sono incontrati a Palermo al circo che si trova al centro commerciale Forum.

L’Ente nazionale protezione animali (Enpa), attraverso la sezione di Palermo, è intervenuta sul posto in aiuto degli animali, portando varie forniture di fieno.
    “Qualche mese fa – afferma Carla Rocchi, presidente Enpa nazionale, sarebbe stata fantascienza, ma in tempi di necessità, nonostante noi continuiamo a contrastare con tutte le nostre forze lo sfruttamento degli animali nei circhi, non possiamo non intervenire di fronte alle loro condizioni: oltre ad essere privati della libertà, stanno soffrendo anche la fame”.
    “Ancora una volta Enpa è costretta a intervenire – conclude – per soccorrere animali di un comparto per il quale i vari ministri della cultura degli ultimi anni non sono riusciti a incidere, rimandando ogni volta l’unica riforma possibile: la riconversione dei circhi in spettacoli viaggianti senza animali.Una riforma non più rimandabile”. (ANSA).

Nuova iniziativa editoriale benefica della nostra Associazione

E’ tradizione ormai consolidata nel tempo che la nostra Associazione si faccia promotrice ed editrice di libri che raccontano la storia degli animali che condividono (o hanno condiviso) la nostra vita.

L’iniziativa ha il duplice scopo di ricordare e consegnare alla memoria gli animali che ci sono cari e devolvere il ricavato della vendita dei libri a un associazione che si occupi degli animali più bisognosi di cure e attenzioni (di solito un ricovero ).

I proprietari degli animali vengono invitati ad inviare alla nostra redazione un racconto ( 2 paginette circa) sui loro animali, i racconti vengono letti, impaginati e inviati all’editore per la stampa.

Non abbiamo alcuna pretesa sulla perfezione del testo, sulla lunghezza del racconto (può essere anche una poesia), a noi interessa il ricordo e la celebrazione dei nostri amici animali che sempre più spesso ci aiutano a superare momenti complicati della nostra vita.

Questi sono alcuni dei libri che fino ad ora abbiamo pubblicato. Ci eravamo appoggiati al nostro Cyberdogs Magazine, il nostro giornale, che ora non è più in stampa. Ora ce ne occupiamo direttamente.

Questo è il link dove trovate alcuni libri editi da noi

Solo per te
AMICI PER LA VITA

Chi volesse vedere la storia dei suoi animali pubblicata sul libro è ancora in tempo ad inviarcela a questo indirizzo emal : manu44@aruba.it

Facciamo una doverosa precisazione, non chiediamo denaro, e contributi di alcun genere, solo il piccolo sforzo di scrivere e inviarci il racconto. A breve pubblicheremo il titolo del libro che insieme riusciremo a scrivere.

Forza che facciamo una cosa bella e un gesto di carità.

Manuela Valletti

NON TOGLIETE LA GIOIA AGLI ANIMALI.

Storia e futuro di un rapporto che ci salverà

Ci siamo detti così tante volte che dopo la pandemia saremmo stati migliori che oramai non ci crede più nessuno, eppure se c’è una cosa che forse da tutto questo ha tratto beneficio è il nostro rapporto con gli animali e la natura, in quello che forse era il primo momento della storia degli esseri umani in cui sembrava arrivato finalmente al nodo un conflitto che ci trasciniamo da millenni. Insomma se in principio furono gli antichi Romani e le loro crudeltà, morte e sangue di ‘fere’ come intrattenimento ad oggi con tutto l’amore che ci hanno dato nel chiuso delle nostre case e nella meraviglia di vederli riconquistare le strade delle città con la fierezza che li contraddistingue, forse potremmo cominciare a capire che bisogna lasciarli vivere in pace.
    Pensando agli animali, confesso, mi viene spesso in mente la storia della schiavitù, quando esseri umani ne sottomettevano altri appropriandosi della loro vita in nome di una presunta superiorità. Questa è la meravigliosa storia che racconta Maurizio Quilici, con la sua consueta capacità di coniugare sapienza a divulgazione, in ”Non togliete la gioia agli animali”. La prima delle ”colpe” che hanno condannato gli animali ad un vita di persecuzioni e sfruttamento, di morti violente ed esistenza di stenti, è il fatto di essere privi della prima caratteristica umana, la parola. ”Ciò che distingue l’uomo dagli animali – scrive Quilici – è la parola non il linguaggio. E certamente l’assenza di un linguaggio fondato sulla parola non significa essenza di sentimenti ed emozioni”. Che gli animali comunichino e non soltanto fra di loro si è iniziato a capire solo verso la metà del secolo scorso con certezza, e nel frattempo l’essersi distinti in modo eroico in guerra, nell’assistenza, l’essersi sacrificati con la vivisezione praticata senza pietà da vivi per il bene della scienza, non li ha aiutati a salvarsi dalla crudeltà umana.
    Leonardo, ci rammenta l’autore, che per altro era vegetariano, fu tra i pochi a comprendere la sensibiltà degli esseri viventi diversi dall’uomo e a dipingerli spesso nei suoi quadri. Del resto nemmeno San Francesco era esente dal condannare a volte quegli animali che pure rispettava come esseri viventi dopo secoli in cui la morale cattolica li aveva accomunati spesso ad esseri diabolici che per questo avevano meritato processo e condanna consumata nei modi più atroci come il rogo. Questa è la storia insomma di un’umanità insensibile, egoista ed incivile, che ha messo se stessa al primo posto su un pianeta popolato da un numero infinito di specie viventi piegate ai suoi momentanei bisogni, che fossero nutritivi, evolutivi o semplicemente ludici. Questo potrebbe essere il momento di una svolta che prima di tutto deve essere filosofica e culturale perchè da Aristotele a Cartesio a Rousseau ed oltre poche sono state le eccezioni che hanno visto gli animali conquistare il posto che gli compete nella storia del pensiero umano. E il libro appunto non potrebbe non concludersi con l’oggi, con quella pandemia di Covid-19 che proprio dagli animali selvatici catturati nel loro habitat naturale violato e venduti vivi nei mercati sembra aver avuto origine. Non bastano le statue nelle piazze per celebrare l’eroismo che gli animali dimostrano da millenni serve, spiega Quilici, quel rispetto ”senza estremismi” che ci aiuterà a consegnare un pianeta ancora vivo ai nostri nipoti, anche se fosse meno ”umano” nel senso che fino ad oggi abbiamo dato a questa parola.

FONTE ANSA