“Non mi abbandonare, mi fido di te…”: campagna 2020 contro l’abbandono degli animali

Cane smarrito, vagante, abbandonato? Ecco cosa fare | Lega del Cane

Consigli e numeri utili per chi incontra un animale abbandonato o ferito

BOLOGNA – Abbandonare un animale significa molto spesso lasciarlo ad un destino incerto e a una possibile situazione di pericolo, perché si ritrova all’improvviso in un luogo sconosciuto e senza più riferimenti. Confuso, spaventato, potrebbe diventare facile vittima di incidenti.

Il fenomeno dell’abbandono degli animali è un problema durante tutto l’anno ma, d’estate, raggiunge il suo apice. Nonostante l’entrata in vigore della Legge 189 del 2004, che prevede la pena fino a un anno di reclusione per il reato di abbandono, purtroppo ancora oggi sono molti gli abbandoni di animali e si registra un particolare incremento degli abbandoni di gatti.

La campagna di sensibilizzazione

Il Comune di Bologna propone, anche quest’anno, una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali. Lo slogan è “Non mi abbandonare…mi fido di te”. La campagna, oltre che per scongiurare l’abbandono, serve anche a ricordare alcune raccomandazioni e numeri utili nel caso di ritrovamento per chi si dovesse imbattere in un animale abbandonato o ferito e debba soccorrerlo. Testimonial della campagna, che prevede affissioni di manifesti per tutta la città e distribuzione di volantini in luoghi pubblici, sono Black e Nené un cane e una gatta ospitati nel Canile/Gattile municipale e in attesa di essere adottati.

I consigli

È importante sapere che è possibile aiutare il cane o il gatto abbandonati non restando indifferenti e mettendo in pratica una serie di azioni per salvarli e far si che qualcuno gli adotti.

L’abbandono sul territorio è un fenomeno complesso che include gli animali smarriti, gli abbandoni veri e propri da parte di residenti o la presenza o l’introduzione di animali abbandonati provenienti da altri territori.

Cosa puoi fare se incontri un animale abbandonato?

Se l’animale è avvicinabile, prova ad approcciarti a lui in modo dolce, mantenendo un tono di voce rassicurante e verifica se ha la medaglietta.

Chiama subito il Canile/Gattile municipale per il recupero dell’animale ed il suo trasferimento in struttura. Gli operatori saranno in grado di rilevare l’eventuale microchip e risalire al proprietario.

Se non riesci a contattare il Canile/Gattile municipale chiama la Polizia Locale.

Se avvisti un animale abbandonato su autostrade o strade a lunga percorrenza, contatta subito la Polizia al 113. È importantissimo riferire se l’animale è ferito.

Cosa puoi fare se incontri un cane o un gatto feriti?

Contatta immediatamente il Servizio Veterinario dell’Azienda USL o, in alternativa, chiama il Canile/Gattile municipale.

Non sempre i gatti sul territorio sono animali abbandonati: alcuni sono gatti di colonia regolarmente censiti e spesso hanno, come segno di riconoscimento, un taglio sull’orecchio.
È molto importante considerare che non sempre un animale vagante è stato abbandonato: può essere andato a fare un giro d’esplorazione, può essersi smarrito o scappato dopo uno spavento. Occorre consegnarlo al Canile/Gattile municipale affinché vengano attivate tutte le procedure necessarie al ritrovamento di un eventuale proprietario, che magari lo sta cercando.

Per quanto riguarda gli animali selvatici incidentati o feriti, bisogna contattare la Polizia Provinciale.

Numeri Utili

Canile/Gattile municipale di Bologna e Castel Maggiore: via Bacialli 20, Trebbo di Reno, Castel Maggiore (BO): 051 6325537
Polizia Locale: 051 266626
Servizio Veterinario dell’Azienda USL di Bologna: 0514966301, cellulare 348 6023742
Carabinieri: 112
Polizia: 113
Polizia Provinciale 051 6599599

FONTE

Un passaggio a livello invisibile che salva la vita

NOEMI PENNA08 LUGLIO 2020

Un effetto sonoro impercettibile all’orecchio umano per salvare la fauna selvatica dai treni. In Giappone è stato sperimentato con successo un sistema a onde ultrasoniche in grado di tenere gli animali a distanza di sicurezza dai binari. L’idea ha vinto il Good Design Award ed è in grado di risolvere un serio problema diffuso in tutto il mondo. 

Solo nel 2016, in Giappone i treni hanno colpito la fauna selvatica 613 volte: incidenti che hanno tolto la vita a cervi, cerbiatti, volpi, così come tartarughe, causando anche blocchi e disservizi. I binari spesso tagliano interi habitat ed ecosistemi, e tenere gli animali a distanza di sicurezza era un’impresa particolarmente difficile.

