Gli animali più tossici e velenosi del mondo: occhio se li becchi in giro

Esitono degli animali molto pericolosi in natura da cui è bene stare alla larga. Ma siamo sicuri di conoscerli tutti? Alcuni sembrano innocui ma non lo sono.

Animali pericolosi golden frog
Golden frog – foto da pixabay

La natura riserva numerosissime sorprese tutte equamente raccolte nei diversi regni che la compongono. Che siano piante o animali, esistono delle specie viventi davvero pericolose per l’uomo per via del potenziale tossico o velenoso che le contraddistingue.

L’aspetto più importante da tenere a mente è che spesso non si è a conoscenza dei reali pericoli celati dietro determinate specie viventi. Proprio per questo oggi passiamo in rassegna un breve corollario di specie animali fra le più pericolose.

Gli animali più pericolosi al mondo: la lista è incredibile

Animali pericolosi acqua
Ornitorinco – foto da pixabay

Fra gli aspetti che evidenziano maggiormente la pericolosità di alcuni animali rientrano sicuramente le strategie di difesa. Quando gli animali percepiscono un pericolo, così anche l’uomo, provvedono alla propria difesa per garantirsi la sopravvivenza. Che siano ragni, farfalle, scorpioni o serpenti tutte queste specie condividono la capacità di difendersi.

Sostanze velenose, aculei affilati e improvvise punture sono alcuni degli escamotage di cui la natura dota il mondo animale nell’atto di difendersi. Esistono degli animali comunemente considerati come docili che invece sono estremamente pericolosi, se non letali. Ma quali sono? Inquadriamone alcuni.

Partiamo dal pesce palla. Il pesce palla contiene, nei propri organi, una sostanza, la cosiddetta tetradotossina, che, quando ingerita, provoca una paralisi graduali che culmina nel blocco respiratorio. La tossina è prodotta da un particolare tipo di batterio, il Vibrio spp. e Psudomonas spp., ed è in grado di resistere tanto al freddo quanto al caldo.

Questa tossina è presente anche nell’organismo di alcuni polpi, granchi, rospi e stelle marine. In Giappone il pesce palla viene mangiato senza problemi sottoponendolo ad un previo e accurato trattamento. Non esiste ancora un’antitossina efficace contro la TTX. C’è poi la rana dorata o “Golden poisono frog“, originaria della Colombia, che è considerata una vera e propria arma let

Questa rana secerne dalle proprie ghiandole, posizionate sulla schiena e dietro le orecchie, delle neurotossine, le batracotossine, capaci di uccidere un uomo di 70 kg in pochi minuti provocando convulsioni e insufficienza cardiaca. Bastano due chicchi di sale di batracotossina per provocare la morte.

Il cianuro, noto veleno, non regge al confronto: questa neurotossina è 100 volte più forte e non esiste antidoto. Questa tossina è presente anche nelle piume di alcuni uccelli nella Nuova Guinea come i Pitohui e gli Ifrita. Parliamo poi delle americane farfalle monarca. Insetti tanto particolari quanto interessanti, contengono cardenolidi, delle tossine che causano, se ingerite, paralisi, morte e arresto cardiaco nei predatori spfortunati.

In Australia troviamo infine l’ornitorinco. Questo mammifero dall’aspetto bizzarro possiede degli speroni giustapposti sulle zampe posteriori in grado di secernere un veleno dolorosissimo contro il quale non esiste antidoto. Queste unghie particolari sono presenti per tutta la vita sul corpo dei maschi, scompaiono invece sulle femmine dopo il primo anno di vita. Il veleno non è letale per gli uomini ma lo è certamente per altri animali di piccola taglia.

FONTE

Cosa c’è Dietro la Paura e l’Ansia dei Cani?

