Come Riconoscere i Sintomi di Dolore nel Gatto: Cosa Fare

i gatti sono specialisti nel nascondere il dolore o almeno riescono a conviverci con una dignità infinita, ma noi siamo sufficientemente capaci a cogliere i segnali in tempo? In certi casi potrebbe significare la differenza fra la vita e la morte.

Il modo migliore per determinare se sta soffrendo è osservare il suo comportamento e la posizione del gatto quando sta male. 

È importante rendersi conto che il dolore gatto è un grave problema medico e che richiede un trattamento. Il dolore cronico può danneggiare gravemente la qualità della vita del gatto (1) e il legame che si condivide con lui.

La gestione del dolore felino è estremamente importante e dovrebbe essere realizzata, utilizzando un approccio integrativo che minimizzi la necessità di antidolorifici. Secondo le linee guida 2015 AAHA / AAFP (American Animal Hospital Association / American Association of Feline Practitioners) per la gestione del dolore per cani e gatti, “… il metodo più accurato per valutare il dolore negli animali non è basato su parametri fisiologici, ma sull’osservazione del comportamento”.

Quindi, se si valuta attentamente il comportamento oppure la posizione del gatto quando dorme è possibile capire se l’animale sta soffrendo a causa del dolore oppure no. Purtroppo, il comportamento di un felino può essere di difficile interpretazione, poiché i gatti, per loro natura, non sono estroversi.

Valutare il Dolore Felino è una Sfida

I gatti sono soliti manifestare una condizione di dolore attraverso il miagolio. Inoltre, spesso la prima complicazione si verifica proprio quando si porta l’animale dal veterinario.

Supponiamo che si sospetti un dolore muscoloscheletrico che affligge il gatto (2) e si decida di andare dal veterinario anche perchè hai notato che il tuo gatto ha una posizione strana. A questo punto, il gatto viene rimosso dal suo ambiente naturale (la casa) e viene portato in un ambiente totalmente estraneo (lo studio del veterinario), circondato da persone sconosciute. La situazione genera nell’animale un forte stress e ciò rende difficile valutare il potenziale dolore muscoloscheletrico, nel momento in cui il veterinario deve controllare l’andatura del gatto e palpare le articolazioni.

differenza dei cani, i gatti in genere non camminano quando glielo si chiede e può capitare che, in presenza di uno sconosciuto, l’animale tenda a scappare e a nascondersi. La soluzione è quella di rivolgersi ad un veterinario disposto a recarsi presso il domicilio del paziente. In tal modo, il gatto potrà essere visitato tranquillamente nel proprio habitat, ed essere così decisamente più rilassato.

L’Importanza di Gestire il Dolore del Gatto

gatto che morde la mano

Da proprietario di un gatto, è importante rendersi conto che il dolore è un grave problema medico e, pertanto, richiede un trattamento.

Il dolore cronico può causare inattività e diminuzione della qualità generale della vita. Può anche danneggiare il legame che si condivide con il gattino, se la sua personalità o il suo comportamento cambiano o se l’animale diventa aggressivo.

Inoltre, quando il dolore non è gestito in modo efficace, può progredire da quello che chiamiamo dolore adattivo – dolore causato da una lesione o condizione specifica – a un tipo di dolore disadattivo. Il dolore (3)disadattivo può avere una durata molto più lunga del dolore normale, ed è più impegnativo da trattare.

Il dolore va affrontato da subito in modo efficace. Esso va gestito con la somministrazione di antidolorifici e antinfiammatori adeguati, prescritti dal veterinario. Infatti, gli antidolorifici per gatti richiedono conoscenze speciali e un’attenzione durante la somministrazione. Ad esempio, alcuni oppioidi (antidolorifici narcotici) causano meno effetti collaterali nei gatti rispetto ad altri tipi di antidolorifici.

La maggior parte dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), d’altra parte, crea più effetti collaterali nei gatti rispetto ad altre specie di animali. Non è vietato usare i FANS nel trattamento del dolore dei gatti, ma occorre essere molto cauti sul tipo di FANS per il quale si opta, sulla dose e sulla durata della terapia.

Sintomi di Dolore nei Gatti

MORDERE E GRAFFIARE: i gatti che provano dolore hanno maggiori probabilità di mordere e graffiare. Anche le persone della famiglia, alle quali il gatto è molto legato, rischiano di essere graffiate. Se il gatto (4) viene toccato nella zona infiammata e dolorante, allora si manifesta maggiormente la sua aggressività.

