In estate la vita degli animali si fa difficile

Vita da cani, gatti, conigli e qualunque altro animale. L’estate può essere difficile per i nostri amici a quattro zampe ma la si può passare al  meglio stando attenti ad evitare colpi di sole, parassiti e  prestando la massima attenzione al fenomeno degli abbandoni.

Legnanese Varesotto – Si avvicina a grandi passi il periodo estivo e con esso, complici il pass sanitario e l’alleggerimento delle normative anti-Covid, il desiderio di viaggiare, abbandonando la propria casa per recarsi in un luogo di villeggiatura o una città d’arte dove trascorrere qualche giorno o anche intere settimane di puro relax.

Può anche capitare, per fortuna sempre più raramente, che l’albergo dove vogliamo recarci non sia disposto ad accogliere anche il nostro animale da compagnia e qui, purtroppo, la situazione rischia di diventare tragica.

L’estate è infatti il periodo dell’anno nel corso del quale l’abbandono degli animali aumenta vertiginosamente, nonostante esistano molte possibilità per prendersi cura dell’animale, nei luoghi di villeggiatura come a casa.

Anche quando la situazione non degenera fino all’abbandono, comunque, il periodo estivo si rivela comunque critico per i nostri amici a quattro zampe che, come molti umani soffrono particolarmente il caldo, ed hanno di conseguenza bisogno di attenzioni particolari.

Ne abbiamo parlato quindi con Sara Vega: insegnante al mattino, tecnico veterinario e di clinica veterinaria al pomeriggio esperta veterinaria di cani, gatti e ancora di più di animali non convenzionali come i conigli.

Co-fondatrice di Casa Ringhio APS, associazione con lo scopo di ridare dignità ad animali e persone, che ci ha aiutato a capire quali problematiche affrontino gli animali d’estate e cosa possiamo fare per aiutarli.

Passeggiate ed uscite per cani e gatti

Gli animali, come dicevamo, soffrono anche loro il caldo, e questo discorso vale in modo particolate per i cani, che sotto il sole spesso vengono giustamente portati a passeggio.

Nel periodo estivo sarebbe quindi meglio portare a spasso il cane non nel corso del pomeriggio, momento particolarmente caldo ed assolato, ma piuttosto in mattinata, prima delle 08:45, o alla sera dopo le 19:00.

Nel malaugurato caso in cui al cane venisse un colpo di sole, Sara Vega raccomanda di bagnare la testa, le orecchie e le aree inguinali del proprio cane con dell’acqua fresca, per aiutarlo a riprendersi il prima possibile.

Discorsi simili di attenzione alla temperatura valgono anche per animali più casalinghi come i gatti e in particolar modo per i conigli che, veri e propri animali esotici, necessitano di attenzione specifiche.

Se la maggior parte egli animali necessita infatti di un clima fresco e costante, e piazzarli davanti ad un singolo ventilatore potrebbe solo peggiorare la situazione, i conigli hanno bisogno di qualche attenzione in più.

I conigli

Il coniglio ad esempio, non solo soffre il caldo, come le sue più tradizionali controparti feline e canine, ma da questo può addirittura essere ucciso.

Esporre per troppo tempo un coniglio direttamente al sole, soprattutto se in gabbia, potrebbe infatti causare un attacco di calore così forte da essere per lui letale.

Per fortuna la soluzione è relativamente semplice. Se il coniglio abita in giardino, sarà sufficiente premurarsi che esista una zona d’ombra dove questi possa andare in autonomia, mentre se il coniglio vive in una gabbia in casa bisognerà stare attenti che la gabbia non venga esposta al sole troppo a lungo, e stare attenti che l’ambiente in cui vive i coniglio sia il più fresco possibile.

Controlli medici per il nostro animale

Sempre d’estate diventa di particolare importanza premurarsi della salute del proprio animale da compagnia, anche in vista del fatto che, uscendo più spesso grazie al clima più mite, diventa anche più semplice entrare in contatto con dei parassiti.

Zecche e processionarie in particolar diventano estremamente facili da prendere in questo periodo, e la veterinaria Vega ribadisce di fare attenzione anche alla Filaria, malattia del cuore che viene trasmessa dalle punture delle zanzare.

malattia dei conigli

Diviene quindi fondamentale fare una profilassi dal proprio veterinario.

Ancora una volta il discorso vale, uguale ma con particolari attenzioni, per gli animali esotici: fra questi, ricordiamo, si annoverano porcellini d’india, criceti, furetti, conigli o, sempre più famosi e con un sapore che sa di contadino, le galline.