Se ci accorgiamo che il nostro cane, oppure quello di un amico è più nervoso del solito, potrebbe non essere solo una nostra impressione.
La paura e l’ansia nei cani è un problema serio che ai giorni nostri è preso in grande considerazione da coloro che studiano questi animali.
La scienza, infatti, suggerisce a tutti gli allevatori, di prestare la massima attenzione a selezionare le razze di cani meno paurosi per scopi di accoppiamento

La Sensibilità al Rumore è in Cima alla Lista dei Problemi di Comportamento dei Cani
Uno studio del 2020 dell’Università di Helsinki in Finlandia, ha concluso che le ansie e i problemi comportamentali nei cani, sono all’ordine del giorno, con la sensibilità al rumore in cima alla lista (2).
I ricercatori hanno esaminato i dati raccolti su 13.700 cani presenti in famiglia in Finlandia. Le razze prese in considerazione sono state 264, il che lo rende uno dei più grandi progetti del suo genere al mondo.
Poco meno del 52% dei cani erano femmine e l’età variava da 10 settimane a quasi 18 anni. Le razze miste e le seguenti 10 razze rappresentavano il 35% di tutti i cani per i quali sono stati raccolti i dati:
♥ Bovaro bernese
♥ Border Collie
♥ Cane pallone finlandese
♥ Pastore tedesco
♥ Labrador Retriver
♥ Schnauzer nani
♥ Bull Terrier
♥ Lagotto Romagnolo
♥ Soft-Coated Wheaten Terrier
♥ I cani pastore delle Shetland

I team di ricerca ha esaminato la prevalenza di sette comportamenti canini indesiderabili:
Sensibilità al rumore (inclusi tuoni, fuochi d’artificio e colpi)
Paura degli esseri umani, di altri cani e di luoghi sconosciuti
Paura delle superfici e delle altezze
Disattenzione e impulsività
Comportamento compulsivo
Aggressività
Ansia da separazione

Il 73% dei Cani Mostra Sensibilità al Rumore e / o Paura
I risultati dello studio hanno mostrato che un comportamento indesiderato si è verificato in un sorprendente 73% dei cani.
La sensibilità al rumore si è dimostrata l’ansia più comune, con il 32% dei cani che ha paura di almeno un rumore e il 26% in particolare dei fuochi d’artificio.
La paura si è piazzata al secondo posto, trovata nel 29% dei cani e includeva la paura di altri cani (17%), la paura degli estranei (15%) e la paura di nuove situazioni (11%).
La sensibilità al rumore, in particolare la paura dei tuoni, aumenta con l’età, così come la paura delle altezze e delle superfici, come camminare su griglie metalliche o pavimenti lucidi.
I cani più giovani avevano maggiori probabilità di danneggiare o urinare su degli oggetti quando lasciati soli, erano anche più spesso disattenti, iperattivi o impulsivi e scodinzolavano di più dei cani anziani.
I cani maschi erano più spesso aggressivi e iperattivi / impulsivi, mentre i cani femmina erano più spesso timorosi.
Leggi anche: Come Aiutare i Cani Che Soffrono di PTSD

I ricercatori hanno anche trovato differenze tra le razze. Ad esempio, il Lagotto Romagnolo, il Soft-Coated Wheaten Terrier e le razze miste, erano le più sensibili al rumore. I cani pastore delle Shetland e le razze miste erano i più paurosi.
Poco meno dell’11% degli Schnauzer nani era aggressivo nei confronti degli estranei, rispetto allo 0,4% dei Labrador Retriever. I ricercatori hanno anche esaminato i collegamenti tra i comportamenti individuali.
Come negli studi precedenti, hanno scoperto che anche i cani paurosi sono spesso aggressivi, tuttavia, sono state scoperte anche alcune nuove reazioni inaspettate:
“E’ stata evidenziata un’interessante connessione tra impulsività, comportamento compulsivo e ansia da separazione – ha detto il coautore dello studio il dottor Milla Salonen”.
“Negli esseri umani, il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD) si verifica spesso insieme a deficit di attenzione e disturbo da iperattività (ADHD) , ma questa è la prima volta che la stessa cosa è stata visto nei cani” (3).
I cani sono simili a noi uomini, sia dal punto di vista fisiologico che comportamentale, e condividiamo lo stesso ambiente sociale complesso. Uno degli obiettivi del gruppo di ricerca è saperne di più sui problemi di salute mentale umana.
Con l’aiuto di questo progetto e dei dati emersi, continueremo a studiare quanto sia buona una specie di cane nella ricerca incentrata sui problemi di salute mentale umana. La nostra precedente ricerca genetica, ha indicato le stesse aree genomiche nella paura e nella sensibilità al rumore – ha dichiarato il ricercatore capo, il professor Hannes Lohi” (4)
fonte

IL CAMPIDOGLIO CERCA UN GARANTE PER GLI ANIMALI. OIPA: «PUBBLICATO L’AVVISO»

Comunicato stampa
18 novembre 2022 

IL CAMPIDOGLIO CERCA UN GARANTE PER GLI ANIMALI. OIPA: «PUBBLICATO L’AVVISO PER LA MANIFESTAZIONE D’INTERESSE»

Oipa Roma: «Auspichiamo che la nomina arrivi presto: a Roma c’è tanto bisogno del supporto delle Amministrazioni per la gestione del randagismo e per la tutela degli animali»

Pubblicato dal Campidoglio l’avviso pubblico per la manifestazione d’interesse alla nomina del Garante per il benessere e la tutela degli animali. Lo rende noto l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa).