CAMBIAMENTI RESPIRATORI: la respirazione del gatto affetto da dolore può essere più veloce e più superficiale del solito. È possibile anche notare un cambiamento nel movimento dei muscoli dello stomaco e del torace, poiché entrambi sono coinvolti nella respirazione (5) oppure un mutamento della posizione del gatto durante la respirazione.

CAMBIAMENTI CARDIACI E DELLE PULSAZIONI: i gatti con disagio hanno spesso un aumento della frequenza cardiaca. La frequenza spesso accelera notevolmente quando viene toccata l’area dolorante. È possibile chiedere al veterinario come controllare e misurare il cuore e / o la frequenza cardiaca del gatto(6).

FUSAse il gatto fa le fusa non vuol dire che non sta provando dolore! Se il gatto fa le fusa mentre mostra uno degli altri segni riportati sopra, le fusa possono essere legate al dolore.

CAMBIAMENTI A LIVELLO OCULARE: gli occhi possono rivelare che i gatti che provano dolore. Spesso il dolore in altre parti del corpo provoca la presenza di pupille più grandi (dilatate), mentre il dolore agli occhi (7) può provocare sia pupille più grandi sia più piccole (ristrette), a seconda della lesione sottostante o del processo patologico. Lo strabismo può indicare la presenza di dolore agli occhi o in altre parti del corpo.

CAMBIAMENTI DI APPETITO O DI SETE: può capitare che un gatto affetto da dolore, tenda a mangiare e bere meno del solito.

VARIAZIONI DEL LIVELLO DI ENERGIAla maggior parte dei gatti che soffre di dolore sarà generalmente meno attiva. Ciò si traduce spesso in un gatto che dorme di più e che risulta essere molto lento e pigro. Molti gatti si nascondono quando soffrono, scegliendo di passare il tempo sotto i letti, i divani o negli armadi.

CAMBIAMENTI NELLA MOBILITA’i gatti (8) che avvertono dolore spesso si muovono di meno. Alcuni possono muoversi più lentamente o avere difficoltà ad affrontare le scale oppure notare una posizione differente della coda del gatto quando sta male.

CAMBIAMENTI NELLA DEFECAZIONE: i gatti che hanno mal di schiena, qualsiasi sia il motivo sottostante, possono avere difficoltà a mettersi in posizione per defecare. A causa di questa difficoltà, a volte diventano costipati. I gatti con dolore alle articolazioni o alle ossa possono anche avere difficoltà a entrare nelle loro lettiere, quindi possono iniziare a urinare e / o defecare al di fuori delle loro scatole.

Condizioni che Causano Dolore nei Gatti

Ci sono delle situazioni evidenti che sono alla base del dolore nel gatto come, ad esempio, la presenza di un osso rotto. Tuttavia, molte patologie di difficile diagnosi (9) sono responsabili della presenza di dolore. Vediamo quali sono:

CANCRO: in particolare carcinoma osseo, carcinomi a cellule squamose della bocca, qualsiasi tipo di tumore che colpisca un organo capsulare (ad esempio un rene o la milza) e tumori (10) che premono su importanti strutture interne.

CALCOLI RENALI O VESCICALI;

CISITITE;

COSTRUZIONE URETRALE;

INFEZIONE DELL’ORECCHIO;

PANCREATITE;

GASTRITE;

ENTERITE;

OSTRUZIONE DEL TRATTO DIGESTIVO;

ARTRITE;

DOLORE AI DENTI;

GLAUCOMA;

TOMBOEMBOLIA AORTICA.

È importante consultare il veterinario ogni volta che si sospetta che il gatto possa accusare un dolore. Non solo, è importante che la causa sottostante del dolore possa essere determinata con chiarezza, e adeguatamente trattata e gestita dal veterinario.

Un buon padrone, infatti, dovrebbe informarsi sul capire la posizione del gatto malato per poter capire in che modo intervenire e scegliere la migliore cura possibile per il suo amico pelosetto.

Fonte

http://www.fitopets.it

Il processo digestivo del cane

La digestione èla trasformazione meccanica e chimica degli alimenti in sostanze nutritive assimilabili dall’organismo. Gli alimenti trasformati in questo modo daranno nutrimenti assimilabili, come i macronutrienti: proteine, carboidrati, lipidi, vitamine (A, D, K, E liposolubili e B idrosolubili e colina), minerali (calcio (Ca), fosforo (P), potassio (K), sodio (Na), cloro (Cl), magnesio (Mg) e zolfo (S)), oligoelementi (Zinco (Zn), Rame (Cu), Selenio (Se), Ferro (Fe), Iodio (I), Cobalto (Co) e Manganese (Mn)) e acqua, permettendo di coprire il fabbisogno dell’organismo.