Queste ed altre creature richiedono infatti non solo veterinari specifici, ma anche qualche attenzione medica in più in più.

Rimanendo sul coniglio, ad esempio, Vega ritiene fondamentale fare la profilassi per la Mixomatosi, malattia tipica dei conigli ed estremamente contagiosa e letale per cui non vi è cura. Consultare il proprio veterinario esotico di fiducia è l’unico modo di riuscire  prenderla per tempo.

Non tutti hanno però accesso ad un veterinario esotico, motivo per cui la nostra Sara Vega consiglia di utilizzare il sito di Sivae, Società Italiana Veterinaria per Animali Esotici, che permette di scoprire con una comoda mappa il veterinario per animali esotici più vicino alla propria abitazione.

L’abbandono

Animale

Nonostante sia iniziato da poco, il periodo estivo ha già visto i suoi primi animali abbandonati, con una coppia di conigli, palesemente casalinghi, che sono stati portati a Casa Ringhio dopo essere stati scoperti presso le scuole medie Fermi di Busto Arsizio e sotto una macchina a Carnago.

Purtroppo l’abbandono degli animali è uno dei problemi che più si acquisisce nel corso del periodo estivo. Una tragedia resa ancora più paradossale dal fatto che le soluzioni per evitarla sono molto e spesso semplici.

Come reagire in caso di animale abbandonato

Può capitare, passeggiando per strada, di notare un cane che si stato lasciato al chiuso dentro un’automobile. Nel peggiore dei casi, può addirittura capitate che il cane in questione stia tremando vistosamente. Chiaro segno che sta avendo un attacco di calore.

Il primo istinto potrebbe essere quello di sfondare il vetro della macchina per liberare l’animale, ma fra le conseguenze ci sarebbe l’essere perseguiti penalmente.

Una soluzione migliore è quella di chiamare la polizia locale, che non solo può liberare l’animale ma è anche meglio equipaggiata per trovare e multare il proprietario.

Altra occasione in cui chiamare la polizia locale è se si incontrasse un animale abbandonato per strada.

In questa caso però è anche possibile prelevare l’animale per portarlo direttamente dal veterinario più vicino che, dopo avergli letto gratuitamente il chip sotto pelle (dal 2020 obbligatorio anche per i gatti) saprà risalire al proprietario.

In caso di mancanza del chip, sarà sempre il veterinario a premurarsi di consegnarlo al canile sanitario dove, dopo 10 di degenza, sarà trasferito in un canile rifugio, pronto per essere adottato.

Canili e gattili possono anche svolgere, sottolinea Vega, un ruolo fondamentale nell’aiutare i proprietari che avessero difficoltà a portare in viaggio con sé il proprio animale da compagnia.

Per le problematiche più urgenti, infatti, il canile è solitamente disponibile ad occuparsi dell’animale fintanto che il padrone è occupato.

Fra le motivazioni che permettono di usufruire di questo servizio non c’è però il semplice fatto di dover partire per andare in villeggiatura.

Alleati On-line

Alleato più grande per questa situazione rimane il web, non solo perché attraverso un annunci sui gruppi cittadini si è spesso in gradi di trovare qualcuno disposto ad accudire il nostro amico a quattro zampe per qualche tempo, ma perché esistono anche diversi siti web specializzati dove si possono trovare pet-sitter a prezzi anche modici, soprattutto se si è disposti a fornire in anticipo cibo per l’animale.

Fra questi, Vega consiglia, specificatamente per i cani: Fogsitter.it, DogBuddy e Holy Dog.

Anche Casa Ringhio, ha contatti con dog sitter locali.

Poche fondamentali attenzioni per vivere l’estate al meglio

Cani, gatti, criceti, conigli, tartarughe, furetti: qualunque sia la loro specie, possiamo immaginare che tutti i nostri amici a quattro zampe amerebbero poter spendere come noi il periodo più caldo dell’anno dedicandosi alle attività che più gli piacciono e riposarsi, sempre in nostra compagnia. Ma per farlo necessitano di cure, attenzioni e visite dal veterinario.

Il tutto senza dimenticarsi della terribile piaga dell’abbandono degli animali, resa ancora più dolorosa dalla relativa facilità con la quale si può trovare qualcuno disposto a prendersi cura dell’animale.

Pochi ma fondamentali son quindi le attenzioni da prendere per poter vivere un’estate al meglio, in compagnia del proprio amico a quattro zampe.

Filippo Mairani

FONTE

Il senso dei numeri negli animali

I cani sanno contare? - Petformance

Gli animali, di varie classi e specie, durante le loro attività vitali eseguono costantemente calcoli di ogni tipo.

