Pronto al lancio Simba, satellite che monitora gli animali

Sviluppato dagli studenti della Sapienza, con università kenyane

(ANSA) – ROMA, 18 MAR – Completata lo scorso 12 febbraio a Mosca l’installazione del CubeSat WildTrackCube-SIMBA (System for Improved Monitoring of the Behavior of Animals), il satellite sviluppato da studenti e ricercatori del laboratorio S5Lab – Sapienza Space Systems and Space Surveillance Laboratory, in collaborazione con le università Machakos e Nairobi in Kenya.

L’installazione è avvenuta nel sistema di lancio della GK Launch Services e il progetto è supportato dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e dall’Agenzia Spaziale del Kenya nell’ambito del programma Ikuns (Italian-Kenyan University Nano-Satellites). Il satellite, così preparato al lancio, è ora diretto verso il cosmodromo di Baikonur in Kazakhistan, da dove sarà lanciato a bordo di un razzo Soyuz/Fregat il 20 marzo.

Il CubeSat 1U è stato concepito dalle tre università come dimostratore tecnologico di un sistema innovativo di tracciamento della fauna selvatica nei parchi nazionali del Kenya, per studiare il comportamento degli animali, anche in vista di una riduzione dei pericoli legati al loro sconfinamento, con ingenti danni alle colture e, nei casi più gravi, con la perdita di vite umane. Il satellite riceverà la posizione e i dati sanitari degli animali, dotati di un collare, e li ritrasmetterà alle stazioni di terra, così da garantire il tracciamento e il monitoraggio della fauna interessata dall’esperimento. I dati saranno poi ricevuti ed elaborati in collaborazione con le università kenyane del progetto.

Questa missione ha vinto nel 2019 del concorso internazionale ‘Win a free launch of 1U Cubesat on the first commercial mission of GK Launch Services’, promosso dalla Federazione astronautica internazionale e da GK Launch Services. Nell’ambito del programma Ikuns, è già stato lanciato con successo il CubeSat 1KUNS-PF, primo nano-satellite kenyano, sviluppato con la Sapienza. WildTrackCube-SIMBA è il terzo nano-satellite sviluppato nell’ambito di collaborazioni internazionali dagli studenti dei corsi di Ingegneria aerospaziale della Sapienza.

(ANSA).

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Gli italiani sono sempre più attenti all’alimentazione degli animali domestici

Zampando, un 2020 da record ed un 2021 all’insegna della sostenibilità

Carlo Robiglio (Presidente Gruppo Ebano): abbiamo dato e daremo maggiore visibilità a tutte le aziende del mondo PET che fanno della sostenibilità economica, ambientale e sociale un tratto distintivo

Gli italiani sono sempre più attenti all’alimentazione degli animali domestici e comprano on line i prodotti. Lo dimostra  il successo di di Zampando (www.zampando.com), e-commerce nel settore pet del Gruppo Ebano, azienda certificata Elite e vincitrice per la seconda volta consecutiva del Premio “Best Managed Companies” di Deloitte.
Zampando in meno di 3 anni dall’acquisizione da parte del Gruppo, guidato dal Presidente di Piccola Industria Confindustria Carlo Robiglio, ha triplicato i ricavi superando 1,5 milioni di euro di fatturato e facendo registrare per la prima volta un EBITDA positivo.

Ed oltre ai risultati finanziari l’e-commerce vanta anche risultati importanti rispetto agli asset intangibili. I riscontri positivi dei clienti tra il 2019 e il 2020 secondo Google Feedback sono il 95,3 per cento, il  traffico organico non a pagamento secondo Google Analytics ha visto la crescita annua del 35,44 per cento, più che proporzionale rispetto a quella a pagamento.
A coronamento di un anno straordinario, nel 2020 Zampando è entrato per la prima volta tra i primi cinquecento ecommerce in Italia, in base alla classifica stilata da ITQF (L’Istituto Tedesco Qualità e Finanza), e tra i primi cinque negozi online del settore Pet.

“Oltre ai risultati di bilancio– afferma Massimiliano Masi, CEO e Founder di Zampando –la crescita più rilevante ed importante in termini strategici dell’e-commerce Zampando, acquisito dal Gruppo Ebano, riguarda gli intangibili, asset tutti in crescita esponenziale. Gli indicatori qualitativi che fanno intravedere delle prospettive di crescita solida e duratura del progetto, perché consolidano un rapporto di fiducia con il mercato.