La razione alimentare ingerita dal cane va transitaredalla bocca fino al retto attraverso diversi organi: l’esofago, lo stomaco, l’intestino e il colon.

QUALI SONO LE PARTICOLARITÀ DELLA DIGESTIONE NEI CANI ?

Il cane è considerato come un onnivoro nei paesi anglofoni e come un carnivoro occasionale (si dice che il gatto sia rigoroso) perché necessita di nutrimenti di origine animale come l’arginina, la taurina e la vitamina D…

Il cane è un mammifero e, in quanto tale, non digerisce la cellulosa delle piante, a differenza degli erbivori monogastrici, cioè quelli con un solo stomaco come il cavallo, o poligastrici come la mucca. Il cane non dispone di questa serie di batteri cellulolitici nel suo microbiota, che gli consentono di scomporre la cellulosa. Il suo microbiota si nutre un po’ di piante che non digerisce, come quello degli esseri umani.

D’altra parte, la digestione del cane è più veloce di quella degli erbivori (ad eccezione del cavallo) e persino di quella dell’uomo: tra le 4 e le 15 ore, rispetto alle circa 24 ore dell’uomo. La presenza di fibre accelera il transito, mentre gli alimenti molto ricchi (di proteine e amidi) lo rallentano.

In quanto animale domestico, il cane è adattato a digerire un’alimentazione domestica contenente amido, perché il suo apparato digerente produce amilasi, un enzima che ha acquisito durante la sua evoluzione, a differenza del lupo.

COME AVVIENE LA DIGESTIONE NEL CANE ?

Unisce due meccanismi:

  • Un’azione fisica per strappare e schiacciare in particolare gli alimenti a base di carne.
  • Un’azione chimica per scomporregli alimenti in sostanze nutritive assimilabili.

Nella bocca succedono poco cose, il cane non mastica ciò che mangia e la saliva serve più a far scivolare il cibo che a predigerirlo, non contenendo quasi nessuna amilasi… Gli alimenti passano immediatamente allo stomaco attraverso l’esofago (contrazioni peristaltiche).

Gli alimenti entrano nello stomaco attraverso il cardias e ne escono attraverso il piloro. Nello stomaco viene rimescolato e mescolato con le secrezioni gastriche; lo svuotamento avviene dopo 4-15 ore, a seconda della composizione dell’alimento.

Gli alimenti umidi possono essere digeriti più rapidamente delle crocchette, perché a parità di volume di cibo il paté è molto meno ricco. Poi le sostanze nutritive attraversano l’intestino per alcune ore e vengono assorbite dai microvilli della membrana intestinale. È a questo livello che avviene l’elaborazione enzimatica, con l’apporto del fegato e del pancreas per la digestione di carboidrati, proteine e lipidi, e poi l’assimilazione attraverso le cellule della mucosa (enterociti) che formano i microvilli.

Una volta nel colon, si realizza una fermentazione  vegetali non digeribili (carboidrati complessi) necessarie per la buona salute dell’organismo e soprattutto del microbiota digestivo. Il materiale non digerito viene poi eliminato sotto forma di feci, da due a tre volte al giorno, a seconda del livello di fibre presenti negli alimenti.

IN QUANTI PASTI AL GIORNO DEVO NUTRIRE IL MIO CANE ?

È perfettamente possibile somministrare al cane tre o quattro pasti, anche da adulto, così come è possibile somministrarne uno solo.

Non ci sono regole rigide. Ascolta il tuo cane per scoprire cosa gli conviene.

Alcuni cani sono sempre affamati, e per loro diversi pasti saranno una scelta interessante. Il modo più semplice è quello di somministrare pasti mattutini e serali, perché gli esseri umani non sono sempre presenti all’ora di pranzo; inoltre, per le razze di grandi dimensioni, si evita di somministrare troppo cibo in una volta sola, rischiando una sindrome di dilatazione-torsione dello stomaco.

QUALI PROBLEMI DIGESTIVI PUÒ AVERE IL MIO CANE ?

LA RAZIONE ALIMENTARE DEL TUO CANE POTREBBE ESSERE STATA CAMBIATA UN PO’ BRUSCAMENTE.