Sono tanti i fenomeni in natura che avvengono costantemente sotto i nostri occhi, senza che ne abbiamo consapevolezza. Ad esempio, potremmo non aver mai prestato attenzione al fatto che gli animali, di varie classi e specie, durante le loro attività vitali eseguono costantemente calcoli di ogni tipo. Essi stimano durate, quantità e grandezze; sono in grado di rappresentarsi e maneggiare grandezze discrete (es. le numerosità) e continue (come spazio e tempo); sono capaci di sommare e sottrarre, calcolando rapporti e probabilità. Allo stesso modo, mostrano di poter valutare la bontà di una fonte di cibo semplicemente stimando il rapporto tra la sua quantità e il tempo speso per ottenerlo. Questa abilità permette agli animali di prendere decisioni in ogni ambito, dalla riproduzione, al procacciamento del cibo, alla caccia, alla difesa del territorio; basti pensare, ad esempio, a tutti quei contesti in cui contarsi è cruciale per decidere se provare o meno un attacco di gruppo contro una preda, o contro un branco alla ricerca di nuovi spazi in cui insediarsi.

Intelligenza degli animali: gli animali sanno contare? - Focus.it

Finora gli studiosi hanno potuto osservare e analizzare le “prodezze aritmetiche” degli animali, sia in natura che in cattività (in condizioni, quindi, altamente controllate), in alcune specie: polpi e calamari, api e vespe, rane e polli, piccioni e pappagalli, topi, orsi e leoni, cetacei e scimmie. Ma con il progredire delle ricerche, ovviamente, i membri del club degli “animali calcolatori” è destinato ad aumentare. Certamente, un dato interessante che salta all’occhio degli studiosi è il fatto che si tratta di specie filogeneticamente molto distanti tra loro, che si sono evolute in parallelo in modo indipendente l’una dall’altra.

Dunque, l’elemento comune a tutte esse – esseri umani inclusi – è la presenza del cosiddetto “senso del numero” (“number sense” o “approximate number system”), ovvero la capacità di rappresentare e confrontare numerosità approssimative e di eseguire calcoli aritmetici con esse. Questa abilità entra in gioco ogni volta che osserviamo rapidamente un insieme di oggetti e riusciamo a stimare la sua numerosità a occhio, senza contare, e a distinguere il maggiore tra due insiemi. Tale capacità di rappresentazione non simbolica dei numeri è un meccanismo altamente conservato nell’evoluzione, con alcune caratteristiche tipiche, come l’essere più preciso all’aumentare della differenza delle numerosità (effetto della distanza) e al diminuire delle grandezze (effetto grandezza). Inoltre, funziona in modo indipendente dalla modalità sensoriale coinvolta. Per un leone nella savana, ad esempio, vedere tre sagome o sentire tre ruggiti di altrettanti leoni non fa alcuna differenza per le decisioni da prendere: nella sua percezione, sempre di tre leoni si tratta!

Di fronte a questa stupefacente capacità del regno animale, gli studiosi continuano ad interrogarsi su quali siano le sue reali basi neurobiologiche; ne è esempio una recente revisione (pubblicata su “Frontiers in Psychology”) ad opera di Elena Lorenzi, Matilde Perrino e Giorgio Vallortigara dell’Università di Trento.
Ancora una volta, i ricercatori evidenziano come la presenza negli animali del senso del numero (su cui si basa il nostro linguaggio matematico formale e simbolico) sia fondamentale in termini di vantaggi di sopravvivenza e di riproduzione, entrambe garanzie per la continuità della specie. Al tempo stesso, però, sorge un grande interrogativo sulle sue basi biologiche. Le api, per esempio, mostrano di poter sommare e sottrarre (oltre ad avere il concetto di zero) punti di riferimento che incontrano sulla strada verso il polline, per poi tornare con sicurezza all’alveare. Il punto è che, se l’ultimo antenato comune a uccelli e mammiferi risale a 320 milioni anni fa, per trovare quello in comune con le api bisogna risalite addirittura a 600 milioni di anni fa. “I cervelli di queste specie così lontanamente imparentate differiscono radicalmente nella loro complessità, nei loro meccanismi e nella loro organizzazione. Quindi – si chiede Andreas Nieder, neurofisiologo dell’Università di Tubinga, in una revisione degli studi sull’argomento apparsa su “Trends in Ecology and Evolution” – come è possibile che tutti questi cervelli diversi possano dare origine a un simile senso del numero?”.