La scelta di avere un forte orientamento ai clienti lavorando per rispondere alle loro esigenze è stata apprezzata e ha prodotto risultati in tutti i settori.
Il 2021 si apre all’insegna di tre parole chiave: innovazione, sostenibilità e organizzazione.

Zampando affronterà nel 2021 una sfida importante in tema di innovazione, la migrazione sull’ultima versione della piattaforma ecommerce, che permetterà allo store di programmare al meglio i prossimi tre anni in termini di sicurezza, integrazione e gestione delle attività marketing.”

Altra priorità è la sostenibilità. “I risultati di Zampando- spiega il presidente del Gruppo Ebano Carlo Robiglio-  dimostrano come gli italiani  siano sempre più attenti all’alimentazione degli animali domestici e come comprino on line i prodotti con grande attenzione alle aziende che puntano sulla sostenibilità.
E per questo abbiamo dato e daremo maggiore visibilità a tutte le aziende del mondo PET che fanno della sostenibilità economica, ambientale e sociale un tratto distintivo promuovendole nella piattaforma e su tutti i canali. Il nostro obiettivo, come nella filosofia del Gruppo Ebano, è quello di riempire la parola sostenibilità con un significato concreto, prediligendo quindi quelle aziende che non usano OGM, ormoni, pesticidi o che distinguono per allevamenti e coltivazione etica. Il Gruppo va sempre più nella direzione dell’etica, della tutela della salute del consumatore finale, e della sostenibilità a tutto tondo”.

“Sono risultati da record– conclude Massimiliano Masi, CEO e Founder di Zampando – che ci inorgogliscono ottenuti grazie ad un gruppo di lavoro che, nonostante le difficoltà legate al COVID, è sempre andato avanti con passione e competenza. Sappiamo di avere ancora molta strada da fare, ma la direzione e la squadra sono quelle giuste”.

Maria Shadey Piardi

fonte

Il mondo visto con gli occhi degli animali è sorprendente

olfatto cane

La vista è uno dei cinque sensi. Probabilmente uno dei più importanti nella società di oggi. Soprattutto in Occidente, la vista è molto valorizzata. Nei libri, negli articoli di giornale, nelle arti figurative, sui social network. Ci si affida molto al senso della vista. Dappertutto spuntano video, foto, dipinti. Essi, ormai, sono il mezzo di comunicazione privilegiato.

È importante preservare questo senso così fondamentale. Esso ci permette di cogliere colori, forme, espressioni facciali. È consigliabile sempre rivolgersi ad un oculista di fiducia che sia in grado di individuare eventuali problematiche.

E gli amici animali? Vedono come noi? Meglio o peggio? Per immedesimarsi nel proprio animale domestico, un amico a tutti gli effetti, bisogna guardare il mondo con i suoi occhi.

Vi sono moltissime differenze fra mammiferi, pesci e uccelli.

Di sicuro, però, il mondo visto con gli occhi degli animali è sorprendente.

Come vedono i pesci rossi

I pesci hanno una visione monoculare. Il loro campo visivo raggiunge quasi i 360 gradi. La loro acuità visiva è basata sulla pulizia dell’acqua. È consigliabile, quindi, cambiare spesso l’acqua all’interno della boccia per facilitare la loro visione.

Come vedono i pappagalli

I pappagalli notano i colori ma in maniera completamente diversa rispetto agli uomini. Sono particolarmente sensibili allo spettro ultravioletto. Utilizzano la vista per l’intersoggettività e per la ricerca di cibo.

E i cavalli?

I cavalli hanno una vista abbastanza simile a quella umana. Il raggio d’azione dei loro occhi, tuttavia, varia molto. Essi sono capaci di una visione binoculare che comprende il campo visivo frontale. Ma possono affidarsi anche ad un unico occhio che funziona in maniera relativamente indipendente nella visione laterale.

Come vedono i gatti

I gatti hanno degli occhi molto grandi rispetto alla testa. Il loro campo visivo è grandangolare. Enorme rispetto a quello umano. Ciò permette ai felini di scorgere prima i pericoli e di individuare anche le prede più piccole. I colori sono un po’ “sbiaditi”, ma i movimenti oculari dei gatti sono molto più sensibili al movimento.

Per non parlare dei cani

Il cane ha uno spettro visivo più limitato rispetto all’uomo. Riesce ad inquadrare il blu, il giallo e il bianco. Non sa distinguere, però, le varie tonalità di rosso, l’arancione, il rosa, il verde.x

È importante tenere presente tali informazioni quando ci si prende cura di un animale. Guardando attraverso gli occhi di qualcun altro, si possono cogliere dei particolari che prima non si vedevano. Bisogna sempre tutelare, rispettare e proteggere questi amici.