Si raccomanda infatti di effettuare una transizione alimentare a ogni cambio di alimento e di accompagnarla con probiotici come uno dei seguenti:

LA RAZIONE POTREBBE NON ESSERE FACILMENTE DIGERIBILE PER IL CANE.

Se il cane soffre di maldigestione-malassorbimento, ad esempio, sono particolarmente indicati gli alimenti delle gamme cosiddette “gastrointestinali”:

IL TUO CANE POTREBBE SOFFRIRE DI INTOLLERANZA ALIMENTARE (FECI ALLENTATE, MALEODORANTI, FLATULENZA)

Anche in questo caso, si consiglia di utilizzare la gamme di “gastrointestinali” di cui sopra, poiché cambiare marca o assortimento finché non se ne trova uno che il cane tollera può richiedere molto tempo o non avere successo.

IL TUO CANE PUÒ SOFFRIRE DI STITICHEZZA

Dogteur Psyllium blond Bio è un integratore alimentareindicato in caso di stitichezza ma anche di diarrea cronica per ripristinare un transito normale.

Potrai anche aiutarlo con prodotti come Fiberact in polvere da mettere direttamente sugli alimenti, il gel in tubetto Vetoquinol Care, o paste in tubetto come Laxatone. Uno stile di vita sedentaria è uno dei fattori che possono portare alla stitichezza: è necessario fare esercizio fisico al cane, soprattutto se non è atletico, e anche evitare l’aumento di peso, che può anche portare alla stitichezza.

LA RAZIONE PUÒ CONTENERE PROTEINE ALLERGENICHE PER IL CANE.

Se il vostro cane soffre di allergie alimentari, potete dargli alimenti ipoallergenici di Royal Canin, alcuni dei quali sono anche “a ridotto contenuto calorico”, di Hill’s ZD, di Specific Allergy Management, di Virbac “A” e di ProPlan HA.

IL TUO CANE SOFFRE DI UNA MALATTIA DELL’APPARATO DIGESTIVO

È quindi interessante aiutarlo con una cerotto digestivo come Montmorillonite e Easypill Smectite per cani, oppure alleviarlo con un cerotto digestivo come Diarsanyl. In effetti il Diarsanyl protegge la mucosa digestiva intestinale, fornisce elettroliti e sostanze nutritive per fornire un apporto energetico…

Per il trattamento di queste malattie si consigliano razioni gastrointestinali o di convalescenza come gli alimenti AD di Hills, o anche un alimento ipoallergenico.

In questo modo si ottiene anche una migliore funzione digestiva, fornendo, oltre ai farmaci, una “flora” digestiva adattata.

Si tratta di prodotti contenenti probiotici, cioè batteri benefici, generalmente liofilizzati, utili per l’equilibrio della flora intestinale, la cui ingestione permette di ripopolare rapidamente l’intestino, come nel caso di Fortiflora cane o Enteromicro complex in caso di malattia disbiosi.

In tutti i casi di problemi digestivi, un aiuto alimentare o un integratore alimentare può ripristinare rapidamente il benessere del tuo cane. Parlane al tuo veterinario.

Scopri i nostri altri articoli sui cani:

  • Come posso combattere i problemi digestivi del mio cane?
  • Le crocchette per cani ipoallergeniche.
  • Come posso aiutare il mio cane in sovrappeso o obeso a ritrovare il suo peso normale?
  • Come definire le esigenze alimentari di un cane in base alla sua attività?
  • Disbiosi nei cani

Fonte DOGTORE

Perché cani e gatti adorano i grattini in testa

Animali domestici e grattini: cani e gatti li adorano. Un gesto che li accomuna ma i motivi che ci sono dietro sono diversi

Grattini testa gatto cane
Coccole al gatto (Canva) – Orizzontenergia.it

Anche chi non li ama poi così tanto sa che gli animali domestici, ed in particolare cani e gatti, stravedono per i grattini sulla testa.Basta accarezzarli in questo preciso punto del loro corpo per renderli felici ma anche per stabilire un primo e positivo contatto con loro.

Per gli animali è un momento di vera beatitudine, di relax totale, che non scambierebbero con nessun’altra cosa al mondo. Ma ti sei mai chiesto perché avviene questo e qual è il motivo che c’è dietro a questo forte amore accomunando due razze che spesso si fanno la guerra? Andiamo nel dettaglio spiegandoti perché entrambi adorano i grattini sulla testa

Ricevere attenzione e dunque diventare protagonisti con il plus di accarezzare un punto a cui da soli, con le zampe, non possono toccare. Sono questi i motivi per i quali cani e gatti amano in modo spropositato i grattini sulla testa. Si tratta di un’area del tutto inaccessibile per le loro zampe e quindi gli animali accettano ben volentieri questo favore anche se per motivi diversi.