Un’ipotesi avanzata dagli studiosi è che potrebbe trattarsi di un tratto omologo: il senso del numero e le relative capacità potrebbero essere stati presenti nell’antenato comune a tutti e, in questo caso, ci si dovrebbe attendere la presenza in tutte le specie delle stesse strutture cerebrali da cui sono emerse le competenze numeriche. Oppure, in alternativa, potrebbe trattarsi della cosiddetta convergenza evolutiva, che è la comparsa di un tratto in modo indipendente in specie diverse sotto la pressione di spinte evolutive simili. A favore di questa seconda ipotesi si schiera Vallortigara: “Sembra probabile che si tratti di convergenza evolutiva perché alcune delle aree del cervello implicate nella cognizione del numero, per esempio il nidopallio caudolaterale nei corvi, sono un equivalente della corteccia prefrontale dei mammiferi, ma non un suo omologo, cioè una struttura ereditata da un antenato comune a mammiferi e uccelli”.

In ogni caso, “quello che dobbiamo capire – aggiunge Vallortigara – è come, a partire dai segnali fisici rilevati dagli organi di senso, unità distinte che si segregano nel campo percettivo, come una manciata di puntini sullo schermo di un calcolatore, venga costruita quella nozione astratta che chiamiamo numero”.
Quello che al momento appare chiaro ai ricercatori è che non serve ragionare su reti complesse o cervelli sofisticati per maneggiare le numerosità. Una manciata di neuroni può bastare, come confermano anche gli studi con le reti neuronali artificiali.

FONTE

Viaggiare con gli animali: ecco cosa dovete sapere e le norme da rispettare

Quando si viaggia con cani e gatti ci sono delle regola da rispettare, scritte nel Codice della strada ma dettate anche semplicemente dal buonsenso. Vediamo cosa dice il Codice e quali sono gli accessori indispensabili

Una guida per sapere come volare con il vostro animale domestico - Lonely  Planet

La sicurezza in strada è molto importante, e non riguarda solo la vita degli uomini ma anche quella dei nostri animali da compagnia. Proprio per questo motivo, è importante rispettare alcune regole dettate dal Codice della strada.

Ecco alcuni suggerimenti utili, per affrontare gli spostamenti con i nostri amici a quattro zampe in completa serenità: attenzione alle norme di trasporto di cani e gatti negli appositi supporti previsti dalla legge, regole da osservare in caso di incidenti o avvistamenti di animali sulle strade.

Il codice della strada

1. Se si trasporta un solo animale domestico, quest’ultimo deve essere custodito in condizioni tali da non costituire impedimento e pericolo per la guida (art 169 6°comma C.d.S.)  

2. Si possono trasportare animali domestici, anche in numero superiore a uno, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida, l’importante che si utilizzi una barriera divisoria da montare sulla parte posteriore della vettura, cioè l’animale deve essere separato dal conducente per non interferire con l’attività di guida. Qualora si utilizzino sbarre divisorie fisse, le stesse dovranno preventivamente essere autorizzate dalla Direzione Generale della M.C.T.C. (art 169 6°comma C.d.S.).  
            
3. Si possono trasportare su ciclomotori o motocicli animali domestici, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore solidamente assicurato, che non sporga e non limiti la visibilità, ovvero il trasporto non deve sporgere lateralmente rispetto all’asse del veicolo o longitudinalmente rispetto alla sagoma dello stesso di oltre 50 cm (art 170 5°comma C.d.S.).  
  
4. In caso d’incidente in cui sono coinvolti animali si ha l’obbligo di fermarsi e porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno.   
            
5. Lo stesso obbligo lo hanno anche i conducenti dei veicoli che sono incorsi nell’incidente stradale, ma che non ne sono responsabili (art 189 9°bis comma C.d.S.).  
     
6. Vietato abbandonare animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività o lasciare un animale nell’abitacolo dell’autovettura con finestrini chiusi, in una giornata particolarmente soleggiata con temperature particolarmente elevate; si rischia l’arresto fino ad un anno o l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro (art 727 C.P.). 

Accessori indispensabili

1. Il cane deve essere dotato di microchip e iscritto all’anagrafe. L’iscrizione è obbligatoria, non averlo fatto espone soprattutto al rischio di smarrire per sempre il nostro amico (che potrebbe allontanarsi e smarrirsi in un ambiente a lui ignoto). Inoltre è un illecito e, quindi, sanzionabile. La Regione Marche consente tramite questo link di cercare il proprietario di un cane disperso semplicemente inserendo il codice del microchip o del tatuaggio. Nel caso l’animale sia presente nel database, il sistema indica la Zona Territoriale – ASUR (ex ASL) dove l’animale risulta essere iscritto, con il relativo recapito telefonico a cui chiedere informazioni più precise.
 