Coloro che siano interessati a ricoprire l’incarico, in possesso dei requisiti previsti, possono inviare la propria manifestazione d’interesse entro il 2 dicembre 2022 alle 12 tramite posta elettronica certificata all’indirizzo protocollo.gabinettosindaco@pec.comune.roma.it utilizzando lo schema di domanda che si può scaricare dal sito di Roma Capitale. Il bando è rivolto a figure di comprovata esperienza, competenza e professionalità nella materia del benessere, della tutela e dei diritti degli animali.

«Auspichiamo che la nomina arrivi presto: a Roma c’è tanto bisogno del supporto delle Amministrazioni per la gestione del randagismo e per la tutela degli animali in generale», commenta l’Oipa. «Troppo spesso alle associazioni è “delegato” il compito d’intervenire per la protezione degli animali più indifesi, laddove gli uffici competenti non intervengono per mancanza di organizzazione o di fondi. Sottolineiamo che associazioni vivono grazie alle donazioni dei cittadini e fanno quel che possono, ma non è mai abbastanza. Gli animali della Capitale, quelli più soli e indifesi, hanno bisogno di una più efficiente mano pubblica anche comunale e regionale».

Leggi e scarica l’avviso pubblico

I 10 animali più intelligenti del mondo

Quali sono i 10 animali più intelligenti del mondo?

  1. Maiale
  2. Elefante
  3. Corvo
  4. Mucca/Toro
  5. Polpo
  6. Cane
  7. Cavallo
  8. Ratto
  9. Delfino
  10. Scimpanzé

Si tratta di specie che, spesso a sorpresa, si contraddistinguono per delle impressionanti capacità intellettuali, di memoria e di apprendimento. Conosciamoli meglio…

  1. Il maiale

Sono animali altamente sensibili ed hanno un livello di intelligenza decisamente superiore a quello di altre specie. Inoltre, hanno un’ottima capacità di problem solving ed un alto grado di socializzazione nei confronti degli altri esseri viventi.

maiale liguria today
  1. L’elefante

Gli elefanti sono creature molto sensibili ed emotive, creano rapporti familiari molto stretti che contemplano anche veri e propri processi di lutto e persino di depressione. E’ risaputo inoltre che godano di una buonissima memoria! Da qui il detto “avere una memoria da elefante“…

  1. Il corvo

Animale molto intelligente è in grado di studiare strategie che ricorrano all’utilizzo di strumenti per raggiungere i propri obiettivi. Quando il corvo lascia il nido si unisce ad altri gruppi di corvi alla ricerca di una nuova famiglia.

corvo liguria today
  1. La mucca ed il toro

Le mucche ed i tori, essendo per natura delle prede, sono spesso diffidenti verso il prossimo, ma sanno anche mostrarsi coraggiosi ed impavidi, in caso di conflitti con altri esseri viventi o in situazioni di emergenza. Questi animali vivono gli stati emotivi di gioia, dolore e paura molto intensamente

  1. Il polpo

Sapevate che fra tutti gli invertebrati il polpo è quello più intelligente? Ebbene sì. Questi animali essendo solitari sono in grado di utilizzare la logica in modo tale da riuscire anche ad utilizzare degli strumenti.

  1. Il cane

L’intelligenza del cane tendenzialmente può variare in base alla razza cinofila, ma comunque rimane sempre uno dei dieci animali più intelligenti del mondo. Infatti, sono in grado di apprendere un gran numero di parole, attribuendogli anche un significato od un atteggiamento. I cani sono creature sociali, tendono a vivere in branchi e ad avere un innato senso di famiglia e protezione verso di essa.

  1. Il cavallo

È un animale estremamente intelligente e presenta un’emotività molto completa, simile a quella dell’essere umano. Sono animali curiosi e avventurosi, capaci di ricordare esperienze e luoghi specifici; infatti, hanno una memoria a breve e lungo termine. Arrivano a comprendere le emozioni degli altri esseri viventi, e per questo vengono considerati perfetti animali da pet therapy.