Per i gatti, infatti, i grattini ricordano un po’ la loro routine di auto-toelettatura: sappiamo che si leccano lungo il corpo, strofinano la testa per tenersi sempre in ordine. Grattare la testa sembra per loro un aiuto in questo oltre a ricordargli anche la loro mamma che da cuccioli li leccava la testa. Mentre si fanno i grattini, il gatto lascia sulla mano il suo odore e per l’animale rappresenta un’azione calmante e amorevole.

Fontehttps://www.orizzontenergia.it/

Bimbi e animali: come responsabilizzarli

Sono sempre di più gli studi che evidenziano i numerosi benefici che derivano dal vivere fianco a fianco ad un cane o un gatto. L’impatto positivo degli animali sulla salute mentale dei più piccoli, infatti, va oltre la dimensione ludica, fino a rappresentare un vero e proprio sostegno allo sviluppo.

Proprio per questo motivo, l’educazione dei bambini non può tralasciare l’aspetto che riguarda la cura e il rispetto degli animali domestici ed è assolutamente necessario che i genitori insegnino ai propri figli a relazionarsi a gatti e cani. A volte, infatti, troppo impegnati a pensare cos’è meglio per un bambino, potremmo perdere di vista il benessere dei nostri compagni animali. Inoltre, ricordiamo sempre che non basta accogliere un animale domestico in casa, ma c’è bisogno che si instauri una relazione profonda e significativa affinché il gatto o il cane diventi un supporto alla crescita dei più piccoli. Vediamo insieme alcuni consigli utili a responsabilizzare i bambini alla cura degli animali domestici.

Conciliare i bisogni di entrambi

Bisogna far capire ai bambini che le esigenze dei nostri animali domestici possono divergere notevolmente dalle nostre. Spesso accade, infatti, che ciò che desideriamo non coincide con le necessità del nostro cane o gatto. In questi casi, è importante insegnare ai bambini a trovare un punto di incontro a metà strada: una soluzione che, per quanto è possibile, concili i bisogni di entrambi. Oltre a contribuire al benessere dell’animale tale procedimento promuove l’empatia e permette di acquisire quello che viene definito perspective taking, ovvero l’abilità di comprendere pensieri, sentimenti e prospettive proprie altrui.

Spesso i bambini possono essere troppo impulsivi e senza volerlo potrebbero spaventare o provocare l’animale, causando una reazione improvvisa come un morso o un graffio. I più piccoli, anche se mossi dalla gioia e dall’affetto, a volte trattano il proprio cane in maniera poco rispettosa e l’animale, di riflesso, potrebbe avere la necessità di difendersi. Per questo motivo, è necessario spiegare ai più piccoli com’è opportuno comportarsi in presenza di animali domestici agendo, specialmente nei primi tempi, come facilitatori sociali.

Aumentare gradualmente il livello di difficoltà

Una buona idea per responsabilizzare i bambini potrebbe essere quella di coinvolgerli nelle azioni che quotidianamente compiamo al fine di prenderci cura dei nostri animali. Per non scoraggiare i più piccoli e non minare la loro autostima partiamo da compiti semplici, come versare dell’acqua nella ciotola del cane, per poi aumentare il livello di difficoltà man mano che crescono.

Aumentare gradualmente il livello di autonomia

All’inizio è preferibile affiancare i bambini ed aiutarli nello svolgimento dei compiti, secondo un processo che viene definito Scaffolding. Tale termine deriva dal mondo dell’edilizia, poiché gli operai al fine lavorare più agevolmente realizzano un’impalcatura o ponteggio (scaffold) che li facilita nella costruzione e riparazione di edifici. In ambito psicologico lo Scaffolding è un concetto introdotto da Vygotsky e fa riferimento alla possibilità di offrire un supporto provvisorio da parte di un esperto a chi è in fase di apprendimento, per poi eliminarlo gradualmente quando il soggetto ha maturato le competenze necessarie a svolgere il compito in autonomia.