2. È sempre utile munire il nostro amico di una medaglietta con i nostri recapiti. Se si è diretti all’estero verificare prima di partire cosa effettivamente occorre (passaporto, certificati sanitari per l’espatrio) interpellando il nostro veterinario, chiedendo al servizio veterinario della A.S.L., chiedendo informazioni presso ambasciate e consolati di paesi terzi alla U.E.   
         
3. Mai dimenticare la ciotola ed una scorta di acqua fresca per dissetarlo. Tenete presente che non sempre il viaggio in auto è un piacere per i nostri animali domestici, anche loro possono soffrire il mal d’auto. Se non ha mai viaggiato fate prima una prova e se emergono problemi rivolgetevi al vostro veterinario per i consigli del caso.   
È buona norma applicare ai vetri dell’auto tendine parasole per evitare la luce diretta del sole  anche se l’auto è climatizzata. Se il tragitto richiede molte ore, programmare delle soste per permettere a fido di “sgranchirsi” le zampe, fare i propri bisogni e somministrargli acqua da bere (poca, se soffre di mal d’auto). In viaggio vi consigliamo una sosta ogni due ore circa.   

4. Nelle aree di sosta e parcheggio e negli autogrill è indispensabile l’uso del guinzaglio (tranne che in aree appositamente attrezzate per cani  e recintate). Per micio e per altri animali: non toglieteli mai dal trasportino quando sostate. Soprattutto un gatto sa benissimo come sgusciare fuori. Non lasciare mai i tuoi animali da soli ed assolutamente mai nell’auto chiusa.

Microchip in Lombardia

In Lombardia attualmente risultano iscritti all’anagrafe 1.789.845 animali: Cani 1.504.743 – Gatti 284.355 – Furetti 747

L’anagrafe si fonda su una metodica di identificazione degli animali certa, il microchip, che viene applicato dal Medico Veterinario per via sottocutanea. 

L’identificazione e l’iscrizione in anagrafe possono avvenire presso: 

  • Medici veterinari liberi professionisti accreditati;
  • Medici veterinari delle Aziende di tutela della salute.

FONTE

I lunghi musi di Gabriele d’Annunzio

La sua passione per i levrieri…


Un argomento sempre sottovalutato e mai approfondito. Gli autori della ricerca appena pubblicata, S. Ragno e A.L. Anselmi, hanno cominciato a scavare nella profonda passione del Vate per il mondo veltrico, e già da questo primo volume si evince la vastità dei sentimenti e delle competenze di d’Annunzio per questi animali.
(08-06-2021)“I lunghi musi di Gabriele d’Annunzio” racconta le vicende dell’autore pescarese inerenti a una delle sue più grandi passioni: i levrieri, in particolare i greyhound. Attraverso lettere e documenti storici, questo volume espone efficacemente tutto ciò che lega d’Annunzio al mondo cinofilo: la sua passione per questi animali; la dedizione con cui li allevava e allenava; il suo coinvolgimento nell’ambiente del coursing; le amicizie e gli amori nati attorno a questo interesse e condiviso da altre persone, soprattutto membri della buona società francese. Tutti gli avvenimenti sono esposti in ordine cronologico, con approfondimenti sul periodo della Capponcina e sul periodo di francese, mentre gli anni della guerra non sono trattati in quanto, per ovvi motivi, non era in
grado di dedicare tempo ai suoi amati cani; il tutto arricchito con foto d’epoca e documenti autografi.

Da una intervista rilasciata al  “Kansas City Sun” e pubblicata il giorno 11 luglio 1914:Poet a Dog lover
Il poeta amante dei cani Gabriele d’Annunzio, il poeta e drammaturgo italiano, dice: «Il libro che sto scrivendo ora che sarà pubblicato a novembre parla dei levrieri, i cani che amo così tanto. Lo intitolerò “Vita dei cani illustri”. Tutta la mia vita è stata intrecciata con la vita dei miei levrieri. L’immaginazione si affida al levriero come ad un genio benevolo. Ho rilevato la loro strana visione soprannaturale nella loro inspiegabile resilienza e nell’agitazione in certi momenti della giornata e in particolari luoghi. Ho vissuto con loro così tanto che mi sembra di aver capito le loro conversazioni e le loro piccole astuzie». 

Formato 16,5×24, 264 pagg. a colori. Copertina morbida. Autori: Sonia Ragno & Angelo Lodovico Anselmi – Editore M-House Editrice
in libreria
per informazioni info@twogreyhounds.com

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