  1. Il ratto

I ratti sono considerati i roditori più intelligenti. Sono animali molto socievoli, vivono in vere e proprie colonie formate da un notevole numero di nidi familiari.

  1. Il delfino

Questi mammiferi hanno il cervello più grande di quello umano, per questo hanno sviluppato complesse capacità sociali e di comunicazione.

  1. Lo scimpanzé

Infine, eccoci allo scimpanzé che condivide il 98% del DNA con gli esseri umani. Questo animale è dotato di autocoscienza ed è in grado di tramandare la sua “cultura” di generazione in generazione. Inoltre, riesce a costruire dei veri e propri strumenti per raggiungere i loro obiettivi.

Che dici…anche tu pensi che questi siano gli animali più intelligenti del mondo? Oppure ne avresti inserito degli altri? E se è così, perché e quali?

Faccelo sapere nei commenti.

Fonte

Alevica cane: indicazioni, posologia, effetti collaterali

Ascolta questo articolo:

Cosa sapere sull’integratore Alevica, principio attivo, dose, quando si usa, indicazioni terapeutiche, effetti collaterali. Ma anche eventuali interazioni.

Fra gli integratori ad uso veterinario usati per migliorare e proteggere il benessere del sistema nervoso dei cani, abbiamo anche l’Alevica. Si tratta in realtà di un parafarmaco che, come vedremo, non ha bisogno di ricetta. Tuttavia, prima di adoperarlo sul proprio cane, è sempre bene chiedere al veterinario se possa essere utile per il nostro amico a quattro zampe.

Ma quando si usa? Dopo quanto fa effetto? E qual è il prezzo? Cerchiamo di dare una risposta a tutte queste domande. Ricordiamo che l’Alevica è registrato per l’uso sia nei cani che nei gatti.

Alevica: a cosa serve e principio attivo

Alevica è un parafarmaco veterinario. Viene definito come un alimento complementare a base di PEA-q: ha il compito di reintegrare le riserve endogene del corpo di PEA, garantendo una protezione antiossidante.

La PEA o palmitoiletanolamide è una sostanza naturale presente sia in alimenti di origine animale che vegetale. Nei cani, si è rivelata molto utile per proteggere l’equilibrio del sistema nervoso. La co-ultramicronizzazione insieme al flavonoide quercetina, fa si che la PEA venga assorbita e utilizzata al meglio per neutralizzare i radicali liberi, da qui la funzione antiossidante.

Composizione e formulazione

Questa la sua composizione:

  • palmitoiletanolamide (30%)
  • quercetina (6%)
  • mono e digliceridi di acidi grassi esterificati con acidi organici (digliceride dell’acido beenico)
  • pirofosfato di sodio
  • lievito
  • farina di lupino
  • cloruro di sodio
  • olio di semi di girasole
  • sali di acidi organici di magnesio (stearato)

Se sei interessato alla sua composizione chimica:

  • proteina grezza: 2%
  • fibra grezza: 50%
  • grassi grezzi: 32%
  • ceneri grezze: 8%
  • umidità: <6%
  • sodio: 1,5%
  • potassio: < 0,5%
  • magnesio: 0,025%
  • fosforo: 1,19%

Come additivi, contiene:

  • antiossidanti: 1b206
  • E460
  • E466
  • E433
  • E551b

Come formulazione, la trovi sia sotto forma di compresse, 300 mg di PEA-q e 60 mg di quercetina, sia sotto forma di sciroppo liquido. Non c’è differenza fra la confezione rossa e la confezione verde di Alevica: cambia solo il packaging.

Alevica: indicazioni d’uso nel cane

Sarà il tuo veterinario a stabilire la dose giusta di Alevica da dare al tuo cane e se sia il prodotto giusto per la patologia del tuo amico a quattro zampe. Se hai dato di testa tua l’Alevica al cane e dopo qualche giorno non fa effetto, conviene contattare il veterinario.

Forse non è l’integratore corretto per il tuo cane. Prima di somministrare integratori, sarebbe bene avere una diagnosi o almeno un sospetto diagnostico.