Insegnare i bambini a relazionarsi a tutti gli animali

Infine, bisogna ricordare che è opportuno insegnare ai bambini ad avere cura di tutti gli animali, indipendentemente da quali o quanti se ne abbiano in casa propria. Potrebbe accadere, infatti, che i nostri figli si trovino in presenza di animali molto diversi da quelli a cui sono abituati. In alcuni casi, ad esempio, i bambini sanno come comportarsi con il proprio cane, ma non con un animale che incontrano per strada o, ancora, sanno come relazionarsi ad un cane ma che non hanno familiarità con un gatto. Per questo motivo, qualora non si avessero cani o gatti in casa propria, ci potrebbe rivolgere ad un familiare o un amico che ne ha uno. In tal modo permetteremo ai nostri figli di abituarsi alla presenza di un animale domestico faremo sì che siano adeguatamente preparati a successivi incontri.

fonte

La stomatite felina

La stomatite felina è una patologia del cavo orale molto grave, dolorosa e cronica, che si verifica nei gatti. E’ caratterizzata dalla presenza nell’area della bocca e della gola, di tessuto infiammato, arrossato e gonfio (1).

Si presume che la stomatite sia una malattia autoimmune, nella quale il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo alla placca dentale che si forma intorno ai denti, innescando una massiccia risposta infiammatoria.

La stomatite provoca intenso dolore per il gatto e può limitare gravemente la sua capacità di mangiare. Tutto questo, poi, può rapidamente evolversi in una situazione addirittura pericolosa per la vita dell’animale.

I casi lievi di stomatite felina, possono talvolta essere gestiti con un approccio tempestivo e intenso. Inoltre, la stomatite del gatto può essere collegata anche al cibo.

Ecco perché nelle prossime righe abbiamo deciso di mostrarti come si sviluppa questa malattia e anche qual è il perfetto cibo per gatti con stomatite a cui dovrai rivolgerti nel caso in cui il tuo amico peloso soffra di una condizione di questo tipo.

Stomatite Felina: Condizione Orale Cronica

La stomatite felina è una condizione orale cronica, grave e molto dolorosa che si verifica nei gatti. “Stoma” in latino significa “bocca” e “itis” significa “infiammazione”. Ci sono molti altri nomi per identificare tale condizione, tra cui stomatite linfocitica-plasmacitica , gengivostomatite cronica felina, stomatite refrattaria felina immuno-mediata e malattia infiammatoria orale generalizzata felina

Le cause di tanta sofferenza.

Più del 60% dei gatti con problemi alla bocca soffre di gengivostomatite o stomatite felina: una dolorosissima infiammazione delle gengive e della mucosa orale, che colpisce soggetti dai 4 mesi ai 17 anni, con una prevalenza destinata ad aumentare con l’età. Tra le razze predisposte ci sono: Siamesi, Persiani, Abissini, Burmesi e Maine Coon. A causare questa sofferenza cronica alla bocca del gatto concorrono diversi motivi, tra le principali cause le infezioni batteriche e virali, ad esempio Virus respiratori (calicivirus), dell’immunodeficienza felina (FIV) o della leucemia felina (FeLV), possono da soli o, ancor peggio, associati a concomitanti infezioni batteriche, avviare un’esagerata e persistente risposta infiammatoria del cavo orale.

La causa più accreditata resta comunque quella di natura immunitaria. I gatti affetti da questa patologia, avendo un sistema immunitario inadeguato, si dimostrano ipersensibili ai batteri della placca dentale, e reagiscono con una risposta infiammatoria devastante e dolorosa.

Come si manifesta.

Se non si corre prontamente ai ripari, la vita del gatto è in serio pericolo. A lungo andare, infatti, l’infiammazione delle gengive è destinata ad estendersi a tutta la mucosa orale e a provocare un corteo di segni e sintomi difficilmente compatibili con la vita normale del gatto:

  • alito cattivo
  • gengive arrossate o sanguinanti
  • eccessiva salivazione
  • ulcere in bocca (mucosa orale)
  • inappetenza
  • perdita di peso
  • disidratazione
  • iperagressività o forte apatia (da intenso dolore)

Prevenire riducendo la placca.

Fondamentale la prevenzione, basata sulla combinazione di misure profilattiche ambulatoriali (detartrasi e lucidatura dei denti fatta dal veterinario) e cure domiciliari (igiene quotidiana con dentifricio e spazzolino). L’obiettivo è quello di controllare al massimo la deposizione della placca, principale motivo scatenante la reazione infiammatoria ipersensibile del gatto.

Una cura difficile.