Non c’è che dire, il mondo visto con gli occhi degli animali è davvero sorprendente.

FONTE

CONDOMINIO E ANIMALI

da La legge è auguale per tutti


La condivisione degli spazi comuni in un immobile quando in uno stabile vivono anche animali d’affezione. Tutele, norme e imposizioni previste dalla legge a carico dei proprietari.

Oltre a permettere di stringere un legame affettivo fuori dal comune, accudire e prendersi cura di un animale è anche terapeutico. Tuttavia, a fronte di questi benefici, sussistono anche degli svantaggi, almeno stando al numero di sentenze emesse dai tribunali italiani. La maggior parte di queste giunge a disciplinare rapporti poco conviviali tra i proprietari di un animale e il resto dei condomini.

Se sei finito su questa pagina, probabilmente hai anche tu lo stesso problema. Ed è per questo che abbiamo pensato di scrivere un articolo riguardante il rapporto tra animali e condominio: regole e divieti che devono essere rispettati dai condomini-proprietari. In questo modo, avrai a disposizione uno strumento aggiornato per far valere i tuoi diritti, che tu sia proprietario di un esemplare domestico, oppure che tu sia un condomino che non gradisce la presenza di animali all’interno dello stabile.

Dunque, vediamo insieme cosa dice la legge a tal proposito e quali sono le norme che devono essere rispettate dai pet lovers.

Indice

Animali in condominio: cosa dice la legge?

Andrea, Anna e il loro piccolo Fido, si sono da poco trasferiti in un nuovo appartamento, sito in un condominio molto lussuoso. Qualche giorno dopo il loro arrivo, qualcuno bussa alla porta di casa e i due giovani ragazzi ricevono una sorpresa poco gradita. Infatti, il vicino di casa, sventolando il regolamento, afferma che i cani non sono ospiti ben accetti. In un’ipotetica controversia, chi la spunterebbe? I due neo-condomini con l’amico a quattro zampe, oppure i condomini che hanno stabilito un regolamento per la condivisione degli spazi comuni?

La legge dice espressamente che, all’interno di un condominio, non è possibile vietare il possesso di animali domestici [1].

Questo significa che tutte le clausole previste dal regolamento condominiale volte a impedire la detenzione di un animale domestico sono considerate nulle e, pertanto, vanno disapplicate. Tale mancanza di applicazione deve effettuarsi sia che si tratti di regolamento contrattuale (ossia quello stabilito dal proprietario originario dell’immobile prima della parcellizzazione), sia che si tratti di regolamento assembleare (e cioè quel regolamento deciso a tavolino dai condomini).

Dunque, per tornare al contenzioso plausibile tra il condominio e i due proprietari di Fido, non vi sono dubbi sul fatto che sarebbero stati questi due a spuntarla.

Quali animali possono vivere in un condominio?

Il caso che abbiamo riportato in apertura di articolo aveva al centro della disputa un cane. L’happy ending non sarebbe diverso se, al posto di Fido, vi fosse stato un micio, un coniglio, un pappagallo, un criceto o un pesce rosso. Ma l’esito della controversia sarebbe stato lo stesso se, al posto di un cane, vi fosse stato un animale diverso da quelli d’affezione?

Nel 2015, a Bolzano, si è verificato un caso curioso che ci offre il destro per rispondere a questa domanda. In quell’anno, venne portato in tribunale un condomino-proprietario di un ghepardo africano. Il detentore tentò di giustificarsi dicendo che, per lui, l’esemplare rappresentava un animale domestico.

In effetti, sulla definizione di animale domestico non esiste una scuola di pensiero unica. Pertanto, la legge italiana ha previsto che nei condomini non può essere vietate la permanenza di quegli animali che, per consuetudine e solitamente, si considerano animali d’affezione.

In merito al caso di Bolzano, però, il proprietario, per quanto non sapesse che il ghepardo africano non è un animale domestico, resta comunque un esemplare il cui ingresso in Italia è espressamente vietato dalla legge.