L’Alevica è un integratore alimentare veterinario destinato a supportare la corretta funzione nocicettiva dei cani. Inoltre reintegra le riserve dell’organismo di PEA in modo da migliorare i naturali meccanismi protettivi. Viene utilizzato soprattutto per tenere sotto controlli il dolore negli animali domestici.

La PEA regola la percezione del dolore, mentre la quercetina combatte lo stress ossidativo. Fra le indicazioni troviamo anche:

  • dolore da artrosi
  • dolore connesso a tumori
  • si usa anche per il dolore associato a infiammazione dell’intestino

Effetti collaterali, controindicazioni e interazioni

Sul bugiardino dell’Alevica non sono segnalati particolari effetti collaterali, controindicazioni o interazioni. Sicuramente non va utilizzato nei cani e gatti allergici o ipersensibili a uno degli ingredienti, eccipienti e additivi.

Nel caso di comparsa di qualche sintomo a seguito della somministrazione di Alevica, è sempre bene contattare il proprio veterinario curante.

Alevica cane: dose

Sarà il tuo veterinario a stabilire la dose giusta di Alevica da dare al tuo cane e se sia il prodotto giusto per la patologia del tuo amico a quattro zampe. Se hai dato di testa tua l’Alevica al cane e dopo qualche giorno non fa effetto, conviene contattare il veterinario.

Forse non è l’integratore corretto per il tuo cane. Prima di somministrare integratori, sarebbe bene avere una diagnosi o almeno un sospetto diagnostico.

Serve la ricetta per l’Alevica?

No, non ti serve la ricetta per prendere l’Alevica in quanto è un parafarmaco. Fermo restando che questo non vuol dire dare farmaci a casaccio senza prima aver consultato il proprio veterinario. La discriminante “L’ha usato il vicino di casa del cugino del mio panettiere e sul suo cane ha funzionato”, è quanto meno discutibile.

Non è detraibile dalle spese mediche in quanto parafarmaco e rientrante nella categoria degli alimenti complementari.

Prezzo dell’Alevica

Il prezzo dell’Alevica varia a seconda dello store presso il quale vi rifornite, con variabilità anche a seconda della farmacia o negozio per animali in cui lo comprate. In generale, la confezione da 20 compresse di Alevica costa sui 22,50 euro su Amazon, mentre la confezione da 40 compresse la trovate in vendita dai 30 euro in su.

Lo sciroppo, invece, costa anche esso dai 30-31 euro in su.

Fonti

I Migliori Antinfiammatori Naturali per Cani e il Ruolo Preventivo della Digestione

Riportiamo un articolo molto interessante da Fitopet.con

L’organismo dei nostri amici a quattro zampe è molto complesso. Sia dal punto di vista anatomico che fisiologico, il corpo dei cani è simile a quello dell’uomo e allo stesso modo è soggetto a contrarre varie malattie, che possono portare fino alla morte dell’animale. Un’infiammazione non rappresenta una condizione grave e quindi, non può essere considerata una malattia vera e propria, anche se può essere causata da diverse patologie, e creare problemi importanti al nostro amico a quattro zampe.

Un’infiammazione non rappresenta una condizione grave e quindi, non può essere considerata una malattia vera e propria, anche se può essere causata da diverse patologie, e creare problemi importanti al nostro amico a quattro zampe. 

Per questo motivo è consigliabile una visita dal veterinario, non appena si presenta qualche problema che può far pensare ad un’infiammazione.

E’ possibile, sempre sotto indicazioni del veterinario che segue il vostro animale, ricorrere anche ad antinfiammatori naturali, curando così il vostro cane in maniera naturale.

Vediamo, appunto, quali sono i migliori antinfiammatori naturali per cani, ma prima focalizziamo l’attenzione sui processi che portano ad un’infiammazione, le cause e le avvisaglie da prendere in considerazione quando si presenta questa problematica.

Non hai trovato la risposta al tuo problema in questo articolo?

Non preoccuparti!

Abbiamo preparato una speciale “Guida Olistica per la Salute” in formato PDF, nel quale potrai trovare la risposta a quasi tutti i problemi che il tuo animale domestico potrebbe incontrare.