Curare la stomatite cronica del gatto è per il veterinario una sfida molto seria, un percorso che va affrontato soprattutto con la collaborazione, l’impegno e la pazienza del proprietario. Nei casi di malattia conclamata e, soprattutto, in presenza di notevole dolore, vale l’utilizzo di analgesici ed antinfiammatori (cortisonici), da usarsi anche per lunghi periodi di tempo. E’ obbligatorio sottolineare che si tratta, però, di palliativi. Quasi sempre, infatti, il veterinario deve procedere con l’estrazione dei denti (parziale o totale). Specie nei casi refrattari o particolarmente gravi, questa infatti è l’unica opzione risolutiva.

Controllare il dolore orale.

Un aiuto importante nel controllo del dolore causato dalla stomatite felina viene dall’utilizzo costante di Restomyl® Gel: un gel odontostomatologico mucoadesivo a base di sostanze selezionate per proteggere e ripristinare in maniera fisiologica l’integrità della mucosa orale. In particolare Restomyl® Gel contiene Adelmidrol, una aliamide analoga alla Palmitoiletanolamide, in grado di preservare la corretta reattività delle mucose, svolgendo un’azione lenitiva e anti-arrossamento.

Fonte Fitopet

“Stati Generali della Salute Animale: Randagismo e Igiene Urbana” svolta all’Università degli Studi dell’Insubria

«Salute della persona strettamente legata a quella animale»
EMANUELE MONTI

«La legge di potenziamento della sanità lombarda ha, tra le altre iniziative, voluto rafforzare la corretta relazione uomo-animali-ambiente nell’ottica del principio One Health. Un impegno che abbiamo già messo in campo con iniziative di sensibilizzazione riguardanti l’importanza di conciliare negli spazi di vita e lavoro la presenza dei nostri amici a quattro zampe. Potenziare l’anagrafe degli animali d’affezione, il controllo demografico della popolazione animale, garantire la salute pubblica dei cittadini sono punti che abbiamo inserito nel Piano Triennale Regionale di Prevenzione al fenomeno del randagismo e su cui stiamo lavorando intensamente».

Così Emanuele Monti, consigliere regionale e Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali al Pirellone, in riferimento all’iniziativa “Stati Generali della Salute Animale: Randagismo e Igiene Urbana” che si è tenuta il 13 gennaio scorso presso l’aula magna dell’Università degli Studi dell’Insubria.

L’incontro, organizzato dall’ATS Insubria, condotto e moderato da Marco Magrini, Direttore del Dipartimento Veterinario, ha visto coinvolti diversi autorevoli relatori appartenenti a istituzioni locali e regionali che hanno trattato fatto il punto della situazione sul rapporto fra uomo e animale.

«In questo scenario di prevenzione, controllo e gestione del randagismo, ricoprono un ruolo fondamentale le Guardie zoofile, persone qualificate e abilitate a compiti di vigilanza e tutela degli animali di affezione. Siamo al lavoro per superare alcuni ostacoli burocratici che fino ad ora hanno impedito loro di accedere all’anagrafe animale. Questo agevolerebbe oltremodo il lavoro delle Guardie e potenzierebbe le attività di prevenzione del randagismo» continua Emanuele Monti.

Costo della vita: “io o il cane” mette sotto stress i rifugi

Le pressioni finanziarie di gennaio non sono una novità, ma in mezzo alla crisi del costo della vita vengono prese decisioni difficili in molte case in tutta l’Irlanda del Nord.

Le organizzazioni di soccorso stanno segnalando una domanda in aumento mentre i proprietari di animali domestici in difficoltà consegnano i loro animali.

Dicono che molti proprietari hanno difficoltà a coprire i bisogni di base come cibo e medicine con l’aumento dei costi.

Al Crosskennan Lane Animal Sanctuary nella contea di Antrim, Carol Workman afferma di aver gestito un sistema “one in one out” nell’ultimo anno e ora sta registrando un’enorme richiesta dopo il periodo natalizio.

Il santuario si prende cura di una vasta gamma di animali, inclusi cani, gatti, conigli, maiali, capre e cavalli.

“Quest’anno ha avuto un doppio successo per la maggior parte e per molte persone l’unica opzione a cui possono pensare è di darci il loro animale domestico”, dice.

Ciò è problematico poiché Crosskennan spesso non può aiutare a causa della propria situazione finanziaria.

“Stiamo affrontando tutti gli stessi problemi dei normali proprietari di animali domestici, ma su scala più ampia”, afferma la sig.ra Workman.

“I costi dei mangimi sono in costante aumento e cose semplici come la lettiera per gatti sono diventate un premio o impossibili da ottenere per noi.