Due navi cariche di animali malati vagano da mesi nel Mediterraneo

Partite dalla Spagna, rifiutate dalla Libia, si trovano ora una al largo di Cagliari e l’altra a Cipro

Due navi cariche di animali malati vagano da mesi nel Mediterraneo

di GreenReport.it

Animal Welfare Foundation (AWF)Animal Equality ed Enpa denunciano gravi violazioni in corso su una nave partita dalla Spagna carica di animali vivi rifiutata in Libia per via di una malattia zoonotica: «Ora migliaia di animali si trovano al largo delle coste italiane in Sardegna senza una destinazione, in viaggio in condizioni terribili da oltre due mesi e molto probabilmente con cadaveri a bordo o scaricati in mare illegalmente. Chiediamo che le autorità italiane intervengano quanto prima a mettere fine a una situazione allarmante, sia per la completa violazione dei diritti di questi animali sia per il pericolo costituito da trasporti effettuati nello sprezzo delle regole igienico-sanitarie e di benessere animale anche più basilari».

La Elbeik, che ha lasciato Tarragona, in Spagna a dicembre 2020 ed è arrivata a Tripoli, in Libia il 10 gennaio 2021, trasportava 1.776 vitelli trovati affetti dalla malattia della lingua blu. La Elbeik è stata respinta dalla Libia e ha lasciato il porto di Tripoli a pieno carico il 25 gennaio. E’ stata poi avvistata ancorata a Lampedusa dal 26 al 27 gennaio. L’1 febbraio era nel porto di Alessandria, in Egitto, da dove è partita 4 febbraio nel pomeriggio. E’ rimasta ancorata al largo di Alessandria fino al 10 febbraio e poi si è diretta a nord verso una destinazione ignota. Ora è al largo di Cipro e ha comunicato di essere «parzialmente carica».

La Karim Allah, che trasportava 895 vitelli, ha lasciato Cartagena, in Spagna, il 18 dicembre 2020, dicendo di essere diretta a Iskenderun, in Turchia, ma poi ha cambiato rotta e si è diretta anche lei  a Tripoli. Anche il suo carico di bovini è sospettato di essere affetto dalla malattia della lingua blu. Il centro nazionale libico per la salute degli animali ha rifiutato di approvare l’ingresso del bestiame malato. La Karim Allah è quindi ripartita dalla Libia e  ha chiesto il permesso di attraccare a Bizerte, in Tunisia, presumibilmente per caricare  foraggio per gli animali, ma le è stato negato l’attracco sua a Bizerte che in qualsiasi altro porto tunisino. Successivamente, la  Karim Allah è stata avvistata il 28 gennaio nel porto siciliano di Augusta che ha lasciato, dichiarandosi «parzialmente carica», per andarsi ad ancorare  al largo di Cagliari, dove è ancora alla rada.

Le associazioni animaliste spiegano che entrambe le navi hanno l’approvazione dell’Unione europea con certificato per il trasporto di animali vivi nell’Ue, in particolare dalla Croazia e dalla Romania, ed evidenziano che «La vicenda dimostra ancora una volta l’inadeguatezza dei viaggi di animali vivi anche sul territorio europeo e il dramma a cui sono costantemente e inutilmente sottoposti gli animali».

AWF, Animal Equality ed Enpa hanno deciso di procedere legalmente contro la Karim Allah e di segnalare la situazione al Ministero della Salute, alla Procura della Repubblica di Cagliari e Capitaneria di Porto di Cagliari, chiedendo un intervento urgente della Capitaneria di Porto di Cagliari e di un veterinario competente.

Le associazioni fanno notare che «La nave infatti avrebbe dichiarato alle autorità sarde di trasportare solo mangimi, quando solo pochi giorni fa aveva dichiarato alle autorità portuali di Augusta, in Sicilia, di trasportare animali vivi. I casi sono due: o la nave sta mentendo e quindi trasporta in condizioni agghiaccianti da mesi migliaia di bovini rilasciando dichiarazioni false, oppure ha scaricato in mare i corpi degli animali morti durante il viaggio. In entrambi i casi si tratta di violazioni gravissime. Chiediamo che le autorità italiane intervengano quanto prima a mettere fine a una situazione allarmante, sia per la completa violazione dei diritti di questi animali sia per il pericolo costituito da trasporti effettuati nello sprezzo delle regole igienico-sanitarie e di benessere animale anche più basilari».

Inoltre, fonti anonime hanno riferito ad Animal Welfare Foundation che «per gli animali ancora a bordo della Elbeik stia finendo il cibo. I bovini sono a bordo di questa nave già da quasi 2 mesi e secondo gli informatori il capitano e i membri dell’equipaggio sono disperati e non sanno come trovare una soluzione per questi animali».

AWF dice di aver «già segnalato la problematica alle autorità europee competenti, all’interno di numerose denunce già presentate nei mesi scorsi a sostegno dei dossier al vaglio in Europa proprio contro questi viaggi ingiusti e spesso operati in completa violazione delle norme europee e nazionali».