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Processi Infiammatori nel Cane

Se il tuo cane presenta un’infiammazione in corso è possibile accorgersene notando questi sintomi:

  • ♦ Dolore: il cane manifesta il dolore con stati di ansia, mancanza di appetito e cambiamenti importanti nel comportamento.
  • ♦ Calore: la zona infiammata è caratterizzata da una temperatura più elevata rispetto al corpo, e questo è possibile notarlo già al tatto.
  • ♦ Tumore: questo è percepibile sempre toccando il punto dolente del vostro cane, e si presenta molto spesso come un gonfiore, una sorta di rigonfiamento della zona interessata, oltre al già citato cambio di temperatura di tutta la zona.
  • ♦ Rossore: la zona infiammata si presenta sempre arrossata, e questo sintomo diventa particolarmente visibile se l’infiammazione è accompagnata anche da ferite in superficie.

L’infiammazione non è una malattia, ma una condizione del cane.

Come abbiamo accennato in precedenza, l’infiammazione non è una malattia e in genere non è una condizione grave per il nostro cane. 

Tuttavia è importante portare il nostro amico a quattro zampe, subito dal veterinario, perché questa infiammazione può essere causata da una patologia, e quindi diventa necessario trattarla immediatamente, come accade per esempio nel caso dell’artrosi canina.

Evitare di somministrare antinfiammatori indicati per la cura dell’uomo.

Di norma, sarebbe meglio evitare di somministrare antinfiammatori al cane, tanto meno se sono medicinali indicati per la cura degli esseri umani. Una volta identificata la causa dell’infiammazione, però, si potrà curare con antinfiammatori naturali per cani, che non causano effetti collaterali tipici di farmaci chimici.

Quali sono gli Antinfiammatori Naturali per Cani

Di seguito andremo ad indicare quali sono gli antinfiammatori naturali adatti ai cani che, oltre ad essere innocui, sono di facile somministrazione e consentono di arrivare a risultati importanti.

  • Arnica Montana: si tratta di uno dei migliori antinfiammatori topici. Si può applicarla sotto forma di crema, che presenti fra gli ingredienti un estratto vegetale d’arnica adatto per gli animali.
    .
    Il consiglio, però, è quello di somministrare questo prodotto omeopatico per via orale. La posologia è la seguente (Arnica Monta 9 CH): 3 granuli sciolti in 5 millilitri d’acqua, 2 volte al giorno. Da dare sempre lontano dai pasti.
  • Curcuma: la curcuma è una spezia usata in cucina, conosciuta per le sue proprietà medicinali, e tra queste la più famose è sicuramente quella antinfiammatoria.
    .
    La dose di curcuma da somministrare al cani è compresa fra i 15 e i 20 milligrammi per chilo di peso dell’animale, e può essere aggiunta nei pasti che preparate giornalmente. Il principio attivo che funge da antinfiammatorio è la curcumina.
  • Pesce azzurro: se non si vuole dare da mangiare al cane direttamente il pesce azzurro, un’alternativa può essere quella di somministrargli dei supplementi nutrizionali a base di olio di pesce. Il pesce azzurro contiene grandi quantità di acidi grassi essenziali, come gli Omega 3, che sono dei potenti antinfiammatori.
  • Arpagofito: l’arpagofito è una pianta medicinale dagli effetti antinfiammatori, che può essere usata per periodi di tempo prolungati, senza portare nessun effetto collaterale al vostro cane.
  • Calore locale: rappresenta uno degli antinfiammatori per cani più semplici e più efficaci in circolazione. È sufficiente, infatti, applicare una borsa d’acqua calda nell’area interessata dall’infiammazione, così che il calore induca la vasodilatazione sanguigna, facendo diminuire l’infiammazione stessa e il dolore.
  • Valeriana: la valeriana per i cani è un rimedio eccezionale, a cui si può ricorrere quando l’infiammazione è dovuto a un disturbo muscolare. Questa pianta, infatti, è utile per alleviare il dolore prodotto delle contratture muscolari, oltre alla tensione accumulata nei muscoli.