Sono stati fatti diversi tentativi, dai dissuasori biologici a base di sterco di leone alle barriere fisiche con tanto di luci lampeggianti. Ma nulla si è dimostrato efficace, almeno fino alla sperimentazione di questo sistema sonoro ideato da Yuji Hikita, un dipendente di una divisione elettrica della Kintetsu Railway Co. dopo aver visto una scena straziante catturata da un video di sorveglianza sulla Osaka Line di Kintetsu. 

Una famiglia di cervi ha attraversato i binari di notte e uno dei tre cerbiatti, rimasto indietro rispetto al resto del gruppo, è stato colpito e ucciso da un treno. La madre è stata ferma a fissare il corpo straziato del figlio per 40 minuti dopo l’incidente. Hikita ha così progettato una sorta di passaggio a livello sonoro invisibile in grado di indicare agli animali, in particolare ai cervi, quando il passaggio è sicuro, quindi aperto, o pericoloso, quindi chiuso. 

Il sistema è in uso su parte della linea di Osaka, dove le onde ultrasoniche formano delle barriere temporanee nei momenti più rischiosi per gli animali, ovvero all’alba e al tramonto, ma non quando i treni sono offline durante la notte. E da quando sono in funzione, ci sono stati solo due incidenti in otto mesi. 
L’idea ora necessita di test più ampi, ma ha già attirato l’interesse di alcune compagnie ferroviarie, ma ha la potenzialità di essere facilmente utilizzabile in tutto il mondo.

FONTE

Virus dell’influenza “potenzialmente pandemico” trovato in Cina

maiale trasportato

Un nuovo ceppo di influenza che ha il potenziale per diventare una pandemia è stato identificato in Cina dagli scienziati.

È emerso di recente ed è trasportato da maiali, ma possono infettare l’uomo, dicono.

I ricercatori temono che potrebbe mutare ulteriormente in modo che possa diffondersi facilmente da persona a persona e innescare un focolaio globale.

Sebbene non sia un problema immediato, dicono, ha “tutte le caratteristiche” di essere altamente adattato per infettare gli esseri umani e necessita di un attento monitoraggio.

Come nuovo, le persone potrebbero avere poca o nessuna immunità al virus.

Gli scienziati scrivono sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences che le misure per controllare il virus nei suini e il attento monitoraggio dei lavoratori dell’industria suina dovrebbero essere rapidamente implementate.

Minaccia pandemica

Un nuovo brutto ceppo di influenza è tra le principali minacce di malattie che gli esperti stanno osservando, anche se il mondo tenta di porre fine all’attuale pandemia di coronavirus.

L’ultima influenza pandemica che il mondo ha incontrato – lo scoppio dell’influenza suina del 2009 – è stata meno mortale di quanto inizialmente temuto, soprattutto perché molte persone anziane ne avevano un’immunità, probabilmente a causa della sua somiglianza con altri virus influenzali che erano circolati anni prima.

Quel virus, chiamato A / H1N1pdm09, è ora coperto dal vaccino antinfluenzale annuale per assicurarsi che le persone siano protette.

Il nuovo ceppo influenzale che è stato identificato in Cina è simile all’influenza suina del 2009, ma con alcuni nuovi cambiamenti.

Finora, non ha rappresentato una grande minaccia, ma il Prof Kin-Chow Chang e colleghi che lo hanno studiato, dicono che è uno da tenere d’occhio.

Quanto dovremmo essere preoccupati?

Il virus, che i ricercatori chiamano G4 EA H1N1, può crescere e moltiplicarsi nelle cellule che rivestono le vie aeree umane.

Hanno trovato prove di recenti infezioni in persone che hanno lavorato nei macelli e nell’industria suina in Cina quando hanno esaminato i dati dal 2011 al 2018.

I vaccini antinfluenzali attuali non sembrano proteggerlo, sebbene possano essere adattati per farlo se necessario.

Il professor Kin-Chow Chang, che lavora alla Nottingham University nel Regno Unito, ha dichiarato alla BBC: “In questo momento siamo distratti dal coronavirus e giustamente. Ma non dobbiamo perdere di vista nuovi nuovi virus potenzialmente pericolosi”.

Mentre questo nuovo virus non è un problema immediato, dice: “Non dovremmo ignorarlo”.

In teoria, una pandemia di influenza potrebbe verificarsi in qualsiasi momento, ma sono ancora eventi rari. Le pandemie si verificano se emerge una nuova varietà che può diffondersi facilmente da persona a persona.