“La lavatrice e l’asciugatrice sono costantemente in funzione e in alcuni punti abbiamo dovuto investire in radiatori elettrici poiché la nostra caldaia è rotta e deve essere completamente sostituita, ma non abbiamo i fondi per farlo”.

La signora Workman afferma che il santuario viene regolarmente contattato dai proprietari che chiedono di accogliere animali domestici malati che necessitano di cure regolari.

“Molte persone con cui abbiamo parlato hanno affermato di dover rinunciare al loro animale domestico perché non possono permettersi il veterinario… quindi è una mozione preventiva per molti con cui abbiamo parlato, per tornare a casa prima che potenzialmente costino denaro .”

Descrive la situazione come “angosciante per tutti i soggetti coinvolti” – gli animali, i loro proprietari e il santuario – poiché il personale cerca di assistere i bisognosi ma ha dovuto essere severo sul numero.

“Abbiamo offerto aiuto per il budget e, dove possibile, aiuto con donazioni di cibo.

“La verità è che molte persone credono che se si sbarazzano del loro animale domestico staranno bene finanziariamente e quindi non vogliono accettare nient’altro che noi prendiamo il loro animale”.

Fiona McFarland, presidente della filiale dell’Irlanda del Nord della British Veterinary Association, afferma di essere sempre più preoccupata per le segnalazioni dei veterinari che vedono compromesso il benessere degli animali mentre i proprietari rimandano la ricerca di cure mediche a causa di preoccupazioni finanziarie.

FONTE: dogsnews

Regole salutari per tenere gli animali domestici in casa

Gli animali domestici sono senza dubbio compagni fedeli, tuttavia mantenere pulita la casa con gli amici a quattro zampe può essere un compito arduo. Ma niente paura: non è così difficile. Ecco alcuni consigli che semplificheranno la vita e insegneranno come pulire la casa con gli animali domestici.

Animali domestici

Pixabay

Pulizie domestiche con gli animali domestici: da dove iniziare?

Prima di tutto è fondamentale avere una casa predisposta per i nostri cani di grossa taglia. A cominciare dagli oggetti d’arredo. Quando si hanno animali domestici in casa si devono spesso fare i conti con peli ovunque, sul divano, sui cuscini e sui tappeti. Pertanto, nello scegliere l’arredamento, bisogna tenere conto di come potranno essere fatte le pulizie. Un trucco è acquistare fodere protettive per divani e cuscini, pratiche da togliere e da mettere in lavatrice. 

Animali domestici

Pixabay

Pulizia della casa vs peli

Sul mercato esistono buoni aspirapolvere adatti ai peli degli animali domestici. Questi elettrodomestici hanno filtri specifici e apposite spazzole che catturano tutti i peli e sono generalmente più silenziose. Acquistare uno di questi apparecchi è un buon investimento che può facilitare la pulizia della casa.

Anche avere un mocio sempre a portata di mano può essere utile, in quanto aiuta ad evitare di accumulare quei ciuffi di peli che a volte sono un po’ fastidiosi.

Animali domestici

Pexels

Aerare gli ambienti

Per evitare i cattivi odori è fondamentale aerare gli ambienti, indipendentemente dalla presenza o meno di animali domestici. Si consiglia di aprire le finestre tutti i giorni, ovviamente se il tempo lo permette, per 15 minuti in modo da rinnovare l’aria, evitando polvere e cattivi odori e mantenendo così pulita la casa. Anche deodoranti per ambienti, candele profumate e incenso possono essere una buona opzione. 

Si può anche realizzare uno spray fatto in casa da spruzzare su tende, divani, tappeti che aiuterà ad attenuare gli odori. Bastano due tazze d’acqua, un cucchiaino di bicarbonato di sodio, un cucchiaio di aceto bianco e un po’ di olio essenziale. E voilà, ecco un deodorante per ambienti fatto in casa economico.

Animali domestici

Pexels

Prendersi cura dei propri animali per avere una casa pulita

Prendersi cura dei propri cani di grossa taglia può aiutare a mantenere la casa pulita. Lavare regolarmente gli effetti personali dei propri animali domestici come coperte, giocattoli e ciotole per il cibo. Bisognerebbe poi spazzolare il pelo quotidianamente ed evitare così che si diffonda in casa. Infine, per mantenere la casa pulita è utile pulire le zampe degli animali ogni volta che entrano dalla strada.
 

idealista/news Portogallo

Vedi i commenti (0) / Comment