Malattie della pelle nei caniRimedi Naturali, per un Trattamento Sicuro

I rimedi naturali per le infiammazioni nei cani sono sicuri, non sono tossici e quindi non producono effetti collaterali. Tuttavia, prima di decidere di curare il vostro cane con queste sostanze che si trovano in natura, è importante fare alcune considerazioni:

  • Usare questi antinfiammatori naturali per cani, sempre dopo aver consultato il veterinario, che seguirà tutto l’iter della terapia. Pur essendo innocui, questi antinfiammatori, necessitano di essere usati nella dose giusta, ed è fondamentale sapere se possono interferire con altri farmaci.
  • Affinché la cura dell’infiammazione sia efficace, il cane dovrà stare a riposo e non dovrà fare nessun tipo di sforzo, che interessi la zona infiammata. Al contrario, qualsiasi tipo di sollecitazione della zona, potrebbe rendere vana qualsiasi tipo di terapia con questi antinfiammatori naturali. 
  • Se l’infiammazione non passa in pochi giorni, è necessaria una nuova visita dal veterinario, per approfondire l’indagine medica e trovare un’eventuale terapia più efficace, magari alternativa come potrebbe essere una cura farmacologica standard.
  • La Causa più Comune dell’Infiammazione, ma più Sottovalutata e Ignorata in Assoluto
  • Ogni proprietario di un animale, nel cuor suo, cerca di fare sempre quello che crede sia meglio per il suo amico a quattro zampe, ma spesso non viene informato sui pericoli della dieta, o semplicemente si è fidato da quello che viene venduto nei negozi di pet food.
  • La regola dell’infiammazione è molto semplice: meno fatica si fa a digerire un alimento, meno infiammazione si produce.
  • Perché?
  • Perché quando l’alimento è alterato, modificato, chimico o inappropriato per l’animale, il sistema digerente, oltre a fare fatica non riesce a trasformarlo correttamente.
  • Le sostanze che normalmente non dovrebbero mai entrare nel circolo sanguigno, ci entrano e il corpo le percepisce come estranee, e quindi parte l’infiammazione come metodo di difesa (il sistema immunitario lo percepisce come un attacco e quindi si difende in questo modo).
  • Se diamo al cane cibo inadatto ogni giorno, 2-3 pasti al giorno, purtroppo questo vive in uno stato di infiammazione cronica, e da qui nascono una serie di malattie che possono interessare il corpo del nostro cane.
Quali sono quindi gli alimenti più infiammatori?

I cibi molto infiammatori da evitare il più possibile sono il glutine e latticini.
Anche le crocchette estruse, anche quelle di altissima qualità, sono ugualmente pericolose, perché cotte per troppo tempo a temperature elevatissime (fino a 200 gradi!), alterando o uccidendo i nutrienti presenti nel cibo.

Un cibo secco che invece non crea questi danni è quello pressato a freddo, o chi preferisce una versione che può regalare al cane anche maggiore idratazione, il cibo disidratato. Il marchio NaturalWil sono un’ottima alternativa, e se a loro abbinate un antinfiammatorio naturale, avrete fatto più o meno il massimo per il vostro cane, evitandogli di incorrere nel rischio di soffrire di infiammazioni!

Fonte

Gli animali considerati muti in realtà parlano, lo rivela uno studio

Questo è il risultato di un recente studio, che ha analizzato i dati di più di 50 animali da sempre considerati muti

Un recente studio pubblicato su Nature Communications ha analizzato le capacità comunicative di più di 50 specie di animali da sempre considerate mute.

I risultati hanno mostrato che, nonostante quanto si è sempre pensato, questi animali parlano eccome e lo farebbero da oltre 400 milioni di anni.

ricercatori che hanno condotto questo studio, hanno trovato prove evidenti della capacità di comunicare di numerosi invertebrati; nello specifico il biologo evoluzionista Gabriel Jorgewich-Cohen ha registrato il linguaggio di animali considerati muti che vivono nella foresta pluviale.

Successivamente, ha registrato anche i suoni emessi dalla sua tartaruga d’acqua dolce attraverso l’uso di un idrofono, e con sua grande sorpresa si è reso conto che questo animale in realtà emetteva dei suoni, delle vere e proprie vocalizzazioni attraverso cui comunicava.

Modi di dire dal regno animale

Lo studio

I ricercatori hanno analizzato 53 specie, tra cui 50 tra testuggini e tartarughe, un pesce polmonato sudamericano (Lepidosiren paradoxa), una cecilia (Typhlonectes compressicauda), ossia un anfibio senza arti simile a un lombrico, e il tuatara (Sphenodon punctatus) un antico rettile originario della Nuova Zelanda.

È stato riscontrato che tutte le specie registrate possiedono un repertorio acustico vario, e caratterizzato da un numero di suoni diversi, come cinguettii, brontolii e clic.

Per tale ragione, gli autori dello studio si sono chiesti quanto fosse antica la comunicazione vocale degli animali e hanno provato a tracciarne l’evoluzione.