Sebbene i virus dell’influenza cambino costantemente – motivo per cui anche il vaccino antinfluenzale deve cambiare regolarmente per stare al passo – di solito non vanno in pandemia.

Il prof. James Wood, capo del dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Cambridge, ha affermato che il lavoro “viene come promemoria salutare” del fatto che siamo costantemente a rischio di nuove emergenze di agenti patogeni e che gli animali da allevamento, con i quali gli esseri umani hanno un contatto maggiore rispetto alla fauna selvatica, può fungere da fonte di importanti virus pandemici.

Un portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato: “È noto che il virus dell’influenza suina aviaria eurasiatica circola nella popolazione suina in Asia e che è in grado di infettare gli esseri umani sporadicamente. Due volte l’anno durante gli incontri sulla composizione del vaccino antinfluenzale, tutte le informazioni sui virus viene esaminato e viene discussa la necessità di nuovi virus vaccinali candidati. Leggeremo attentamente il documento per comprendere le novità.

“Sottolinea inoltre che non possiamo abbassare la guardia contro l’influenza; dobbiamo essere vigili e continuare la sorveglianza anche durante la pandemia di COVID-19”.

SALVIAMO L’ORSO DEL TRENTINO

FIRMA ANCHE TU, FINO AD ORA LE FIRME SONO 80MILA


Il Presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti ha firmato un’ordinanza che condanna a morte un altro orso in Trentino. Incredibilmente questa condanna è stata emessa senza un “processo” visto che ancora non sono chiare le dinamiche che hanno portato l’orso a ferire due persone (erano presenti cuccioli?).
Non è il primo orso che viene condannato a morte in Trentino.Per questo vanno fermati gli abbattimenti “automatici” di tutti gli orsi coinvolti in incontri ravvicinati o incidenti, modificando il testo del Piano D’Azione per la Conservazione dell’Orso sulle Alpi (PACOBACE), che prevede la possibilità di abbattimento anche in caso di orsi che hanno semplicemente fatto ciò che la natura gli ha insegnato.La montagna è la casa degli orsi, con cui si può convivere conoscendo e seguendo semplici regole, come: restare sui sentieri; parlare a voce alta; tenere il proprio cane al guinzaglio;non avvicinarsi alla fauna selvatica;restare fermi e non colpire gli animali in caso dei rari incontri ravvicinati.Queste precauzioni sono tanto più valide quando ci si trova in aree di femmine con piccoli, come la zona dov’è accaduto l’ultimo incidente (dati Provincia Autonoma di Trento, Servizio Foreste e Fauna), e sono l’unico modo per garantire la sicurezza di chi frequenta la montagna.Noi stiamo dalla parte delle persone ma anche dell’orso, per questo vi chiediamo di stare con noi per fare in modo che possa continuare a vivere, libero, nella sua casa, ossia la montagna.Per questo chiediamo al presidente della provincia autonoma di Trento di ritirare immediatamente l’ordinanza che porterebbe alla morte dell’orso.
Per approfondire: “Orsi e coesistenza, una sfida che non si può vincere con gli abbattimenti”.
Firma con un solo click
Visita la pagina della petizione

Io cane, so riconoscerti anche da una foto

Uno studio dell’Università di Padova ha dimostrato che i cani sono in grado di riconoscere il volto del padrone in fotografia

«Molti pensano che i cani usino prevalentemente l’olfatto per riconoscere persone o altri animali. Eppure, le informazioni visive sono altrettanto, se non più importanti dell’olfatto – spiega il prof. Paolo Mongillo, professore di Fiosiologia ed Etologia Veterinaria all’Università di Padova, tra gli autori dello studio -. Per gli amanti dei cani sembrerà un risultato scontato, ma si tratta delle prime conferme che i cani usino informazioni relative al nostro volto per riconoscerci.
Per gli umani il volto contiene informazioni speciali, elaborate da meccanismi specifici e dedicati del nostro sistema nervoso. Questi studi pongono le basi per capire se anche i cani utilizzino gli stessi meccanismi di elaborazione visiva.»

Nello studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista «Animal Cognition», i cani venivano temporaneamente separati dal loro proprietario. Per ritrovarlo, gli veniva mostrata una fotografia del volto dello stesso e una fotografia del volto di una persona estranea, in due punti diversi di una stanza. La maggior parte dei cani si è avvicinata alla fotografia del loro padrone, invece che all’altra, dimostrando così di avere riconosciuto la persona.

Il Prof Paolo Mongillo coordina il laboratorio DogUP dell’Università degli Studi di Padova, un centro di studio del comportamento, della percezione e delle capacità cognitive dei cani affermato a livello internazionale.

Fonte: Università di Padova