Nonostante ricerche precedenti abbiano sottolineato che il linguaggio degli animali risale a circa 200 milioni di anni fa, i ricercatori che hanno portato avanti questo nuovo studio hanno fatto risalire il linguaggio animale a 407 milioni di anni fa.

Questa ricerca fa luce sulle capacità comunicative di animali da sempre considerati muti, ma che in realtà non lo sono affatto: altri studi, infatti, hanno rivelato che anche i pesci non sono affatto muti ma hanno un loro specifico modo di comunicare nel mondo.

Fonte

Dalle strade ai passi “umani”: i rumori “antropici” come influenzano gli animali? Lo studio di Fem: “Su grilli e cicale incidono sulla loro riproduttività”

Il lockdown ha stimolato l’interesse del mondo scientifico verso le risposte degli animali al paesaggio sonoro e la loro reazione al rumore antropico. Lo studio viene condotto con strumenti come “particolari registratori, accelerometri e microfoni” che consentono di “ascoltare” l’ambiente. Cagnacci: “Diminuzione o invasione di una specie? Così capiamo il perché”

TRENTO. Cicale e grilli come modificano i loro comportamenti quando sentono i nostri passi? E gli altri animali quando sentono rumori “antropici” come strade e lavori? Sono queste le domande che si pongono i ricercatori di Fem, promotrice di un innovativo confronto sui temi della bioacustica e biotremologia.

Il lockdown conseguente alla pandemia di Covid ha stimolato l’interesse del mondo scientifico verso le risposte degli animali al paesaggio sonoro, in particolare la loro reazione al rumore antropico, cioè provocato dalle attività dell’uomo. Negli scorsi giorni il tema al centro del workshop di Fem sono stati i segnali acustici e vibrazionali nel mondo animale.

Gli esseri umani con le loro attività modificano il paesaggio sonoro e vibrazionale in modo importante, andando a influenzare il comportamento degli animali selvatici. Suoni e vibrazioni, insieme altri segnali, come luce, colori e odori, compongono il più complesso “paesaggio sensoriale” degli animali.

“Alcuni insetti al passaggio degli uomini smettono di ‘cantare’, o meglio emettere vibrazioni – spiega Francesca Cagnacci, responsabile dell’Unità di ecologia animale di Fem, intervistata da Il Dolomiti – il loro comportamento cambia anche sull’aspetto riproduttivo. Dalle nostre voci al rumore della strada a quello dei lavori, come impatta tutto questo sugli animali?”.

Lo studio viene condotto attraverso specifici strumenti quali particolari registratori, accelerometri e microfoni” che consentono di “ascoltare” l’ambiente e le sue vibrazioni: “Non è un sistema acustico attivo ma passivo“. L’obiettivo? “Capire la biodiversità per poterla preservare – dice la ricercatrice -. Per esempio comprendere i problemi legati alla diminuzione di una specie o perché al contrario alcune diventano invasive. Non si parla solo di insetti: la ricerca comprende anche animali come gli ungulati“.

“Aumentare le conoscenze su questi argomenti –  affermano Cagnacci insieme a Valerio Mazzoni, responsabile dell’Unità protezione delle piante – di grande interesse per la conservazione implica affinare la capacità dei ricercatori di acquisire dati sul paesaggio sensoriale“.

Al Centro Ricerca e Innovazione, spiegano i ricercatori, “abbiamo molta esperienza nello studio delle risposte animali agli stimoli antropici utilizzando ad esempio collari Gps e trappole fotografiche”. Di qui la necessità di includere nuovi sensori e dunque nuove variabili per meglio definire l’interazione tra animali e ambiente.

Nel workshop si è parlato per la prima volta di integrare ai segnali acustici, già noti nel panorama scientifico, i segnali vibrazionali. A questo proposito Fem ha acquisito nel corso degli anni una grande competenza sulla biotremologia, la disciplina che si occupa della comunicazione vibrazionale animale, che finora è stata applicata principalmente agli agroecosistemi, ma che da adesso verrà impiegata anche in campo ecologico per la rilevazione delle vibrazioni ambientali.

All’evento hanno preso parte i ricercatori del Centro Ricerca e Innovazione, ma anche ospiti di rilievo internazionale, tra cui il professor Thierry Legou della Aix-Marseille Université (Laboratorio Linguistico) e il professor Gianni Pavan dell’Università di Pavia (Cibra).

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